“The things I do for love” (cit)

Chissà cosa si prova.

Chissà.

Non deve essere facile ingoiare rospi così grandi e velenosi, vero?

Dimenticare le brutte parole ascoltate, i torti subiti, le mancanze di rispetto, il palese, continuo, umiliante menefreghismo. Deve essere difficile scordare la lacerante amarezza provata, le cattiverie continue, le lacrime amare ricacciate indietro a forza, le attese interminabili.

Per aspettare chi, poi?

Un’idea che esiste solo nella tua testa, un sorriso di convenienza, una carezza rubata che brucia sulla pelle, più cattiva di uno schiaffo, occhi grandi che non brillano per te, mai, occhi dolci solo in apparenza che nemmeno una volta ti hanno guardata con amore, un bacio che sa di veleno, un tempo rubato sottratto all’onestà, una passione malata che ti scava soltanto un buco dentro e ti risucchia in una voragine di menzogne, di segreti malcelati, di bugie crudeli.

Quanto fa male l’indifferenza? Quella cattiva, quella autentica. Fatta, non di mancate parole e di atteggiamenti sdegnosi, ma di esibizione continua, di tacche su una stecca, interminabile e vergognosa quanto vuoi, ma reale.

Come fai a perdonarla?

Deve essere terribile adesso, soprattutto. Fare finta di niente, fingere spudoratamente che tutto vada assolutamente bene, autoconvincersi che le persone non cambino e che, in fondo, se ci piacciono da anni un motivo ci sarà, stamparsi sulla faccia un sorriso che sempre più somiglia ad un ghigno, sopportare gli sguardi di compassione o di derisione di coloro che sanno e nonostante tutto non riuscire a smetterla, non riappropriarsi della propria dignità e della propria integrità, andare avanti così, verso la distruzione perché tanto è sempre stato così e lo sarà sempre.  Per sempre.

Solo che il baratro non è mai stato così vicino. Mai.

Ed io lo che lo sai, in fondo. Lo so perché, non dicendomelo, me lo hai detto tu.

Ma dimmi.

Quanto costa sanguinare dentro? Rinnegare quello in cui si crede? Buttare alle spalle il proprio orgoglio? Calpestare la propria credibilità? Mentire malamente e continuare  a dire bugie sapendo di farlo? Gettare fango gratuitamente addosso a persone che non se lo meritano e lo sai?

Quanto ti pesa farlo? Quanto ti fa male?

Probabilmente nulla. Anche se io credo che male te ne faccia, e tanto.

E comunque, non importa.

Io ti perdono.

Perché tu, tutto quello che fai, lo fai per amore.

E, “cosa non si fa per amore” (cit)

T.

Dedicato in particolare ad una persona che non ha colpe, se non quella di essere innamorata da sempre di una persona sbagliata, anche se leggendo queste righe, spererà profondamente che io non stia parlando di lei. Mi spiace cara. Parlo ESATTAMENTE di te e ti perdono.

Dedicata in generale a tutti coloro che amano la persona sbagliata senza riuscire a smettere. Non vergognatevi, non c’è vergogna nell’amare una carogna. Anche perché poi, passa.

5 pensieri su ““The things I do for love” (cit)

  1. Vererrimo. Noialtre donne a volte siamo davvero autolesioniste e certi ominicchi farebbero meno danni se di fronte alle balle e all’indifferenza reagissimo con una cortese sportellata in faccia (morale o materiale che sia).

  2. mi pare di avertelo già detto, ma comunque: “brava!” chapeau (ammesso che scriva così in francese tanto di cappello)
    PS “Ed io lo che lo sai” credo ci sia un errore di battuta…

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