Bugie.

Giovanardi: “Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”

Gesù Cristo invece è morto di freddo.

Lo sanno tutti.

( a volte rimpiango il taglione. A certa gente andrebbe mozzata la lingua).

La vita umana vale sei anni.

Lo ha stabilito il Tribunale di Arezzo con la vergognosa sentenza che condanna il Sig. Luigi Spaccarotella, agente della Polstrada, alla pena di sei anni per omicidio colposo. Ne ho parlato qui e se ne parla diffusamente qui.

Sono agghiacciata. Ci ho messo due giorni a metabolizzare e a buttare giù qualcosa. Flussi di pensieri senza senso e una rabbia che mi stravolge.

Questa sentenza mi fa vergognare di essere italiana e di lavorare nell’ambito di una giustizia che non c’è che non esiste, nella quale io non credo più.

Se penso alle ragioni che mi hanno spinta a scegliere giurisprudenza all’università, oggi, che sono passati più di dieci anni mi viene da ridere. E da piangere.

Amo la giustizia sopra ogni cosa. E l’onestà è la qualità che per prima guardo in una persona. Questi sentimenti mi hanno spinta a fare quello che faccio e a credere che tutti debbano avere una difesa e un processo. Giusto però.

Quello che è accaduto ad Arezzo mi fa gelare il sangue e venire la pelle d’oca.

E mi fa venire voglia di prendere una falce e scendere in strada per fare giustizia sommaria.

Una persona è stata ammazzata per strada da un’altra che 5 testimoni indifferenti hanno visto mirare e sparare a braccia tese.

Alla storia del dito e del riflesso involontario non ci crederebbe nemmeno Biancaneve.

Questi provano a farci credere che Gesù Cristo sia morto di freddo! Lui padrone e signore di tutta la legna del mondo.

Meditate gente, meditate sull’omertà e sul protezionismo delle forze dell’ordine. Pensate a Sandri e ad Aldrovandi. Spero che i fantasmi esistano e che i giudici non dormano la notte disturbati dagli spettri di due innocenti morti ammazzati. Perchè di sensi di colpa nemmeno l’ombra.

Meditate sul fatto che i precedenti non sono dirimenti in Italia. Ma comunque contano e contano tanto. Meditate sul fatto che le Ronde Nere sono realtà e che le strade stanno per trasformarsi in un allegro far west.

Un mezzogiorno di fuoco che è la mezzonotte della civiltà.

Eccessi.

Tutti noi conosciamo l’allucinante storia di Federico Aldrovandi.

La morte, l’assurdo e italiano tentativo di nascondere una verità aberrante, la scoperta di nuove prove grazie al blog messo su da una mamma addolorata e battagliera, una lunga lotta ed infine la sentenza.

3 anni e sei mesi.

Giubilo e contentezza in aula. Una verità a lungo nascosta finalmente svelata. Giustizia fatta.

No. Dio. No

Io non vedo un eccesso colposo quando osservo il corpo straziato di Federico.  Non riesco a vedere un legittimo intervento di contenimento per persone fuori controllo in quegli occhi pesti. Non può esserci, come affermano gli esimii colleghi della difesa, nessun rispetto delle regole in quella testa spaccata.

Una volta ho preso una manganellata su un ginocchio. Vi assicuro che fa male. E che spezzare un manganello vuol dire rompere il bersaglio. Ridurlo in poltiglia.

“Modus operandi” legittimo per persone fuori controllo? Forse nel Cile di Pinochet. E fuori controllo, o meglio fuori di testa completamente, sono andati gli autori di questa azione criminale che nel mio tribunale familiare ove sono accusa, difesa,  giudice e parte civile, ha un solo nome.

Che è omicidio.

Poi oh. Nessuno sa di cosa sia morto Federico. Ma le  foto sono pubbliche, giudicate voi.

federico

(in realtà quello che mi fa tristezza è che eravamo tutti così proiettati verso l’assoluzione che una condanna assolutamente insufficiente e un capo di imputazione sbagliato ci rendono felici. Viva l’Italia. Dioqualcosa)

Sbirri maledetti.

Violenza senza fine a Teheran, in un vortice di sangue e raccapriccio sempre più intensi.

Gli assalti delle forze dell’ordine nei confronti dei dimostranti, che non credono alla vittoria elettorale del presidente uscente Mahmud Ahmadimejad si fanno sempre più aberranti: i manifestanti, nei blog abusivi parlano di una polizia che ha l’ordine di abbattere selvaggiamente, chiunque tenti di avvicinarsi a Piazza Enghelab, cuore pulsante della rivolta, utilizzando armi da fuoco d’ordinanza ma anche strumenti di tortura dal gusto medioevale quali acidi corrosivi e acqua bollente.

Da far rimpiangere amaramente il più arrabbiato dei manganelli, insomma.

La CNN parla di una ventina di morti e di innumerevoli feriti, Obama si appella al Governo Iraniano chiedendo la sospensione immediata di tutti gli atti di violenza, Chavez esprime incredibilmente tutta la sua solidarietà ad Ahmadinejad e il leader dell’opposizione Mir Hossein Mussavi, scende in piazza avvolto nel sudario bianco, simbolo di martirio, dichiarandosi pronto al sacrificio estremo.

Nel video , da diffondere ovviamente il più possibile, una ragazza disarmata viene uccisa dalla Polizia.

Non vedo estintori nelle sue mani, quindi almeno una scusa pietosa possiamo accantonarla.