8 settembre

Armistizio storico nel 43.

Ma vedete, la guerra è finita anche per me.

Oggi.

E non inizierà la Guerra Civile nel mio caso.

Non lo dico mai basta. Ma quando lo dico, è Basta.

Chiedete c’è chi ne sa.

Per sempre. Finito. Chiuso. Ciao, Addio, adieu, adios e sarcazzo.

Hai vinto.

Musica adesso.

Baustelle per la canzone e perché 5 mesi fa c’era il loro concerto ed io quel pomeriggio scrissi questo post.

Volevo morire quel pomeriggio. Non ci volevo andare al concerto. Volevo addormentarmi e svegliarmi in un futuro molto lontano. Mai magari.

Oggi il mio stato d’animo è ben diverso. Oggi sono io. Ne scrivo quindi sono già guarita.

E tu, ragazza.

Butta quel foglietto tanto il maledetto numero lo so a memoria.

E smettila di ridere ti vedo quasi. Sai che ce la posso fare. Mancano 29 giorni all’otto ottobre.

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non si spegne. Mai.

Il detto “se piove il 4 Aprile piove per 40 giorni” valido esclusivamente per la città di Ascoli Piceno ha fatto colpo anche quest’anno.

Quando finirà questo Aprile che sembra Novembre?

E quando finirà questa fotta Baustelle che trasforma le canzoni in autobiografie?

Quando smetterò di trovarvi voi tutti, lì? In quelle parole che non sono state scritte per noi ma che calzano sempre a pennello?

E soprattutto perchè dico addio al binario,  invece di saltare sul treno e non tornare mai più?




Fioritura

Mi ero ripromessa di farlo dunque lo sto facendo perchè una promessa è una promessa ed esistono due categorie di persone nei confronti delle quali fallire una promessa significa morire un po’ .

Appartengo ad entrambe.

Dunque sono qui. A rimanere stupefatta di me stessa e della mia solita follia. Eppure dovrei essere ormai abituata a me e ai miei pensieri veloci, al mio cervello impicciato, al mio inguaribile ottimismo, al mio cuore traboccante, alla mia capacità di credere nelle coincidenze.

Dovrei essere abituata all’incredibile. Non rimanere l’ennesima volta a bocca aperta.

Pensavo di morire e invece sono viva, credevo di soffocare e respiro a pieni polmoni, mi sentivo mutilata ed invece sono integra.

La paura di soffrire è stata più forte della sofferenza stessa.

Ma perchè lo dimentico sempre?

Basta un raggio di pallido sole invernale per sciogliere una crosta di ghiaccio incredibilmente spessa. Ho paura di immaginare cosa potrà  il sole dell’estate. Anzi no. Non c’è paura, non più.

La bilancia che doveva schiantare dalla parte dell’amarezza e delle lacrime, resiste bene agli urti dell’orgoglio ferito, dell’abitudine e della delusione. Vorrei poter urlare forte di essere in attivo ma farlo significherebbe mentire ed ahimè, sono me stessa e sono una bambina. Categorie intoccabili per le menzogne e le promesse.

E allora me ne sto qui con il sole in faccia,  seduta sull’erba fresca di rugiada, ai margini del fiume che tutti conoscono così bene per averne goduto le sponde o per averne saggiato  le gelide acque. Ma non sto aspettando il passaggio di lividi corpi ormai inutili.

Io aspetto la fioritura.

(scusate l’overdose di Baustelle ma questa canzone ci calza a pennello. Anche se quando scrivevo, non era ancora neppure un’idea nella mente dell’autore.)

Concerto Baustelle – Data Zero – Ascoli Piceno 08.04.10

Due concerti in una settimana ammazzerebbero chiunque.

Specialmente in questa settimana.

Non ho più l’età per fare queste cose.

Però le faccio lo stesso.

L’auditorium sembra la sala da ballo della principessa Sissi.

Minchia che fila al bar.

Vodka lemon alle otto e tre quarti che male non fa mai.

“Ma quando comincia?”

“Ma perchè non ti droghi come la gente normale?”. “Ma l’olio essenziale che fine ha fatto?”.

Sfidiamo la legge di Murphy e torniamo al bar? “Si decisamente

Il barista più pazzo del mondo. Con una voglia di lavorare che avrebbe dovuto saltargli addosso e stuprarlo.

Ci stai facendo pagare un Jack Daniels 5 euro. Riempi quel bicchiere”.

E sia.

Tazza di the. Che stenderebbe un cavallo.

Inizia. Luci giù. E noi siamo ancora al bar. Perchè il fusto ovviamente finisce quando c’è da spinare la nostra birra.

Tutto regolare.

Nove e mezza e poco più. Notte fonda per me. Senza cellulare mi sento un po’ sola. Ma è giusto un attimo.

Le Rane saltellano, I mistici dell’occidente incantano, San Francesco sta con i maiali e le canzoni si susseguono ma non hanno titolo per me o meglio rimangono sempre e per sempre “Traccia due” Traccia sette” “Traccia sarcazzo”. Nuovo e vecchio disco, voci che incantano, orchestra che suona, Amen spacca ma “I Mistici” innamora. E la voce di Rachele è qualcosa di meraviglioso.

Grande musica, gran casino, gente che scompare, gente che poga, gente che salta, l’atmosfera è ovattata, sarà che tutti fumano ed io sorrido e poi rido e dico cazzate e questo è bellissimo di per sè. Se hai dei folli che ti assecondano è bello ancor di più.

La canzone della Rivoluzione.

Dannazione. Poi basta. Nel senso che non mi ricordo la scaletta. Ma non era mica compito mio tenerla a mente però 😦

Il cinema è una bella cosa. Parlare di cinema ai concerti lo fanno i matti, ma i migliori sono tutti matti e questo si sa.

La guerra è finita. Davvero è finita. Almeno per me.

Crash. Ma un secondo e mezzo solo.

Poi Charlie fa Surf e dovremmo crocifiggerlo sia lodato il cielo e la scaletta.

Giochi o non Giochi?

Non saprò MAI come finisce Million Dollar Baby rassegnatevi tutti. Lo immagino perchè sono una ragazza intelligente. Ma non la vedrò MAI la fine.

Gioco.

Perdo. Damn.

Foto di rito, Bianconi mi tradisce e mi guarda come se fossi l’ultima dei pazzi fuori di testa ma per riconoscere un matto ce ne vuole un altro e questa regola vale per ogni categoria, ed è già ora di andare a dormire perchè domani devo andare a lavorare ma dormire non è una opzione sensata quando hai la musica che ti affolla le orecchie ancora.

E allora sentiamone un altro po’ di musica. Metto su per forza dell’abitudine. Poi no, non più. Ascoltiamoci Pablo Honey e riscopriamo il gusto di.

Bella serata. Ringrazio i tre dell’Ave Maria ovvero la Bella (che sono io) il brutto ed il cattivo, la coppia più pazza del mondo, due ragazze scomparse e una marea di gente molto paziente intorno a noi.

Alla prossima (scusate miei cari lettori ma con quello che avevo in corpo è stato il massimo che ho potuto fare)

E comunque Di Caprio in Blood Diamonds HA SPACCATO.

(Per le foto stiamo aspettando tutti il Sig. Cresenzi. Abbiate pazienza)