Marissa1331

Smetto quando voglio.

La patente. 8 febbraio 2010

Archiviato in: Uncategorized — marissa1331 @ 21:45

Per guidare ci vuole la patente.

Fai un esame scritto. Un quiz a risposte multiple. Se vai bene passi alla pratica e in capo ad un mese sei alla guida della tua macchinina e te ne vai a spasso felice e contento. Dove ti pare. A nessuno verrebbe in mente di dare la macchina ad una persona senza che prima questa persona abbia superato un esame, perchè guidare non è un gioco: se non sai farlo, se non conosci i segnali stradali, se non hai fatto un po’ di esercizio rischi di far del male a te stesso. Soprattutto agli altri. Avere la patente non fa di te un bravo guidatore: le prime volte sarai impacciato, magari prenderai un palo o un muretto e se sei particolarmente incosciente tirerai anche sotto un pedone sulle strisce. Poi imparerai. O forse no.

Anche per votare ci vorrebbe una patente.

Non pensate che io sia una fascista che vuole porre un limite al suffragio universale. E’ ovvio che mia nonna non sappia che differenza ci sia tra un decreto legge e un decreto legislativo, come funzioni la corte costituzionale e quali siano le attribuzioni del Presidente della Repubblica.

Non è normale che un diciottenne non lo sappia. Non è giusto che un ragazzo che sta per diplomarsi alla scuola superiore vada a votare senza sapere cosa significhi andare a votare. Senza sapere cosa sia una legge, chi la fa e come si fa.

Allora ci vorrebbe un esamino prima del rilascio del certificato elettorale. Un piccolo quiz di base. Una cazzata eh. Di livello elementare.Giusto per far sì che il voto sia un qualcosa che le persone siano in grado di capire.

Poi queste persone possono pure votare per la parte che io reputo orribilmente sbagliata ma almeno lo faranno con cognizione di causa. E magari non si accorgeranno mai di sbagliare.

O forse si.

Sono antidemocratica? Forse. Ma l’ignoranza che vedo e leggo e percepisco in giro mi fa sincero orrore.

(Ps: abitiamo nel Paese dove una persona che vuole fare l’operatore ecologico per il comune deve avere il casellario penale intonso e un certificato carichi pendenti pulito. Deve essere una persona onesta insomma. Niente di troppo difficile.

Coloro che fanno le leggi, coloro che ci governano, coloro che detengono il potere sono degli avanzi di galera o la rifuggono più o meno con maestria prendendoci bellamente per il culo. Viva L’Italia)

 

Millanta cose che mi sono accadute e che sembra impossibile mi siano accadute e che invece mi sono accadute. 8 febbraio 2010

Una volta un tizio che conosco mi ha detto “tu vivi in un telefilm”.

Gli stavo raccontando in diretta tramite sms (o addirittura a voce non mi ricordo più) che un gatto, cadendo da un albero (presumo) mi era finito in macchina atterrando direttamente sul sedile del passeggero, passando per il tettuccio abbassato della mia C3 Pluriel.

Come scoprirete ben presto infatti, gli animali ed io non abbiamo un rapporto idilliaco. E nemmeno io e la tecnologia. Per non parlare del mio burrascoso rapporto con le istituzioni religiose. Nè delle gaffes assurde che faccio in ogni dove.

Mi capitano cose strane. O meglio. Mi capitano le cose che capitano a tutti solo che poi, ad un certo succede qualcosa che le rende assurde, folli, pericolose e assolutamente in grado di fare ghignare tutti. Tranne me.

Sono una persona come tante. Faccio una vita assolutamente normale. Non vado alla ricerca di guai o stranezze o avventure. MI CAPITANO. Una gita in campagna, una passeggiata in bicicletta, una partita di calcio di terza categoria, un viaggio in treno, uno status su Facebook o Twitter, un SMS si trasformano in situazioni assurde e mi provocano una marea di guai.

E non posso assolutamente farci nulla. E’ la mia vita.  Qualcuno la trova davvero divertente.

Un’amica poco fa mi ha detto “se la tua vita fosse un telefilm lo scaricherei”.

Un mio amico mi definisce “una calamita di guai”.

Io prima di andare oltre devo fare due cose.

