Pubblicato da: marissa1331 su: 27 gennaio 2012
Vorrei tanto ricordarvi una cosa ma qui seimilioni di nomi non ci stanno.
Pubblicato da: marissa1331 su: 25 gennaio 2012
(si)
(Chiacchiere Skype delle ore 19 tra un ragazzo e una ragazza mentre gli stessi ascoltano la seguente canzone del Sig. Peveri Giuseppe, meglio conosciuto come Dente)
Pubblicato da: marissa1331 su: 19 gennaio 2012
Capita che sia mercoledì e che come sempre si vada al cineclub a vedere un film che ha vinto il Leone D’Oro mica pizza e fichi.
Capita che l’amico che fa la strada insieme a te sia in anticipo sulla (sua) tabella di marcia e che dunque salga a prendere un caffè a casa tua.
Capita che dopo il film, con altri amici, si decida di andare a bere qualcosa per fare finta almeno di avere una vita sociale non troppo nerd.
Capita che davanti a 3 Irish Coffèe, una porzione di mozzarelline fritte e una piadina, l’amico astrologo dica a te e all’amico di cui sopra che per voi capricornini domani (oggi ndr) sarà una giornata piena di “piccoli problemi pratici”.
Capita che mentre torni a casa, ovviamente dopo la mezzanotte, cerchi nella borsa e ti accorgi di non avere le chiavi.
Capita che il tuo amico scopra in quel momento di aver lasciato le chiavi di casa sua a casa tua.
Capita che ci siano – 5 gradi e che domani puliscano le strade e che quindi la tua auto sia parcheggiata a casa di Cristo.
Capita che ambo i tuoi genitori abbiano il telefono spento.
Capita che tu debba chiamare alle ore 01:19 a casa dei tuoi.
Capita che tuo padre risponda assonnato e pronto a sentirsi dire che il tuo cadavere è stato ritrovato a pancia in sotto nel fiume Tronto.
Capita che dopo aver recuperato le chiavi di casa custodite gelosamente da tua mamma e un po’ di colore in faccia, il tuo amico disgraziato quanto te, annunci solennemente “a me sembra che le chiavi fossero nella toppa quando siamo usciti”. Che tradotto vuol dire “puoi avere tutte le chiavi del mondo ma quella serratura non si aprirà mai”.
Capita che nel tragitto Villa Pigna/Porta Romana, voi due iniziate a pensare alle varie opzioni: “speriamo che il mio amico Tizio che fa il pompiere sia di turno”, “andiamo nella sala d’aspetto del pronto Soccorso almeno c’è caldo”; “io alla pensione Pavoni mi vergogno che così, senza bagagli né niente, già mi immagino la faccia della tipa che ci da le chiavi mentre pensa che siamo due disgraziati con prole a casa e consorti cornuti”, “possiamo fare i ripuliti e andare all’Hotel Marche”!!!
Capita che dopo essere passata per garage, scavalcando mille avversità e 4 biciclette, la porta di casa tua si apra senza troppi intoppi.
Capita che siano ormai le 02.30 e che tu sia sfinita ma che per fortuna ti venga da ridere.
Capita che oggi, dopo 33 anni, TI FARAI TOGLIERE L’INVIDIA PER LA PRIMA E SI SPERA ULTIMA VOLTA DELLA TUA VITA.
T.
PS: Carissimi iettatori/idioti che vi ostinate ad odiarmi/invidiosi di ogni sorta/frustrati privi di vita sociale, coraggio, personalità, intelligenza.
A voi parlo.
Vi ostinate a mandarmi colpi che si traducono in chiavi dimenticate, capitomboli in bicicletta e auto i cui circuiti elettrici vanno in tilt.
Ma non mi conoscete abbastanza da sapere che se inizio a mandare i colpi io minimo finirete all’ospedale con le gambe rotte?
Smettetela, perché se non lo fate, vi assicuro che le mie maledizioni vi ammazzeranno molto prima dei Maya.
