2 di gennaio.

Sono uscita e vi ho guardati.

Eravate tutti diversi da oggi, ieri.

Non nel mondo in cui siamo diversi giorno dopo giorno però, semplicemente ieri avevate tutti l’obbligo morale di sentirvi differenti, migliori, propositivi, gonfi d’energia, carichi e sorridenti con in tasca le vostre belle liste di cose da fare intonse, senza ancora alcuna spunta e soprattutto scevri da sensi di colpa, perché insomma, il primo giorno del nuovo anno i buoni propositi si fanno, non si realizzano mica.

Le vostre facce erano perlopiù assonnate, le occhiaie più evidenti, i boccoli un po’ gualciti ma ancora passabili, residui di brillantini sulla faccia, scarpe da ginnastica ai piedi e acqua nei bicchieri, ma nonostante tutta questa trascuratezza fisica, nonostante gli sbadigli e la lentezza nei movimenti, ieri era ben visibile un certo fulgore di fondo, quella luminosità da primo giorno di scuola, quella freschezza e pulizia tipiche di ogni inizio.

Sapete cosa?

Io vi preferisco oggi.

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