Scusarmi con Gianluca Morozzi per avergli ciulato il titolo di un libro per ispirarmi al titolo.

Ringraziare gli dei del fatto che una marea delle cose che sto per raccontarvi mi siano capitate in presenza di testimoni. Altrimenti non ci avreste creduto.

TATI E LA TECNOLOGIA.

Io amo la tecnologia. Sono dipendente dal cellulare. Mi sto disintossicando da internet e dai social network con eccellenti risultati anche se ancora mi incazzo un po’ troppo per le stronzate che ivi accadono. Smanetto parecchio con il mac e pur essendo artolesa faccio abbastanza cose. Insomma tutta questa è  per dirvi che sono una ragazza moderna.

La tecnologia invece mi odia. Mi maltratta. Mi fa incazzare. Mi fa prendere per matta dalla gente. Io espongo i miei problemi e i poveretti che mi sopportano (ancora per poco) mi rispondono con una parola in grado di farmi andare il sangue al cervello trasformando la ragazza dolce e cara che sono in una stronza. Questa parola è “impossibile”.

Ma come è impossibile???? Dannazione mi sta capitando!

Esempi? A migliaia. Vi dico i più recenti. E mail del mac? Mi funziona solo se rimane sempre aperta. E mi mette TUTTA la posta nella cartella spam. Le liste di Facebook? Funzionano con tutti tranne che ad utente. Che è in lista ma non vedrà mai quanto è carina Tati sotto la Statua della Libertà.  Un giorno presa da raptus volevo cancellarmi da Twitter? Ho premuto delete 13 volte e non ci sono riuscita. Scrivo il più classico dei www.google.it? Mi ritrovo in altra pagina. Solo che nella barra dell’indirizzo c’è scritto www.google.it. Mi metto il lucchetto? Eppure continuano a leggermi indisturbati. Skype? Mi cambia gli status da solo. Twitter? Mi lucchetta, si slucchetta e tra poco mi manda anche a cagare. Ho una password e un username che son sempre quelli da duemila anni? Come tutti. Solo che i siti impazziscono e non me le riconoscono più ed io non so più come minchia fare l’accesso.

Potrei andare avanti all’infinito. Non lo farò. So solo che non sono cose gravi e anzi fanno anche ridere. E che capitano a tutti. Solo che a me capitano tutti i giorni. Tutte insieme. Sempre. Soprattutto mi rompe il cazzo che le persone (giustamente) pensino che io sia bugiarda o impedita. Allora ho elaborato una tecnica infallibile: documento tutto. Fotografo tutto. Mando mail e mms.

Sfigata si. Bugiarda no :D

Il rapporto tecnologico più complicato è quello che vivo  con il mio cellulare. Il classico rapporto di odio e amore che riassunto in un vecchio adagio popolare può essere riassunto con “l’amore non è bello se non è litigarello”.

Io e il mio cellulare (che per me, sentimentalmente, è sempre lo stesso dal primo Nokia, quello grande come un rossetto all’accoppiata odierna Nokia ipertecologico nonsochenumerosia/Iphone) siamo una cosa sola. Ci amiamo e ci odiamo. Facciamo tanto l’uno per l’altra. Ci teniamo compagnia. Io e il mio cellulare mandiamo una marea di sms. Ma tanti eh. Una roba vergognosa nei momenti d’oro. Io i cellulari li consumo. Loro non muoiono mai lentamente. Prima cominciano ad impazzire. Uno si accendeva e si spegneva da solo a suo piacimento. Una volta si è inserito anche il pin. Roba da Lost season one.

Mandare sms può sembrare la cosa più semplice e banale del mondo. Invece non è così. Mandare sms è un’arte e per farlo bene  bisogna essere dei professionisti. E non dirò altro perchè i professionisti del messaggino sanno esattamente di cosa io stia parlando,  senza che debba aggiungere altro :)

Sono una professionista però sono a volte come tutti gli esseri umani commetto degli errori. Nel senso che faccio una cosa che a volte potrebbe costare varie cose, tra cui la vita. Sbaglio il destinatario del messaggio.

