Che il Messia ti Benedica

Oggi nel municipio di Lisbona due donne si sono sposate.

In Italia non accadrà mai.

Non ci sarà mai una ricerca come si deve in materia di cellule staminali, le giovani coppie saranno costrette per sempre a recarsi all’estero e a spendere cifre assurde per aggirare la folle e restrittiva legge sulla procreazione assistita, l’aborto è considerato una pratica assassina, farsi prescrivere la pillola del giorno dopo è un’impresa titanica e i medici obiettori sono abominevolmente sempre di più.

Alla faccia di Ippocrate.

Indovinate di chi è la colpa.

Sìsì, proprio di quel piccolo, ricchissimo e ipocrita Stato che risponde al nome di Città del Vaticano.

Ognuno ha la sua croce.

L’Italia ha la Chiesa ed il suo monarca che deve quotidianamente rompere le palle e mettere becco in questioni che non può e non deve conoscere.

(Poi come se non bastasse un Dio stronzo e vendicativo ci ha dovuto mandare pure Berlusconi ma vabbeh noi siamo evidentemente il nuovo popolo eletto  e quello che è successo agli Ebrei è noto a tutti quindi tremate gente).

Ringraziando gli dei però siamo sempre italiani e riusciamo a ridere anche di questo. E a prendere per il culo tutto l’ambaradan, annessi e connessi.

Libri sacri compresi.

O meglio lo fa lui. Ovvero il Messia. E lo fa egregiamente.

Momentaneamente cercatelo su Facebook ma è sul sul suo blog che troverete le magnifiche perle del passato.

Fateci un salto e vi garantisco un sacco di risate.

Soprattutto non sentitevi in colpa di ridere di queste cose.

In fondo loro ci prendono per il culo da 2010 anni.

Sapeste quante risate si sono fatti.

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La ciliegina.

Oggi è stata una giornata brutta. Ma brutta brutta.

Torno a casa sfinita dopo 13 ore di assenza trascorse in maniera pessima, apro la pagina di Repubblica per vedere cosa è successo in questo porco mondo e come prima notizia trovo questa.

Non credo che stesse parlando di amore, uguaglianza, pace e rispetto. Ovvero di tutti i valori predicati dall’artista meglio noto come Gesù Cristo.

Personalmente in quel titolo ci vedo un ulteriore ridimensionamento dei diritti fondamentali del libero uomo in libero (e laico Stato).

Magari mi sbaglio.

(E invece no :hug:)

Un nome un destino.

Sto leggendo questo capolavoro qui.

complottoPiù che consigliarvi di procurarvelo (insieme a tutta l’opera di Roth che è qualcosa di meraviglioso) non posso fare. La cosa curiosa è che divorandolo mi sono imbattuta in questo …

ratziRatzi. L’affettuoso soprannome che tutti noi cari diamo al nostro amato Santo Patrigno.

La nota a fondo pagina da una spiegazione piuttosto efficace (no gli occhiali non sono di Ugly Betty. Sono i miei).

spiegazione ratziIo non ci ho messo niente di mio eh. Ha fatto tutto Philip. E il fato beffardo. o forse Dio. Chi può dirlo?

😀

(che dice la nota? Cliccate qui per scoprirlo)

Pane e Gesù.

Era un pò di tempo che non lo nominavo. Forse per una sorta di istinto di conservazione. Oggi però non posso esimermi perchè tutti i giornali, cartacei e non, parlano di lei, la fiammante, inutile, ridondante e assolutamente boriosa enciclica papale.

Che il Papa parli di economia, mi urta già assai. Che cosa vuole saperne di fame nel mondo, sindacato, globalizzazione e crisi, uno che in vita sua non ha mai lavorato nemmeno mezza giornata e che si presenta tra i popoli affamati, benedicendoli con una mano che indossa un anello che darebbe da mangiare a tutti loro per un anno? (per non parlare di quello che è ormai un tormentone mediatico, ovvero “l’orrido catenone da settechili che quasi gli spezza l’osso del collo)

Criticare una cosa senza conoscerla però, non solo non è da me in particolare ma lo ritengo davvero da idioti in generale, quindi ho cercato di spogliarmi per in istante dei panni della scettica impunita e ho letto qui i punti salienti dell’enciclica “Caritas in Veritate”.

Prima incazzatura quando scopro che c’è un ritardo nella pubblicazione perchè il latino è troppo difficile da tradurre. Conscia del fatto che purtroppo è solo un ritardo, penso che il Papa il latino potrebbe evitarlo. Poi mi ricordo che più le cose sono difficili da capire più il popolo rimane bue ed ignorante e questo oltre a lui lo sanno tutti i più grandi dittatori della storia, che dell’ignoranza hanno fatto baluardo di repressione e orrore e , ahimè, vado avanti, o meglio, inizio.

Vado avanti cercando di districarmi come meglio posso in un testo oscuro e difficilissimo nonostante il mio grandissimo amore per la letteratura difficile e impegnata, in cui si  blatera di solidarietà, di crisi e di globalizzazione in maniera assolutamente utopica e astratta, un testo antipatico perchè sembra più un esercizio di stile che una critica e soluzione ad un problema globale,  in cui vengono proposte delle soluzioni irrealizzabili e nel quale si riesce incredibilmente a dare addosso ancora una volta, alla contraccezione e all’aborto, ovvero a degli strumenti di controllo delle nascite che sono indispensabili specialmente in quei paesi flagellati da quella fame che, afferma il Papa, va combattuta con ogni mezzo, anche se non si riesce in nessun modo a capire quale.

Forse lui spera ancora nell’intervento del Capo. Io ho smesso.

(Volevo mettere una foto ma il mio stomaco ha reclamato. Forte)