I don’t know

Mi hai chiesto come si fa a smettere di essere innamorati.

Non potevo vederti mentre me lo stavi chiedendo, è un mondo fatto per lo più di parole il nostro, quel nero su bianco che fa tanto spietato ma onesto. Incancellabile ed inequivocabile.

Non potevo vederti ma ti immaginavo arricciare il naso, guardare in basso e poi soffiare via il fumo mentre guardi fuori con aria distratta, aspettando che io sfili via dal cilindro la risposta esatta alla fantomatica domanda da un milione di dollari.

Ho temporeggiato, non ho risposto, ho digitato due punti e una parentesi aperta che vuol dire “mi dispiace” o “sono triste” o “non posso farci niente”.

E mi spiace, sono triste e non posso davvero farci niente perché non so nemmeno se ci sia la risposta alla tua domanda e se esiste la risposta io non la conosco, non so dove sia quell’interruttore altrimenti l’avrei schiacciato prima per te e poi per me, non so dove trovare la ricetta per la pozione altrimenti l’avrei cucinata e bevuta d’un fiato, non so come ci si strappa il cuore dal petto altrimenti lo avrei fatto e poi l’avrei infilato in un tritacarne e avrei girato la manovella fino a che non fosse rimasto più niente se non un mucchietto rosso ed insignificante.

Io non lo so come si fa a smettere di essere innamorati.

Però se vuoi, ti dico quello che so.

So che non è vero che ti alzi un giorno e non ci pensi più.

So che non è vero che chiodo scaccia chiodo.

So che non è vero che chiusa la porta si apre un portone.

Io so che vado a dormire e mi sveglio con lo stesso pensiero che mi pulsa nella testa e poi me lo ritrovo a pulsare nella pancia e nei piedi quel pensiero lì, perché l’amore è infettivo, si espande, è come un virus, non se ne sta buono e circoscritto al posto suo ma vaga per il corpo e se glielo permettiamo, devasta tutto quello che incontra.

Io so che voglio tenermi in tasca il mio chiodino arrugginito e non voglio trovargli un rimpiazzo come fanno tutti. Io amo il mio chiodo vecchio e sporco e continuo a lasciarmi pungere.

Io so che non voglio tappeti rossi e grossi portoni spalancati. Mi basterebbe una stanzetta piccola e angusta, di quelle che devi arieggiare ogni 5 minuti ma che importa se entra aria gelida quando ci sono due braccia calde che ti stringono?

E allora, se ci penso bene la risposta forse la so ma non te la devo dire mica perché se ci pensi, come la so io la sai tu.

Quindi ti ho risposto, o forse ancora no.

Tu però siediti sullo sgabello, appoggia i gomiti sul ripiano e prenditi la faccia tra le mani, poi spalanca i tuoi occhioni e guarda oltre la finestra. E chiediti se davvero vuoi smettere di sentirti così.

E non serve che tu risponda a me.

Perché io lo so già.

T.

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6 pensieri su “I don’t know

  1. perchè ti ostini a farti del male.
    dovresti amarti di +, non consentire a nessuno di farti tanto male.
    non è questione di trovare un interruttore per l’amore ma non è una bella idea ostinarsi ad amare qualcuno a cui tutto quest’amore non interessa.
    probabilmente il mio commento non ti piacerà, odiami se vuoi, e solo che odio vedere le persone soffrire tanto peggio se lo fanno in maniera premeditata.

  2. Pingback: Click. | Smetto quando voglio

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