A volte è una cosa divertente :) Come quella volta che ho inviato a Caio l’sms tutto fru fru per Tizia e Caio mi ha risposto “Amora faccio la ceretta all’inguine e arrivo”. Ho riso alle lacrime. Un sms notturno sbagliato mi è costato mesi e mesi di prese per il culo ferocissime e nomignoli fastidiosi.

Sul perchè si “sbaglia a mandare sms” esistono le teorie più disparate. La più gettonata e pericolosa è quella del pettegolezzo. Se io e Tizio stiamo smessaggiando cattiverie su Caio può capitare che la cattiveria che voglio raccontare a Tizio venga inviata a Caio. Ora, se si tratta di una cattiveria anonima siamo a posto. Se così non fosse sarei morta soffocata dal cellulare che migliaia di Caio mi avrebbero fatto ingoiare.  Un paio di volte ho sbagliato facendo macelli ma solo una volta ho rischiato grosso.

Domenica pomeriggio. Io e alcune mie amiche eravamo a Bologna. Caffè, sigarette, chiacchiere tra amiche. Il mio ragazzo del tempo mi manda un sms in cui ci racconta un pettegolezzo molto pesante su un’altra tizia che abitava con noi. Si scatena una ridda di sms tra me e il mio ragazzo. Sms cattivissimi. Perfidi. Pieni di recriminazioni e cattiverie sulla Tizia in questione. Sma collettivi a cui partecipavano le altre due mie amiche/complici.

Poi, scrivo l’sms definitivo. Quello che mette il punto. Quello che rende me e le mie amiche delle stronze sovrumane e il mio ex ragazzo un pettegolo fuorimisura. Premo invio. Avevo sbagliato. Lo stavo mandando a Tizia. Ora, miei piccoli lettori, come qualcuno di voi ben saprà, i telefoni di una volta non erano ipertattrezzati come quelli di adesso che ti permettono di annullare l’invio e di sapere in tempo reale se l’sms è stato inviato o no. Una volta c’era la cartella messaggi ricevuti e stop e una bustina lampeggiante perenne e rompicoglioni che ti indicava che suddetta cartella era giunta a saturazione e che quindi gli sms era ora di cancellarli.

Io avevo premuto invio e mentre premevo invio mi rendevo conto con raccapriccio, di aver inviato l’sms a Tizia. In persona. Panico.

Guardo la mia amica Daniela con la quale comunico come Lily fa con Marshall che capisce dal mio sguardo terrorizzato cosa avevo fatto. Poi , come un fulmine, decido. Prendo il mio Nokia 8210 e lo tiro contro il muro. Lo scaglio contro il muro. Lo distruggo. Il telefono si divide in tre pezzi. Cover, batteria e tastini volano ovunque.

Ve lo sto raccontando dunque il sacrificio è servito. L’sms non è mai arrivato. Il Nokia per la cronaca l’ho riassemblato ed è tornato la bomba che era.

Santodio quanti telefoni ho massacrato.

Sono la Jaime Lannister dei Nokia (non  conoscete Jaime Lannister? Loser) Uno l’ho fatto cadere dal balcone. Un’altro in curva ha attraversato tutto il cruscotto dalla macchina per volare fuori dal finestrino. Per recuperarlo ho fatto marcia indietro e ci sono passata sopra. Era giusto un po’ ammaccato ma niente di che. Un altro l’ho fatto cadere in piscina e poi l’ho asciugato con il phon. Su uno ci ho rovesciato sopra una caipiroska alla fragola: era un po’ appiccicaticcio, questo si ma non ha mai smesso di funzionare da Dio.

L’ultimo episodio di sterminio telefonico mi è accaduto un anno fa circa. Ero in macchina, fila bestiale. Strada a doppia carreggiata divisa nel centro da una fila di fioriere contententi quelle piante  geneticamente modificate che  in mezzo allo smog e ai veleni ci sguazzano. Ammazzavo il tempo telefonando e contemporaneamente smessaggiando, tenendo il volante con il classico ginocchio. Ad un certo punto alzo gli occhi e vedo una pattuglia della polizia ferma. Paletta. Il telefono che avevo nella destra cade a terra  nell’abitacolo. Quello nella sinistra invece lo butto fuori dal finestrino. Senza rifletterci nemmeno un secondo. Mi fermano. Patente e libretto. Ed io rido. Pensavo al mio cellulare in mezzo alla fioriera con la telefonata ancora aperta. E continuo a ridere. Vado a casa e faccio pranzo. Sempre ridendo. Poi torno sul luogo del delitto a cercare il mio cellulare. Lo trovo. Nella fioriera. Stavo per collassare. Non si era nemmeno spento.

