Il paese dei balocchi.

Io non ce la faccio più.

Io sono stufa di farci insieme colazione, pranzo e cena.

Stufa di vedere la sua faccia ovunque.

Io sono stanca delle notizie dell’ultima ora, di mignotte in lacrime, di lecchini televisivi che raccontano le tragedie familiari delle suddette.

Basta.

Sono stanca. Davvero.

Io Silvio Berlusconi e le vicende legate al suo pisello non le sopporto più. Più.

Non è una questione di odio. L’ho superato.

Non è questione di destra o di sinistra. Non me ne frega niente.

Non mi disturba più nemmeno il fatto che il mondo intero ci rida dietro. Succede da anni e sono abituata.

Non penso alle elezioni. Al futuro. Mi viene l’ansia solo al pensiero di dover scegliere ancora una volta tra membri di una classe dirigente vecchia, sputtanata, deludente.

Ho smesso anche di vergognarmi. Io? E di che? Comincino a vergognarsi i responsabili.

No.

E’ che proprio fisicamente sono arrivata al limite dell’umana sopportazione.

E l’ho superato.

E’ che sono esausta. Non ho più nemmeno la voglia di arrabbiarmi. Non ce la faccio più.

E per la prima volta in vita mia capisco una categoria di persone che mi ha sempre lasciata basita.

Quelli che non vanno a votare.

Vi lascio con una un video che rivela l’unica verità e una mia vecchia opinione. Questa.

Sembra scritto ieri quel post eh? Invece no.

Quante cose sono successe. A me intendo. La mia vita ha subito una rivoluzione.

Quella che dovrebbe esserci in questo paese.

Adieu.

T.

 

 


 

Annunci

La fortuna di essere mora.

Mentre mezza Italia piange il povero Pietro Taricone, l’altra mezza si prepara a scendere in piazza a manifestare contro la legge bavaglio, Dell’Utri festeggia la sua assoluzione, Minzolini spera che Belen sia colpita da un morbo esotico che le faccia improvvisamente scendere le chiappe al livello delle ginocchia, perche altrimenti non ha idea di come aprire l’edizione delle 20 del Tg1 ed io cerco disperatamente qualcuno sotto i sessanta (finora l’unico serio candidato è mio padre che a volerla dire tutta ne ha 59) che venga con me al concerto di De Gregori il 27 Luglio, i nostri governanti zitti zitti propongono ennesime e vergognose ritoccatine al lodo Alfano.

Come se non fosse già abbastanza aberrante così.

A quanto pare lo scudo fotonico difensivo che amorevolmente circonda il premier, sarà ulteriormente esteso e la sospensione dei processi di Berlusconi riguarderà anche quelli cominciati prima dell’assunzione della carica. Estensione di cui dovrebbero godere anche i ministri e che, nel testo attuale, vale solo per il presidente della Repubblica.

Immunità totale, quindi.

Dopo il divieto di criticare il governo e le barzellette a sfondo sessuale del presidente del consiglio il prossimo passo che mi aspetto, conoscendo il tipo, sarà la reintroduzione dello ius primae noctis.

Ma sono troppo vecchia per i suoi gusti e soprattutto sono mora e non ho il chiaro aspetto di una vacca da competizione.

Quindi “io speriamo che me la cavo“.

Lezioni di diritto # 1

In questi giorni mi sento tanto professoressa, si sa.

Quindi stasera ho deciso di spiegarvi il dispositivo della sentenza oggi emessa dalla Corte d’ Appello di Palermo.

Astenersi perditempo e se non avete capito dovete dire “non ho capito” non dite “ho capito” e invece non avete capito.

Che dopo succede come per la battuta spinoziana meravigliosa sui bambini del Niger che per colpa di un sacco di persone che, poverini, non l’hanno capita, è stata cancellata.

Grr. Vi odio.

Ma non perdiamoci in chiacchiere.

I protagonisti di questa avvincente storia giudiziaria, condannati in primo grado e appellanti sono Marcello Dell’Utri, senatore della Repubblica Italiana e Gaetano Cinà, boss della famiglia Malaspina. Che già vederli appellare la stessa sentenza dovrebbe far ridere abbastanza. O piangere a seconda dei punti di vista. Ma vabbeh, andiamo avanti.