PS2: la chiave era nella toppa.
PS3: l’amico sfigato consigliava di intitolare il codesto post “Notte Infaust” ma l’ho menato io per voi tutti.
Pubblicato da: marissa1331 su: 25 dicembre 2011
Buon Natale a tutti quelli che non me l’hanno detto.
Anche se muoiono dalla voglia.
Pubblicato da: marissa1331 su: 22 dicembre 2011
Mi hai chiesto come si fa a smettere di essere innamorati.
Non potevo vederti mentre me lo stavi chiedendo, è un mondo fatto per lo più di parole il nostro, quel nero su bianco che fa tanto spietato ma onesto. Incancellabile ed inequivocabile.
Non potevo vederti ma ti immaginavo arricciare il naso, guardare in basso e poi soffiare via il fumo mentre guardi fuori con aria distratta, aspettando che io sfili via dal cilindro la risposta esatta alla fantomatica domanda da un milione di dollari.
Ho temporeggiato, non ho risposto, ho digitato due punti e una parentesi aperta che vuol dire “mi dispiace” o “sono triste” o “non posso farci niente”.
E mi spiace, sono triste e non posso davvero farci niente perché non so nemmeno se ci sia la risposta alla tua domanda e se esiste la risposta io non la conosco, non so dove sia quell’interruttore altrimenti l’avrei schiacciato prima per te e poi per me, non so dove trovare la ricetta per la pozione altrimenti l’avrei cucinata e bevuta d’un fiato, non so come ci si strappa il cuore dal petto altrimenti lo avrei fatto e poi l’avrei infilato in un tritacarne e avrei girato la manovella fino a che non fosse rimasto più niente se non un mucchietto rosso ed insignificante.
Io non lo so come si fa a smettere di essere innamorati.
Però se vuoi, ti dico quello che so.
So che non è vero che ti alzi un giorno e non ci pensi più.
So che non è vero che chiodo scaccia chiodo.
So che non è vero che chiusa la porta si apre un portone.
Io so che vado a dormire e mi sveglio con lo stesso pensiero che mi pulsa nella testa e poi me lo ritrovo a pulsare nella pancia e nei piedi quel pensiero lì, perché l’amore è infettivo, si espande, è come un virus, non se ne sta buono e circoscritto al posto suo ma vaga per il corpo e se glielo permettiamo, devasta tutto quello che incontra.
Io so che voglio tenermi in tasca il mio chiodino arrugginito e non voglio trovargli un rimpiazzo come fanno tutti. Io amo il mio chiodo vecchio e sporco e continuo a lasciarmi pungere.
Io so che non voglio tappeti rossi e grossi portoni spalancati. Mi basterebbe una stanzetta piccola e angusta, di quelle che devi arieggiare ogni 5 minuti ma che importa se entra aria gelida quando ci sono due braccia calde che ti stringono?
E allora, se ci penso bene la risposta forse la so ma non te la devo dire mica perché se ci pensi, come la so io la sai tu.
Quindi ti ho risposto, o forse ancora no.
Tu però siediti sullo sgabello, appoggia i gomiti sul ripiano e prenditi la faccia tra le mani, poi spalanca i tuoi occhioni e guarda oltre la finestra. E chiediti se davvero vuoi smettere di sentirti così.
E non serve che tu risponda a me.
Perché io lo so già.
T.
Pubblicato da: marissa1331 su: 15 dicembre 2011
Vi aspetto questa sera alle ore 18:00 presso la
per la presentazione del nuovo libro della cricca di Spinoza
Noi lo abbiamo scritto, Vauro lo ha disegnato e se lo comprerete entro Natale, sarete scomunicati da un autorità religiosa a vostra scelta.
Vi aspetto lì.
Ci riconoscerete perché siamo i più belli.
Tati
Pubblicato da: marissa1331 su: 14 dicembre 2011
Mi sono appena ricordata che giorno è oggi.
Quello in cui pensavo che non avrei mai più sorriso.