Insomma. Io sono una sfigata e la tecnologia mi odia.

I Nokia però, spaccano.

(To be continued)

 

ZacZac 7 febbraio 2010

Archiviato in: Cose fighe, Musicabella — marissa1331 @ 12:30
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Manco da un po’.

La colpa è mia che nonostante la veneranda età non riesco ancora a non fare influenzare le mie attività dal mio stato d’animo.

Ma quando le persone che ti circondano ti deludono e tu passi gli interi pomeriggi a chiederti “ma che cosa ho sbagliato”? per poi accorgerti che quello che hai sbagliato tu è assolutamente marginale rispetto alla loro trasformazione l’unica cosa che ti resta da dire è “fotte sega”.

E adesso una marea di cose che sembravano fondamentali non lo sono più :) E un sacco di persone che sembravano una mia appendice non contano più niente. E se fossi in loro avrei pure un po’ di tremarella. Il rimpianto no dai, quello lo avranno dopo, quando cominceranno a sentire la mia mancanza. Ma io francamente me ne infischio (cit).

Che dire? Largo ai giovani.

(e buona domenica a tutti e buon ascolto)

(e adesso che sono felice e sorridente è giunto il momento di scrivere un post simpaticissimo)

 

Minchia Lost! 3 febbraio 2010

Archiviato in: Capolavori (per me), Serial Tv — marissa1331 @ 16:55
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FINO AL TAGLIO NO SPOILER :)

Vi ricordate il primo giorno dell’ultimo anno di scuola?

La ressa fuori dal portone, ritrovare i compagni di classe, la fatidica campanella, la scelta del banco … io si. Me lo ricordo bene quel giorno. Pensavo “lo sto facendo per l’ultima volta. Il prossimo anno sarà tutto diverso”.

Ecco.

Quando ho rinominato i subs e mi sono spaparanzata sul divano per godermi questa prima puntata dell’ultima stagione di Lost avevo lo stesso identico stato d’animo. Felicità ed eccitazione ma anche tristezza. Perchè manca un sacco di tempo ancora alla conclusione. Perchè non vedo l’ora di sapere come andrà a finire. Perchè so già che Lost mi mancherà.

Io sono una fan della prima ora. Ho visto la prima puntata di Lost in diretta con gli Stati Uniti. Niente abbuffate, niente maratone. Niente italiano. Una puntata alla settimana. Soffrire e pedalare e fare congetture. Ho trascorso un’estate a chiedermi cosa minchia ci fosse nella botola. Ho strabuzzato gli occhi e lanciato una parolaccia davanti al famigerato FF. Ho centellinato. E ne vado fiera.

Così si guarda Lost. Facendosi sanguinare le orecchie e spremendosi le meningi. Creandosi mille pippe mentali e mille problemi inesistenti. Ponendosi domande e facendo previsioni, bullandovi con il vostro sponsor quando ci azzeccate. Sopportandolo quando ci azzecca lui.

Non lo guardate così?

Dilettanti.

(continua…)

 

Tutto il mondo è paese 2 febbraio 2010

Archiviato in: Uncategorized — marissa1331 @ 12:46
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Qualche mese fa,  su questi stessi schermi, predicavo l’importanza della libertà di manifestazione del pensiero, scagliandomi con forza contro la censura Iraniana del periodo post elettorale, quando i proiettili volavano sulla folla e uccidevano studenti senza che nessuno lo sapesse.

Solo un video circolava su Twitter e quel video è rimbalzato ovunque, di blog in blog, da un social all’altro. Solo così, il mondo ha saputo, visto che i telegiornali e la stampa si son ben guardati dal farci vedere.

Ora tutto questo potrebbe diventare impossibile. Perchè grazie ad un articolo di un ddl fascista sarà VIETATO criticare una legge che considera ingiusta, i providers avranno l’obbligo di bloccare il blog. Di chiuderlo.

Diciamolo.

Di CENSURARLO.