Confido che alla fine di questa “lezione” scoprirete (se non lo sapete già) perché il TG1 è un giornale vergognoso, pilotato e di regime. E che quelli che vi lavorano sono giornalisti esattamente quanto io sono Sandra Bullock.

Il dispositivo cioè la decisione che i giudici della Corte di Appello di Palermo hanno preso nei confronti dell’appello presentato dai condannati in primo grado è il seguente:

“dichiara non doversi procedere nei confronti di Cinà Gaetano in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per morte del reo”.

Facile facile. Non si possono processare e condannare i morti. Ci penseranno altri più in alto (o in basso) a farlo. Quindi nei confronti di Cinà non si procede. Il reato è estinto. Il reo è morto. Addio. Confido nel fatto che Berlusconi ricorra a questo espediente per non essere processato e condannato. Ma sono una ragazza ottimista. Si sa.

“assolve Dell’Utri Marcello dal reato ascrittogli limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoca successiva al 1992, perché il fatto non sussiste e per l’effetto riduce la pena allo stesso inflitta ad anni 7 di reclusione”

Dell’Utri è stato assolto LIMITATAMENTE ai fatti che gli sono stati contestati (cioè attribuiti) nel capo di imputazione e relativi a condotte (cioè a comportamenti) tenute DOPO il 1992.

DOPO Dio! DOPO! Prima lui quei fatti li ha commessi. E la sentenza è chiara sul punto infatti

Conferma nel resto l’appellata sentenza.

La sentenza di primo grado è CONFERMATA.

Vale a dire che la Corte d’Appello di Palermo ritiene pienamente provato che  Dell’Utri ha intrattenuto stretti rapporti con la vecchia mafia di Stefano Bontade e poi, dopo il 1980, con gli uomini di Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Tutte belle pezze insomma. Brava gente.

Vale a dire che è pienamente provato che il boss mafioso Vittorio Mangano è stato assunto da Silvio Berlusconi, che per chi vivesse nel favoloso mondo di Amelie è IL PRESEDENTE DEL CONSIGLIO, come stalliere di Arcore, grazie alla mediazione di Dell’Utri e Cinà. “Assunzione” sancita con un accordo di tutto rispetto stipulato da Berlusconi e i capimafia palermitani Stefano Bontade e Mimmo Teresi, nella sede della Edilnord.

Così come è ritenuto provato che Dell’Utri negli anni 70 ha fatto da tramite e da appoggio  a Stefano Bontade, all’epoca uno dei padrini più importanti di Cosa nostra  che era, all’epoca, era alla ricerca di aziende pulite del Nord Italia in grado di ripulire e riciclare  i soldi sporchi provenienti dal traffico internazionale di droga.

Un consulente per gli investimenti della mafia insomma.

Negli anni in cui qualcuno comprava TV e immobili. A tutto spiano. Espandendosi e prosperando.

Ora le coincidenze esistono ed io ci credo da sempre. Ma questa coincidenza è STUPEFACENTE. Anche per me.

Degna di essere ricordata (quantomeno per il coraggio) la richiesta del Procuratore Generale Nino Gatto che ha chiesto una condanna anche più alta di quella inflitta in primo grado e cioè 11 anni di reclusione.

E che ha concluso la sua arringa con un appello ai giudici della Corte che qui copio e che è da applausi:

“E’ il potere a essere giudicato (…) Voi potete contribuire alla costruzione di un gradino, salito il quale forse, e ripeto forse, si potranno percorrere altri scalini che potranno fare accertare le responsabilità che hanno insanguinato il nostro Paese. Oppure lo potete distruggere questo gradino”.

Quel metaforico gradino è stato costruito a metà ma è viscido (come Minzolini) e traballante.

A salirci sopra si rischia la vita.

Non finisce qui.

Se la gente sapesse potrebbe farsi un’idea sensata di quanto accaduto. Invece non sa e non viene messa nella condizione di sapere. Perché la stragrande maggioranza delle persone non legge il giornale e non si informa in rete. La massa guarda il telegiornale.

