Quanto basta

Scusami se ti ho spezzato il cuore.

Non l’ho fatto apposta. Non volevo. Nemmeno me ne sono resa conto ero troppo distratta dall’assordante rumore che faceva il mio.

Ogni battito mi stordiva, ogni rintocco mi allontanava, ogni palpito mi toglieva il respiro e non mi sono più ricordata di te.

Ero troppo indaffarata ad annegare in quella felicità costruita ad arte, troppo presa da tutta quelle cose che sembravano perfette in quel tempo confuso, troppo egoista per pensare ad altri che a me.

Ci penso solo ora a te.

Alla nebbia penso e a quella sabbia rossa e ruvida. Penso a quel belvedere gelido e a quei paesaggi mozzafiato. Penso a me che canto per restare sveglia e a quella notte infinita e al molo dei sogni e alle assi di legno che scricchiolano sotto i nostri piedi. E alle foto perdute. Non avrei voluto urlare tanto.

E penso che ci pensi anche tu.

Scusami se ti ho spezzato il cuore.

Anche se “spezzato” non è il termine più adatto, sai?

Forse te l’ho strappato via quando eri ancora vivo e poi l’ho fatto a cubetti ed infine l’ho infilato nel tritacarne e dopo ho mangiato tutto, per nascondere a tutti quello che stavo facendo.

Perché lo facevo senza accorgermene, senza pensare, senza riflettere.

Scusami se ti ho spezzato il cuore.

Fa male.

Ora lo so.

(finalmente posso pubblicarlo su Blog. Evviva! Grazie a chi ha deciso di pubblicarlo davvero!)

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