Perchè dai su, possono chiamarla   ”Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet” o come minchia vogliono. Ma di censura si tratta.

A Teheran in proiettili uccidevano le persone. Da noi non si è ancora arrivati a questo ma chi comanda sta uccidendo le nostre voci. Il Governo le sta facendo tacere con una repressione nemmeno troppo sottile o mascherata.

L’era di Berlusconi ha sdoganato l’incredibile rendendolo normale. Ci ha fatti abituare a cose che sarebbero considerate aberranti in ogni altro paese del mondo. Ci ha resi un popolo rassegnato.

Il prossimo passo sarà renderci pecore.

Ecco a voi il partito della libertà. Sua. Libertà di stare fuori dalla galera. Perchè è questa l’unica libertà rimasta intatta, finora.

(se questo ddl diventerà legge e questa legge verrà applicata questo blog chiuderà. E’ stato bello comunque)

Per un articolo più dettagliato sulla legge, leggete qui.

(se questo è il partito dell’amore io sono bionda, stupida e non mi incazzo maimaimai)

 

Cani e Porci 1 febbraio 2010

Avete presente Renzo Bossi?

Quello che ha fatto la maturità 3 volte?

Quello di “Affonda il Clandestino”?

Il tizio che per non fare un flap ruba 12 mila euro al mese?

Quello con la faccia da scemo e il cervello lobotomizzato.

Lui.

Beh, lui si candida alle elezioni regionali. A Brescia. La sua candidatura è stata ufficializzata da un altro fulmine di guerra, ovvero dal Vice Ministro delle Infrastrutture Roberto Castelli che ha rilasciato un’intervista sconvolgente  a tratti allucinante (come direbbe Silvia).

Nello specifico:

“Credo che sia un gesto di coraggio per un ragazzo di 20 anni presentarsi agli elettori. Tanto di cappello”

Beh, qui il coraggio devono trovarlo i suoi futuri elettori. Lui dovrebbe solo recuperare un po’ di vergogna sepolta laggiù, da qualche parte e rendersi conto che braccia come le sue non andrebbero sottratte all’agricoltura. Con tutto il rispetto per gli agricoltori. Che uno come Renzo Bossi potrebbero usarlo giusto come spaventapasseri.

“Ora si dovrà presentare davanti agli elettori”

Che dovrebbero accoglierlo muniti di pietre e uova marce.

“Avere grandi padri a volte puo’ essere un peso, a volte puo’ temprare”.

In questo caso il grande padre manca. E la tempra del Renzo, beh è quella comune a tutti i lanciatori di coriandoli.

“Non ha avuto un trattamento di favore …”

No, sicuramente la candidatura è merito del suo sfavillante curriculum di nullafacente e asino con le orecchie lunghe e pelose.

” … capirei se fosse andato nel listino, invece e’ stato scaraventato alla ricerca dei voti, a differenza di altri casi simili”.

Avete presente la rupe di Sparta. Ecco. Se Renzo Bossi fosse nato ai tempi, lo avrebbero scaraventato da lì. Con il plauso della popolo, aggiungo.

Incredibilmente eversiva e vivace la replica del PD

“Dopo l’ufficialità della candidatura di Renzo Bossi a correre per le regionali del 2010, non possiamo stare in silenzio”.

Mi raccomando non fateci sanguinare le orecchie con i cori di protesta eh.

(quante volte l’ho detto che l’Italia è un paese di merda dove la meritocrazia non conta un cazzo e vai avanti solo se dei un delinquente o un figlio di papà, ma se sei ambo le cose vai davvero come un treno? L’ho detto un sacco di volte?)

(L’articolo qui)

 

Per riprendere il filo. 1 febbraio 2010

Archiviato in: Uncategorized — marissa1331 @ 13:00
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Domani ricomincia Lost.

Che per caso ne eravate al corrente? No? Ma dove vivete su uno strano pianeta dove i telefilm sono banditi?

Ora, scherzi a parte, Lost è un telefilm che fa della storia incredibile la sua forza. Una storia intricatissima e affascinante che non vedo l’ora di sapere come andrà a finire. Una storia fatta di dettagli e particolari in grado di torturare la mia memoria da pesce rosso.