Ed il Telegiornale del Servizio Pubblico oggi ha dimenticato di raccontare ai cittadini che lo guardano e che purtroppo sono molti molti di più di quelli che leggeranno questo blog e i blog di tutti gli altri che scriveranno di questa vergogna, che Dell’Utri E’ STATO CONDANNATO A SETTE ANNI DI RECLUSIONE PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

Quel telegiornale ha chiamato “vincitore” e ha definito “assolto” una persona che è ritenuta a tutti gli effetti un collaboratore della mafia, e ha parlato senza vergogna di “costrutto accusatorio distrutto” , di “pena ridotta” e di “pentiti non creduti”.

Quel telegiornale vi tratta come idioti. Come cerebrolesi. Come marionette che si sono bevute il cervello e che credono che una cosa sia vera solo perché la vedono in tv. Quelli che credete giornalisti non esistono più. I giornalisti del TG1 sono tutti morti. Dimenticate le Busi, le Gruber, i Frajese, i Longhi,  i Morrione, i Fava, i Giuntella.

Ripetete con me.

Dell’Utri è un mafioso e non dovrebbe essere Senatore della Repubblica.

Dell’Utri è stato condannato a sette anni di reclusione.

Il TG1 lo guardano i minorati mentali e quelli che vogliono farsi 4 risate. Solo che i primi credono che sia un telegiornale.

Un uomo che è coinvolto in tutto questo, perché lo è cazzo, lo è, non dovrebbe essere Presidente del Consiglio. Non dovrebbe esserlo nemmeno a Macondo o a Neverland o a Paperopoli o a Shangri La. Tantomeno dovrebbe esserlo nel Paese di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Che sono saltati per aria a causa di questa gente qua.

Non ce lo dimentichiamo.

E se fate i bravi domani vi spiego la prescrizione. Che, sorpresa!, è diversa dall’assoluzione.

Ecco.


Morti di Fame

Noi.

Perchè i parlamentari se la passano benissimo. E i ministri non ne parliamo.

Il Presidente del Consiglio guadagna otto milioni di euro più dell’anno scorso e compra terreni ad Antigua. Il cerchio si stringe e Hamameth è per i ladri della prima Repubblica. I delinquenti attuali preferiscono i Caraibi e francamente posso capirli. E ad Antigua ci sono banche con i controcazzi, dicheno.

Fini, Schifani e Bossi aumentano il proprio reddito: Gianfranco ha allargato la famiglia e Bossi ha un figlio all’università ora. Quindi investimenti a manetta. Mi pare giusto. Non sia mai che Renzo debba accontentarsi di una squallida università privata eh.

Di Pietro, Bersani e Casini invece guadagnano meno. Per non parlare di Bertolaso che è in caduta libera. Si sa, le SPA costano e le massaggiatrici pure. Non sono tutti al risparmio come Marrazzo.

La Carfagna diventa sempre più ricca. Un pompino pagato a peso d’oro. Pensate come ride al ricordo.

Quanto guadagnano Letta, LaRussa e il trio delle meraviglie CALDEROLI, BONDI e GASPARRI ve lo risparmio perchè davvero è inconcepibile. Considerando che in tre fanno il cervello di un cerebroleso catatonico, sbandierare ai 4 venti le loro dichiarazioni dei redditi metterebbe in serio pericolo la loro incolumità personale.

I più ricchi sono i senatori a vita e coloro che svolgono la professione di avvocati.

Ghedini e la Bongiorno sono entrambi sopra il milione ma non dimentichiamo che il primo tiene fuori dalla galera il principe dei ladri (con un grosso aiuto da parte del parlamento Italiano) e la seconda è riuscita a fare assolvere colui che nella gobba tiene nascosto un Molkesine gigante con sopra riportata passo passo la storia dell’Italia. E con una scritta a caratteri cubitali nell’ultima pagina ovvero “SI SONO STATO IO”.

Quindi umanamente li schifo ma professionalmente mi inchino.

Una colletta si rende necessaria per il povero Tremonti. Nemmeno 40.000,00 Euro. Che miseria. Un poveraccio sul serio. Speriamo che la Vodafone e compagnia organizzino le famose raccolte fondi che un euro per Giulio lo mando anche io. Ha smesso di fare l’avvocato Giulietto. L’anno scorso dichiarava 4 milioni e mezzo di euro. Io tornerei a studio a gambe levate.

