L’uomo ragno è ancora vivo!

Sono una indie snob. 

I miei amici me lo dicono sempre.

Un po’ è vero eh.  Ho pure la maglietta!

Ascolto solo certa musica, mi piacciono gruppi un po’ così e quando si tratta di scegliere la musica da ascoltare in auto mi stringo nelle spalle e tiro un sospirone perché so già che, molto probabilmente, mi toccheranno Vasco, Ligabue e se proprio mi va bene un Jovanotti NON vintage (ai tempi di Piove ero grandissima fan).

Però quando avevo 12/13/14 anni gli 883 li ascoltavo. E come. Perché loro suonavano l’amore impossibile, le discoteche fumose, i bar di periferia, la noia della domenica pomeriggio, la partita di pallone, la continua ricerca del divertimento, le paranoie dei genitori, la voglia di scappare dalla provincia, la volontà di fare grandi cose, la ricerca del vero amore. Tutte cose che mi interessavano tantissimo all’epoca.

E poi insomma io gli 883 li ho sempre adorati perché quando avevo 14 anni, nel lontano 1993, ho conosciuto Mauro Repetto ospite della mia città causa Festivalbar.

Vedendomi appostata fuori dall’hotel ove alloggiava, chiese a me e alla mia amica spalla, oggi mamma di famiglia, di accompagnarlo a fare la spesa per il quartiere e noi ovviamente lo abbiamo fatto, con sgrosso sdegno della mia nonna che, avvertita da una piccola Tati entusiasta e saltellante nella cabina telefonica (“Nonna non torno per pranzo sono a spasso con una rockstar” ) rispose “adesso lo dico a tua madre torna subito a casa che questi sono tutti drogati”. *

Oggi, vent’anni dopo l’uscita del primo disco degli 883, un sacco di artisti italiani sono stati chiamati a reinterpretare le loro più belle canzoni, in una sorta di omaggio offerto con affetto dal meglio dell’indie italiano al duo pavese squisitamente pop.

Il risultato del sorprendente lavoro di tutti i musicisti che sono stati chiamati alla realizzazione di questo divertente e perché no, commovente progetto, lo trovate nella compilation “Con Due Deca” che potete ascoltare e scaricare gratuitamente QUI.

Musicalità diverse, canzoni stravolte e trasformate in poesia, arrangiamenti coraggiosi, sospiri inediti e in alcuni casi l’allegria di un cartone animato: così, anche se siete dei radical chic o degli indie impuniti, potrete canticchiare “Nord Sud Ovest Est” o “Bella Vera” senza sentirvi troppo in colpa.**

Tati

Ps: Poi, nel 1993, gli 883 lo hanno vinto quel Festivalbar. E poco dopo Repetto è scomparso nelle nebbie, non prima di aver insegnato ad un sacco di ragazzini l’uso corretto del congiuntivo. Di questo lo ringraziamo sentitamente.

* esiste una documentazione fotografica che vi risparmio perché vi voglio bene.

** Ho citato queste due canzoni perché sono reinterpretate dai Carpacho e dai Lava Lava Love che sono i miei preferiti ma le mie canzoni favorite degli 883 sono “Come Mai” e “Canzone d’amore”. Perché sono un’inguaribile romantica (cit). Ecco.

T.

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Carpacho!

Li ho sentiti nominare per la prima volta due anni fa.

Un mio amico me ne ha parlato per caso, raccontandomi la strana storia di una mucca che è finita sotto un treno.

Il suo treno.

Quello che lo stava portando da Verona alla Capitale per assistere al loro ultimo concerto che dai suoi racconti è stata una delle cose più emozionanti di sempre.

Nonostante la mucca.

Così ho ascoltato le loro canzoni, ma l’ho fatto accompagnata costantemente da quella malinconia che ti assale quando senti della musica bellissima e pensi che non ce ne sarà più.

E invece no.

Forse la mucca ha rappresentato un sacrificio necessario a qualche dio sconosciuto della musica.

Perché i Carpacho si sono riuniti e hanno tirato fuori canzonette che innamorano e fanno innamorare e insomma stasera dopo due anni di attesa finalmente me li godrò live al Brevevita e di questo sono tanto contenta.

E ringrazio Marco che in chat mi chiede come diamine ci entreremo tutti (risposta: al Breve si sta vicini vicini e ci piace così) e ringrazio i miei amici un po’ folli con i quali puoi parlare di tutto.

Mucche suicide comprese.

Questa è la mia preferita perché ecco. Sembra scritta per me eh! Perché il reale mi fa respirare in un sacchetto la maggior parte del tempo 😀