Vi ricordate quello che è successo nella Season Finale della scorsa stagione? Sicuramente si. Ma per i non superpatiti copio e incollo un mio commento cazzone postato su un forum.

Per non dimenticare. Prima un appunto. Questa foto mi agita già. Perchè Sawyer e La Zoccola sono vicini. Troppo. Non possono farmi questo eh. NO e NO e NO! Grrrr.

Non mi ha lasciato priva di parole come il finale di stagione della terza né mi ha emozionato come quello della quarta ma questo episodio ,conclusivo della quinta stagione di Lost, è stato probabilmente il mio preferito di sempre perchè in grado di mescolare magistralmente il caro buon vecchio mistero isolano a risposte attese da tempo a nuovi quesiti inquietanti, ed infine, ultimo ma non ultimo, il sentimentalismo di cui si è abusato nelle scorse stagioni e che invece è stato ben dosato in questa.
Ho provato una tensione emotiva che mi ha riportato per un istante ad una dolorosissima notte di marzo (il 21 per essere precisi) e chi mi conosce sa di cosa parlo :cry: :cry: :cry:

L’episodio è stato gestito in maniera assolutamente geniale: l’intreccio di passato presente e ultrapassato è stato perfetto, così come degne di gloria le interazioni tra i personaggi e la loro caratterizzazione. E per Lost che fa della sola storia la sua forza, non è poco. :D

La prima scena con Jacob e un tizio che per comodità chiamerò “Tizio” è stata davvero da applausi: ovviamente non umano, ovviamente reclutatore di persone da portare sull’isola fin dalla notte dei tempi, ovviamente tessitore di una tela (in senso letterale e figurato) che ancora non ci è stata rivelata del tutto, Jacob ha passato una scheggia della sua lunga vita a osservare i nostri ad inserirsi nelle loro vite, ad aiutarli seppur in maniera banale in momenti cruciali della loro esistenza. Tutti aiutini apparentemente insignificanti certo, tranne che per Locke che è stato chiaramente resuscitato dal suo tocco miracoloso: lo zio John, speciale da sempre e per sempre mi ha messo addosso una gran tristezza. Che sia morto lo si era capito sin dall’inizio: ho passato l’episodio intero a pensare che fosse posseduto dallo spirito di Jacob. Che fosse lui a giacere all’ombra della statua. :shock:
E invece, come sempre, Lost è in grado di capovolgere le cose in maniera sopraffina. :lol:

All’ombra della statua giace DAVVERO Jacob ed adesso che lo so, mi pare una cosa ovvia da morire.

Ma chi è colui che “ci” salverà tutti? Il fatto che l’episodio si apra con Tizio che promette a Jacob “SILENCE I KILL YOU” :mrgreen: e si concluda con Jacob che muore per mano di Ben, istigato da un Locke che ha lo sguardo e le inenzioni di un demonio, mi fa pensare che Tizio abbia posseduto Locke. E questa possessione spiegherebbe alla perfezione anche le ragioni dell’onniscenza di Locke che invece alla fine, è morto come il poveraccio che è stato in vita (e mi dispiace) perchè è solo l’anima che lo occupa a renderlo “speciale”. :roll:

Domande.

Che fine ha fatto Jacob? E’ stato solo il suo corpo sovrannaturale a morire? La sua anima potrà possedere qualcun altro? Magari paradossalmente il suo assassino? Per me, che sono una malata mentale, Tizio/Locke ammazzerà Ben per permettere a Jacob di possederne il corpo e riproporci dunque l’antichissimo duello nel corpo dei nostri? Non so.
So che Jacob è un figo ma io misà che tifo per Tizio. :mrgreen:

Eccellente anche la gestione dei personaggi.
Dammit mi sono piaciuti TUTTI (tranne Kate ovvio).

Partiamo dall’eccellenza di James. Grandioso per tutta la serie, magistrale in quest ultimo episodio, incredibilmente commoventi le sue scene con Juliet, dolcissimi gli sguardi che si scambia con Kate sul canotto. Incredibile la lezione di vita che da a Jack, meravigliosa la loro scazzottata. :smt007 :smt007 :smt007
Io lo amo. Lo amo quell’uomo lo amo da sempre, dalla sua prima sigaretta sulla spiaggia. La sua evoluzione è incredibile e chi ancora sta lì a negarlo eviti di parlarmi perchè tanto non perdo tempo a rispondere agli idioti. Grazie.