Quello in cui ho deciso che sopra di noi c’è solo il cielo.
Quello in cui ho dovuto imparare ad essere una persona migliore.
Quello in cui non ho potuto avere coraggio.
Quello in cui ho imparato che esiste un solo “mai più”.
Quello in cui ho perso te.
Troppo presto.
Non so nemmeno quanto tempo sia passato. Un giorno è uguale ad un anno e uguale a 10. Non li conto più, sarebbe come contare le lacrime versate e le stelle nel cielo e i granelli di sabbia e le foglie di un bosco.
Non li conto perché non serve.
Non ti trovo dentro ad calendario a te.
Ti trovo nel bagliore che squarcia il buio e ti vedo in riva al mare, nell’erba verde e in mezzo ad una bufera di neve come quella in cui ci siamo salutate, e nell’aria sei, nell’aria fresca che mi arriva in faccia quando volo sull’ottovolante come l’ultima volta.
Ma in una lacrima me l’hai vietato e quindi lì, non ti cercherò mai.
Ciao.
T.
Pubblicato da: marissa1331 su: 9 dicembre 2011
Ci sono i buoni propositi e le ottime intenzioni.
Non fare quello, non dire quest’altro, non uscirtene così, non indossare quella maglietta, non bere quel bicchiere, non rispondere a quel messaggio, non ascoltare quella canzone, non leggere quella mail, non fare quel pensiero, spegni quel maledetto telefono, vai a dormire che è tardi.
Stai zitta.
C’è il buonsenso, tanto buonsenso.
Quello che ti fa fa riflettere, che ti districa i nodi nel cervello, che ti fa pensare a quello che è giusto e a quello che giusto non è poi tanto, quello che ti fa provare empatia, che tiene alto il vessillo dell’orgoglio, che ti sigilla le labbra e un po’ anche il cuore.
Poi ci sei tu.
E allora, ciao.
T.
Pubblicato da: marissa1331 su: 3 dicembre 2011
C’ è uno scrigno nel mio cervello.
Che racchiude solo i bei ricordi e annienta quelli che belli non lo sono.
Se penso a te ad esempio, ricordo solo l’erba fresca di rugiada e le stelle che cadono a mucchi.
Ed il palpito del mio giovane, innamorato cuore.
Se penso a te* invece, ricordo un sacco di sigarette e partite a biliardino e l’incoscienza e le litigate furibonde ed un paio di occhi blu in cui annegare ogni volta.
Quando penso a te** mi vengono in mente gli shottini al peperoncino e Bologna, le sbornie clamorose e un sacco di cose non dette e luci basse e le candele e i Nirvana, sempre.
Se mi torni in mente tu *** ricordo la consapevolezza del vero presunto amore, ed i progetti ed il sentirmi al sicuro.
Sempre.
Poi mi torni in mente tu**** e penso alla paura, al caldo, ad un sacco di musica, ad una moltitudine di parole, all’incessante suono delle risate, alle decisioni da prendere in fretta, alle domande senza risposta, alle bugie dette non so ancora bene perché e allo smacco di averti perso senza averti mai avuto.
Ma è quando penso a TE che tutto si azzera, nella tristezza della consapevolezza di un qualcosa che è perfetto e lo sarà per sempre.
Ma.
T.
Pubblicato da: marissa1331 su: 26 novembre 2011
Finiscila.
Tutti gli aerei che prendi, i treni su cui sali, gli autobus che rincorri e le distanze che frapponi, non basteranno a tenerti davvero lontana.
Al sicuro.
Impegnati quanto ti pare, macina migliaia di chilometri, scappa un po’.
Tanto nessun posto è abbastanza lontano.
Ti sei mai chiesta quanto deve andare lontano una persona per fuggire veramente?
Anche la Cina è troppo vicina.
Non credere.
Affannatevi pure eh, fatelo entrambi.
Tanto non ci riuscirete mai.
(mail ricevuta il giorno in cui ho comunicato ad una persona cara la mia prossima meta)