2 di gennaio.

Sono uscita e vi ho guardati.

Eravate tutti diversi da oggi, ieri.

Non nel mondo in cui siamo diversi giorno dopo giorno però, semplicemente ieri avevate tutti l’obbligo morale di sentirvi differenti, migliori, propositivi, gonfi d’energia, carichi e sorridenti con in tasca le vostre belle liste di cose da fare intonse, senza ancora alcuna spunta e soprattutto scevri da sensi di colpa, perché insomma, il primo giorno del nuovo anno i buoni propositi si fanno, non si realizzano mica.

Le vostre facce erano perlopiù assonnate, le occhiaie più evidenti, i boccoli un po’ gualciti ma ancora passabili, residui di brillantini sulla faccia, scarpe da ginnastica ai piedi e acqua nei bicchieri, ma nonostante tutta questa trascuratezza fisica, nonostante gli sbadigli e la lentezza nei movimenti, ieri era ben visibile un certo fulgore di fondo, quella luminosità da primo giorno di scuola, quella freschezza e pulizia tipiche di ogni inizio.

Sapete cosa?

Io vi preferisco oggi.

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Capodanno

Oggi, 3 settembre, è il primo dell’anno.

Non ieri che era domenica e tantomeno l’altro ieri.

Non è mai autunno, il sabato.

Oggi invece si iniziano le diete, si scrivono gli appuntamenti sull’agenda, ci si iscrive in palestra, si ricomincia la crema anticellulite, si medita di cavarsi fuori da quella storia inutile, si ha la voglia di innamorarsi di nuovo, si decide di smettere di fumare e di mangiare sano, di bere di meno e di andare in gita la domenica mattina, ci si ripromette di guadagnare un mucchio di soldi, di andare a letto presto la sera, di smetterla di sprecare troppo tempo su internet, di mettere tutta la casa in ordine, di truccarsi e vestirsi bene ogni mattina per andare a lavorare.

Si ricomincia.

I buoni propositi si fanno oggi: ascolterò più musica, leggerò più libri, pubblicherò il mio manoscritto, chiarirò con le persone con le quali sento che devo chiarire qualcosa, chiuderò definitivamente con quelle che non contano più nulla.

Chiederò scusa e mi lascerò scusare.

Chiamerò quell’amica che mi manca tanto.

Cancellerò tutte quelle mail.

Manderò quel messaggio e mi farò passare la voglia di inviare quell’altro.

Ti dirò ti amo.

Questo si fa oggi.

Mentre la pioggia spazza l’afa di un’estate troppo lunga e ormai stantia, noi stiamo qui,  a fare la conta dei sogni e a rottamare quelli che non ci servono più.

Che poi magari, domani, ci sarà di nuovo il sole.

T.

(sìsì lo so 🙂 Grazie delle mail, sono viva e vegeta)

Epifania

Capitano le notti insonni. Fatte di parole che si incrociano davanti agli occhi, la testa che si spacca, i pensieri che si inseguono, i telefilm che non fanno ridere e la musica che non può fare niente.

Nemmeno Rubber Soul è riuscito a fare qualcosa. Damn.

Nemmeno Imagine. (A quel punto ho capito di trovarmi in una situazione drammatica, dunque mi sono alzata e ho mangiato latte gelido e cereali). Gnammi.

Capita che ti venga allora in mente di chiedere ad un amico che non senti da qualche giorno, ragguagli interessanti sulla sua intricata vita sentimentale.

Capita che lui abbia un sonno da morire, ma consapevole di averti lasciato con un  minchia cliffangher  tre giorni fa per fare una cosa irrilevante quale mangiare, senta il dovere morale di dirti qualcosa e lo fa linkandoti alla pagina del suo blog. Ove ti capita di leggere un post struggente e bellissimo e vero che ti fa spuntare una lacrima agli occhi.

E accendere una lampadina nella testa.

Perchè davvero è ingiusto, è scorretto è crudele e soprattutto E’ STUPIDO avere intorno  per tutto il tempo persone che ci amano e trascurarle o ignorarle o comunque snobbarle a favore di persone che vorremmo tanto che ci amassero e che invece, uhm,  non lo fanno.

Non ricordo a chi stavo dicendo l’altro giorno che “non si può cavare sangue da una rapa”.

Vale a dire che non si può pretendere da una persona più di quanto quella persona sia in grado di darci. Ostinarsi non serve a niente. Lottare non serve a niente. Ci fa perdere solo la giusta prospettiva. Ci fa dimenticare le meravigliose persone che meritano la nostra attenzione ed il nostro calore. Ci fa immaginare cose che non c’erano o che ci sono state e non ci sono più. E fa male e vabbeh.

Ma farà meno male domani.

E a volte arrendersi è la cosa più coraggiosa da fare. Coraggio, dunque. Lasciatevi il passato alle spalle. Seppellite l’ascia di guerra ma solo se sapete di poterlo fare davvero. Altrimenti fate la guerra. E fatela bene. Perdonate del tutto. O non perdonate. O tutto o niente. Le mezze misure sono per gli sfigati. Mollate il principio e abbracciate la sostanza. Poggiate le vostre croci. Spaccatele.  E fumatevi una sigaretta sulla strada del calvario. Pretendete solo se date. Dite le cose come stanno. Sempre. Non giudicate mai. E se proprio dovete farlo, fatevi un esame di coscienza prima.

Oggi è il 31 Dicembre. Ultimo dell’anno. Giorno di buoni propositi e di bilanci.

Ogni anno mi lancio nella lista dei buoni propositi. Quest’anno ne ho rispettato mezzo.

Se non vi mettete a fare i cavillosi.

Altrimenti zero spaccato.

Il mio buon proposito per il 2010 invece sarà solo uno. Questo. Che li racchiude tutti.

Dare importanza solo a chi la merita. A tutti gli altri auguro un fantastico 2010.

Senza di me.

(E adesso riproviamo con Imagine? Riproviamo con Imagine)

(Volete leggere il post meraviglioso? Se il mio amico comparisse da qualche parte e approvasse metterei il link. Ma non si vede. Damn)