Juliet. Che donna. La sue espressione quando nota il modo in cui Kate e Jack si guardano è struggente. Il modo in cui affronta il suo uomo incredibile. E la scena del pozzo, le due mani che scivolano via l’una dall’altra, il coraggio di lei e il dolore di lui mi fanno desiderare di prendere james a badilate in testa. Come può ancora essere minimamente preso da quella povera minorata mentale, interessante come un muro bianco e fastidiosa come la fetta di pane e nutella che cade dalla parte della nutella? Grr.

Jack. Anche meglio noto come Achmed il terrorista morto. Si certo adesso è un uomo di fede e parla bene di Locke (che gli cascasse la lingua) ma in fondo è sempre lui, che si infervora e che quando si mette in testa una cosa niente oh, non si schioda nemmeno a suon di cazzotti. Prende parte e va. La sua cocciutaggine proverbiale è stata stigmatizzata perfettamente dai cari autori che ad un certo punto e nel bel mezzo della tempesta magnetica gli fanno cadere una pesantissima cassetta degli attrezzi in testa. Ho goduto più di quando lo zainetto è sprofondato in mare. E non era affatto facile :D

Kate: zoccola. Fine.

L’epilogo è poesia: per l’ennesima volta mi sento ingannata e sbeffeggiata e derisa dagli autori, sempre più folli e geniali. E se l’incidente come da sempre lo conosciamo fosse stato provocato dalla bomba che juliet fa esplodere a colpi di pietra? Che cosa ci aspetta alla fine del lampo bianco?
1) nessun cambiamento si è verificato. Siamo nel 1977 i nostri sono salvi, Pierre ha perso il braccio, i “ nostri” bambini vivono le loro vite inconsapevoli della storia che si ripeterà again and again. Perché quello che è accaduto è accaduto e il passato non si cambia.
2) La bomba cambia quello che è accaduto. L’isola esplode. Il passato è stato modificato e i nostri sbarcano nel 2004 a LA e non si conoscono perché non si sono mai incontrati.
3) I losties si trovano non so come, non so quando non so perché nell’isola del 2007.

Scusate il papiro ma dopo due mesi di assenza su TC mi dovevo sfogare.

Considerazioni sparse:
Richard che si stupisce della longevità altrui mi ha fatto morire dalle risate.
Jacob versione Forrest Gump mentre aspetta l’incidente di Locke mi ha fatto cadere dalla sedia.
Convincere Kate a fare una cosa è come convincere un bambino ad andare a Gardaland.
Ma se ho votato 10 è stato solo per una ragione: la cassetta degli attrezzi che a momenti non accoppa Jack.
Minchia se ci avevo creduto.
:mrgreen:

Per il commento nuovo ci vediamo Mercoledì pomeriggio belli.

Stay tuned.

 

One Way. 1 febbraio 2010

Archiviato in: Musicabella, Roba mia — marissa1331 @ 00:33
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Odio le cose difficili.

Scrivere una mail come questa è difficile.

Scriverne due è troppo. E’ proibitivo. Ahia.

Amo fare le cose giuste.

Questa lo è. Purtroppo.

Sono fatta al contrario, me ne rendo conto. Ma quel contrario è il mio verso giusto.

Quindi.

Ascolto questa canzone e mi rimetto a scrivere che altrimenti non lo faccio più e ho temporeggiato abbastanza.

 

Yawn 29 gennaio 2010

Archiviato in: Musicabella, Uncategorized — marissa1331 @ 01:09
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I’ve been watching your world from afar,
I’ve been trying to be where you are,
And I’ve been secretly falling apart,
I’ll see.

Notte :)

 

“La gente non si accorge mai di niente” 28 gennaio 2010

Non faccio che dire “piacere d’averla conosciuta” a gente che non ho affatto piacere d’aver conosciuto. Ma se volete sopravvivere, bisogna che diciate certe cose.

Porca puttana quante cose devi fare se vuoi sopravvivere.

Solo che io preferisco vivere.

(J.D. Salinger 01.01.19 – 28.01.2010)

(In onore rileggo “Il Giovane Holden” stanotte)