Questi sono coloro che ci rappresentano gente. Coloro che decidono delle nostre vite. E del nostro futuro.

Una manica di ricchi pluripregiudicati, condannati corrotti e corruttori, furbetti e mafiosi, in ogni caso delinquenti che dormono negli hotel di lusso, viaggiano su aerei privati, mangiano nei migliori ristoranti senza pagare una lira grazie a rimborsi spese da capogiro, cifre con le quali una famiglia intera di quattro persone campa un mese o più.

Rimborsi spese che paghiamo noi. Per loro. E che sono assolutamente un extra rispetto ai guadagni di cui sopra.

Sarebbe già abbastanza ingiusto ed inconcepibile così.

Ma quando penso che questi tizi che portano a casa cifre incredibili non sono nemmeno lontanamente in grado di svolgere il loro compito e che sugli aerei di stato ci portano le escort il sangue mi ribolle e allora le macumbe e le parolacce di sprecano.

I loro guadagni stratosferici sono una sfacciataggine inaudita, uno schiaffo, uno sputo dritto in faccia alla povera gente, ai precari, alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, a coloro che muoiono sul posto di lavoro e a quelli che un posto di lavoro non ce l’hanno più. E che ben presto imbracceranno una falce perchè davvero non ce la fanno più.

Trucco e Parrucco.

Le persone nomali vanno dal parrucchiere una volta al mese e dall’estetista più o meno pure.

Quelle più saputelle (o più bruttarelle) con soldi da buttare (e tempo da perdere) ci vanno una volta a settimana.

I vip o i ricconi hanno il parrucchiere e il make up artist personale e sarcazzi vari.

Silvio invece mi sa che ha direttamente il chirurgo plastico e il tricologo n. 1 dell’istituto Helvetico Sanders appresso. Sennò queste foto sono inspiegabili. Se non con la magia nera.

Io dal parrucchiere ci vado due volte l’anno.  E ogni volta è una tragedia. Ho il terrore di uscire di lì bionda (GIAMMAI, piuttosto mi sparo).

Inizio a mandare agli amiconi gli mms con la foto dei miei capelli avvolti da una pappa nauseabonda che cambia colore. L’ultima volta era diventata gialla. Ho perso un paio di mesi di vita. Odio il parrucchiere. Sono una femmina del tutto anomala, lo so).

Al volo

Terremoto ad Haiti.

Il Papa si dice “spiritualmente molto vicino alla popolazione ed invita tutti ad unirsi in preghiera”.

La spiritualità Santo Padre la metta da parte per adesso. Invii moneta. Che come dice la mia nonna “le chiacchiere fanno i pidocchi e i maccheroni riempiono la panza”.

Berlusconi sulla riforma della giustizia.

In conferenza stampa, riferendosi ad una sentenza della Corte Costituzionale favorevole alla sua disastrata situazione giudiziaria (per intenderci, quella che permette la sospensione del processo quando il PM ha contestato all’imputato nuovi fatti, per permettere allo stesso la scelta del rito abbreviato) dice ” una sentenza emessa dalla NOSTRA Corte Costituzionale”

Udite udite.

Adesso è anche sua.

(Dove minchia stanno le toghe rosse ora?)

(Poi mi dicono che son sempre incazzata ma dannazione. Queste cose mi fanno piangere sangue)

La ciliegina.

Oggi è stata una giornata brutta. Ma brutta brutta.

Torno a casa sfinita dopo 13 ore di assenza trascorse in maniera pessima, apro la pagina di Repubblica per vedere cosa è successo in questo porco mondo e come prima notizia trovo questa.

Non credo che stesse parlando di amore, uguaglianza, pace e rispetto. Ovvero di tutti i valori predicati dall’artista meglio noto come Gesù Cristo.

Personalmente in quel titolo ci vedo un ulteriore ridimensionamento dei diritti fondamentali del libero uomo in libero (e laico Stato).

Magari mi sbaglio.

(E invece no :hug:)

Ridiamo dai.

Questo post è dedicato:

A me (perchè faccio un sorriso triste che è meglio di un broncio)

A chi mi ha mandato un dm dicendomi “sono scazzatissimo” (terapia gia consigliata)

A chi non ha Facebook (perchè sta foto gira lì)

A tutti quelli che non hanno un cazzo di motivo per sorridere. Daje.

