27.05.2010

E’ domani.

Segnatevelo.

Esce Spinoza – Un libro serissimo

Edito da Aliberti Editore

Prefazione di Marco Travaglio.

12 euro spesi benissimo.

Un’ottima cura contro la depressione post Lost.

In fondo c’è anche la mia bellissima minibiografia.

Non è stato possibile fare ringraziamenti personalizzati e comunque non sono tipa da fare mere liste di nomi che non servono ad un cazzo.

Però se mi mandate una foto con il libro in mano vi ringrazierò. Tantissimo.

Un libro serissimo. Yeah!

Sulle pagine di questo blog sfigato, avete assistito ad uno spam selvaggio nei confronti di una marea di gente.

Musicisti, fancazzisti, sedicenti scrittori, battutisti, barzellettieri, giostrai, nani, ballerine tric e trac e bombe a mano.

Oggi per la prima volta credo, lo spam è tutto mio.

Anzi nostro.

Perchè la banda di Spinoza di cui orgogliosamente faccio parte ha dato vita ad un libro, edito da Aliberti, pieno zeppo di battute satiriche, cattive, divertenti, assolutamente non politically correct molte delle quali assolutamente inedite che faranno incazzare molto un sacco di gente. Molto.

Molto.

Il libro verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino il 15 Maggio 2010 alle ore 18:00 circa. Accorrete numerosi. Ci troverete facilmente saremo quelli che fanno un casino monumentale.

Dopotutto è l’ora dell’aperitivo 😉

Dimenticavo: la prefazione ce l’ha offerta uno spinoziano d’adozione, il Sig. Marco Travaglio che spero di conoscere sabato. Per una  ragione essenziale. Ho promesso a mia nonna (la più grande antiberlusconiana che io abbia mai conosciuto) una foto che ci ritrae assieme.

Non vede l’ora di appenderla sopra il caminetto per fare la figa con le sue amiche.

Vi aspetto tutti.

(Per informazioni più sensate leggete qui e qui)

Say Cheese

(in realtà non c’è niente da ridere)

Dlindlon. Comunicazione di servizio.

Giovedì sera alle 21 guardate tutti Raiperunanotte. Dove? Seguite le istruzioni sul sito che vi ho linkato e lo scoprirete. Mamma Rai è una puttana purtroppo quindi ci si arrangia così.

Perché la censura è sempre una schifezza. E poi c’è anche lui.

Un branco di faziosi proprio come piace a me. Fate i bravi. Non si può cazzeggiare sempre.

“Si deve crescere prima o poi anche se non ci va” (cit)

Adesso Kafka (leggere i classici non ammazza lo sapevate?Anzi) e poi nanna.

Ma prima

Eh ah! auhauhauhauhauha

“There are a lot of ways to win in this world

Some battles are won with a heasty retreat.

Some victories are claimed by those swilling to cheat

Some opponents are defeated with nothing more than a smile

Of course for some, it’s not enough to win

Someone else … has got to lose”.

Sacrificio necessario.

A volte penso ai giornalisti professionisti e al fatto che per mestiere ogni giorno, siano costretti a leggere un sacco di giornali spazzatura. Tipo il “Giornale”. Lo fanno per noi. E’ un sacrificio necessario.

Vi copio un pezzo di Travaglio, oggi pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”.

E se siete lettori del “Giornale” vergonatevi.

Chiedendo scusa alle signore, cito testualmente dall’editoriale di
prima pagina sul Giornale lunedì a firma Renato Farina (me l’ha
segnalato un lettore, mi era sfuggito, non ci si può fare del male
tutti i giorni): “Per me uccidere una persona è il delitto
peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non
dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al
danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un
omosessuale single che un padre di famiglia?”. Se le parole hanno un
senso, il Farina sta fornendo, sul quotidiano di famiglia del presidente
del Consiglio, preziose indicazioni per orientare il mirino di killer,
serial killer, canari, neonazi da spedizione punitiva, teste rasate con le
mani che prudono, personcine così. Una specie di listino di borsa dei
bersagli da escludere e da privilegiare. A lume del suo proverbiale
buon senso, egli ritiene che, dovendo proprio ammazzare qualcuno
(quando ci vuole ci vuole), è meglio sincerarsi che la vittima sia gay,
in quanto notoriamente incapace di procreare. L’ideale sarebbe
sceglierlo single, il gay, onde evitare che a piangere sulla sua bara ci
sia anche un compagno, cioè un pubblico concubino contro natura,
che guasterebbe il panorama e imbarazzerebbe gli eventuali Farina
presenti alle esequie. E’ viceversa vivamente sconsigliabile
assassinare padri di famiglia, per definizione eterosessuali e dunque
di rango doppiamente superiore ai gay single: anzitutto perchè, lo
dice il ragionamento stesso, accanto a ogni padre di famiglia ci
dev’essere (o ci dev’essere stata) per forza una madre di famiglia e
soprattutto ci devono essere dei figli.
Purtroppo i consigli ai cecchini si fermano qui, forse per motivi
di spazio. Ma la speciale classifica dei soggetti socialmente più
inutili, la cui eliminazione merita in tribunale la speciale
“attenuante Farina”, si presta a ulteriori sviluppi che prima o poi
andranno esplicitati. Se uno, per esempio, volesse incaponirsi a
trucidare un eterosessuale col minimo danno sociale, sempre a
lume di buon senso, dovrebbe concentrarsi sulla categoria degli
impotenti scapoli che, non contenti di aver rinunciato a farsi una
famiglia, hanno pure l’ardire di non procreare, e dunque, quanto
a utilità sociale, sono molto prossimi ai gay, pur senza portare su
di sé il marchio d’infamia della culattoneria: cioè, diciamolo,
sono socialmente utili più o meno quanto un pelo superfluo.
Anche fra i padri e le madri di famiglia, poi, bisognerebbe
operare qualche opportuna distinzione: una donna in
menopausa vale molto meno di una potenziale partoriente, e
così un uomo operato alla prostata non può certo rivaleggiare
con un maschio italico nel fiore degli anni (senz’allusioni ad alte
o basse cariche dello Stato, notoriamente fuori concorso). Molto
al ribasso immaginiamo si collochino, nel fixing farinesco, i
portatori di qualsivoglia handicap dalla cintola in giù che li
escluda dal novero dei padri di famiglia effettivi o potenziali.
Volendo poi sottilizzare ci sarebbero anche, a fondo classifica, i
giornalisti che prendono soldi dai servizi segreti perché si
credono in missione antiterrorismo per conto di Dio, come i
Blues Brothers; si fanno chiamare Betulla; spìano colleghi e
magistrati; pubblicano dossier farlocchi
ispirati da Pio Pompa; infamano morti
ammazzati come Enzo Baldoni; vengono
espulsi dell’Ordine: si fanno eleggere
deputati; continuano a scrivere bestialità
sul Giornale del premier. Non osiamo
quantificare il danno sociale di una loro
eventuale scomparsa dalla scena
pubblica. Ma solo per il timore di
svegliarci da un bel sogno.

Io provo sentimenti contrastanti per Travaglio.

Ma qui è da applausi.