Click.

Una volta un’amica mi chiese (seriamente) se sapevo se si potesse smettere di sentirsi innamorati, se fosse possibile cessare di voler bene a una persona, semplicemente dimenticarsene*. Io non conoscevo la risposta e le dissi che se fosse esistito un interruttore da premere lo avrei premuto, io come tutti**.

Ho sempre pensato che per i sentimenti (in generale) non esistessero i tutto o niente, i chi fuori è fuori e chi è dentro è dentro e che le cose andassero lasciate sfumare, morire se occorre, con il grande e benefico aiuto del caro vecchio tempo galantuomo. Parimenti ho sempre criticato tantissimo le persone con l’interruttore, quelle che dall’oggi al domani sono in grado di tagliare a corto, di estirpare rapporti, di distruggere sentimenti e di ricominciare da capo, belli puliti, nuovi e profumati come se niente fosse accaduto, arrivederci e grazie e ottime cose. Dall’alto della mia infinita spocchia e presunta sensibilità li ho sempre etichettati come persone superficiali, molto sole e incredibilmente egoiste, gente da tenere a debita distanza da me e dalla mia perfettissima e empatica persona.

Il tempo è galantuomo dicevo, ma anche malvagio se vogliamo, sicuramente ti prende a schiaffoni abbastanza forti fino a quando non inizi a capire come stanno le cose e come si sopravvive nella società moderna, fatta di gente che perlopiù di te se ne frega bellamente. Invecchiando si capiscono tante cose, tipo che i concerti che iniziano alle 21 sono meglio di quelli che iniziano a mezzanotte, che bere in compagnia non significa perdere i sensi in via del Pratello, che l’orgoglio serve solo a farti venire l’ulcera (ok questo concetto ancora un po’ mi sfugge lo ammetto), che i temibili metallari sono davvero brava gente, che i romanzi d’amore li può scrivere solo Jane Austen affinché io li legga perché tutto il resto è Harmony e che investire soldi in biancheria intima de La Perla è completamente e del tutto inutile. Oltre a tutto ciò, ho capito anche che le “persone con l’interruttore” non vanno criticate bensì osservate, studiate approfonditamente e infine, sì, ammirate.

Emulate, se si trova il coraggio.

È bello vivere senza pietà, senza dubitare mai della validità delle proprie azioni, avendo la matematica certezza di essere sempre nel giusto, costruendosi un cerchio attorno e accomodandosi nel mezzo. È stupefacente avere la capacità di decidere che basta, tu mi hai stufato e quindi non voglio vederti mai più, da domani buongiorno e buonasera e baci e abbracci se per caso ci incontriamo.

Spegnere i propri sentimenti. Azzerarli. Dimenticare quello che c’è stato. Prendere una cazzuola e costruirsi sopra al cuore un rivestimento di cemento armato.

Trasformare amori e amici in perfetti sconosciuti. Praticamente è un fottuto superpotere se ci pensate.

Ora, l’unica perplessità che mi resta è legata alle motivazioni che animano le “persone con l’interruttore”. Perché decidono di premerlo? Cosa li spinge? Perché lo fanno? Ci si svegliano una mattina? Si sentono abbandonati dalle persone che decidono di dimenticare? Non vogliono essere secondi nel cuore di chi decidono di sfanculare? Passano un brutto momento? Hanno voglia di cambiate aria? Fiutano la sòla e abbandonano la nave prima che affondi?

Non lo so, devo ancora scoprirlo, per ora sto studiando il loro bizzarro comportamento, li osservo da lontano (perché non sono ancora sicura che averli accanto sia benefico) non intervengo nelle loro vite (però oh, sembra davvero un bel vivere) ma da secchiona la qual sono mi documento, in fondo sono sempre stata la prima della classe quando ho deciso di eccellere in una disciplina e quindi insomma, sto seriamente pensando di prendere la tessera di questo partito.

Pensate che bello quando mi chiederete “si può smettere di voler bene a una persona”? e io risponderò “Click***“.

*ora, rivolgere quella precisa domanda A ME in quel determinato periodo della mia vita era talmente una follia che da quella volta ho sempre dubitato della sanità mentale di quella adorabile persona, e lei lo sa.

** ecco, vedete, è vero, non conto balle io. 

*** prima che mi arrivino 18mila messaggi che dicono più o meno tutti “di chi stai parlando”? sappiate che questo non è un articolo autobiografico ma che se vi siete anche solo posti il problema, che Dio v’aiuti, siete nel mio Grande Libro Nero. 

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