Foto di gruppo: Obama (a sinistra), Berlusconi (a dstra), Brunetta (al centro)

😀

Azzeccagarbugli.

Pensavo sinceramente che dopo la bocciatura del Lodo Alfano, gli azzeccagarbugli del Premier si prendessero una pausa ed elaborassero una strategia migliore per evitare, al loro illustre cliente, i processi che come una spada di Damocle, pendono sulla sua testolina folta di capelli sintetici (vedi processo Mills e Mediaset).

Pensavo che fossero in grado di elaborare un testo di legge che lo salvasse ma che tentasse allo stesso tempo di salvare anche la faccia del nostro paese agli occhi dei suoi stessi cittadini e agli occhi del mondo intero.

Sbagliavo. Clamorosamente. Perchè il ddl sul processo breve è la più grande porcata giuridica che si sia mai vista in tutta la storia dell’Italia democratica e non.

E lo dico da laureata in giurisprudenza e avvocato ma soprattutto lo dico da cittadina italiana stanca di essere presa per il culo da omuncoli privi di morale, privi di dignità e privi di preparazione di base.

Vogliono farci credere che questa sia una riforma necessaria.

Vogliono farci credere che uno scippo sia più grave di una corruzione milionaria.

Vogliono farci credere che sia meno grave la posizione di un incensurato con sei prescrizioni farlocche alle spalle, piuttosto che un tizio che ha commesso un furto in un bar.

Vogliono far prescrivere migliaia di processi facendoci credere che sia necessario per la giustizia e lasciando con un pugno di mosche tutti coloro che sono stati rovinati da Cragnotti e Tanzi.

Ci stanno prendendo per il culo da sempre e siamo talmente abituati che ormai non ci facciamo nemmeno più caso, in un vortice di paurosa accettazione dell’incredibile che per noi italiani si è trasforma to miracolosamente e tristemente in normalità.

Aberrante normalità. Ma è l’Italia questa e non toglieteci il Grande Fratello e il Campionato di Calcio. E siamo imbambolati e ingannati ed siamo a posto così.

Oggi però, continuano a prenderci in giro in maniera che trovo personalmente vergognosa perchè mentono in maniera sfacciata.  Mentono spendo che solo il  popolino, può credere alle loro vergognose bugie. Ma è solo di quel popolo bue che hanno bisogno. E lo sfruttano, e lo usano e lo succhiano fino a prosciugarlo, lasciandolo rinsecchito e rosolato nell’ignoranza più becera.

Questa legge non deve passare perchè è anticotituzionale e ad personam.

Ma io non voglio che sia la Consulta a bloccarla. Io voglio che il Presidente della Repubblica si rifiuti di firmarla.

Voglio che lui, Garante della Costituzione, ci metta la faccia.

E salvi la nostra.

Una volta tanto.

Chiamatemi riformista.

Io sono una di quei cittadini che secondo Silvio chiede una riforma della giustizia.

E tengo a puntualizzare che una riforma della giustizia non è necessaria. E’ vitale.

Prima che mi mettiate ai ceppi preciso che una legge come quella sulla prescrizione breve sarebbe la legge ad personam più scandalosa che si sia mai vista sulla faccia della terra.

Ma cosa vi aspettavate? Dopo a Cerami, la Cirielli, il lodo Schifani e il lodo Alfano pensavate che avrebbero gettato la spugna?

Certo che no! Stavolta si tenta con la legge ammazza processi. L’unica in grado di salvare il Presidente del Consiglio dall’inferno del processo Mills che lo ricordo, passerà alla storia per essere l’unico caso al mondo di corruzione andata a buon fine senza che ci sia un corruttore.

E’ quasi magia, Silvio.

Leggete questo articolo. Se riuscirete a superare il disgusto lo troverete quasi divertente.

Concludendo, cito  la Finocchiaro che ieri sera a Ballarò ha dichiarato

“Bisogna accorciare i processi. Non accorciare la prescrizione dei reati”.

E questo è sacrosanto. E a garanzia di tutti. Specialmente degli imputati innocenti.

Che nel caso di specie, evidentemente, non esistono.