Ailoviu

Mi hai chiesto se ti amo, ed io ti ho detto sì.

Tu non sai di avermelo chiesto ma io ti ho detto sì lo stesso perché ti conosco tanto da sapere che questa è una delle cose che il tuo cervello difettoso elabora di notte, nel buio della tua stanzetta.

Una delle cose, che poi sarei io.

Mi hai chiesto se ti amo mille volte e me lo hai chiesto in mille modi, con le parole, con gli occhi, con i baci, con i gesti. Io mille volte ti ho risposto, ho detto sì, ho detto no, ho detto non lo so, ho riso e chiuso gli occhi, ho pianto e li abbassati,  ho mentito la metà delle volte, perché la risposta in fondo, era sempre la stessa.

Mi sono chiesta un milione di volte se ti amo e per un milione di volte il mio cuore rispondeva “troppo” mentre il mio cervello si ostinava in un “non più”.

Mi hanno chiesto se ti amo.

Ho risposto di no.

T.

(dedicata ai miei stalker. Loro sanno)

3 pensieri su “Ailoviu

  1. quante volte ho risposto alla gente: va bene, va tutto bene quante volte ho sorriso e scherzato mentre lacrime inondavano gli occhi, quante volte ho scacciato pensieri, mi son chiesta se valeva la pena che avrei potuto pensarci gia prima, ho lasciato passare tanti anni le mie lacrime le ho buttate nel vento, le parole non le ho dette a nessuno ho lasciato tutto rinchiuso nel cuore. Non ho chiesto mai niente sapevo che non mi avresti mai offerto la luna sapevo che un pezzetto di cielo era come un pezzetto di cuore, ero cosciente che non me l’avresti mai dato. ho portato con me la tua anima l’ho amata, l’ho stretta al mio cuore, a lei, ho sussurrato parole d’amore, con lei ho sfogato i pensieri più neri., l’ho avuta vicina, la sentivo ascoltare, asciugare e baciare il mio volto, forse è soltanto follia, ma ne sono sicura, posso ben dire: quello che non mi dai, io non te lo chiedo, ma tu mi capisci, me lo leggi nel cuore.

  2. Ogni tanto Daniela mi informava che Marco stava male. E quasi sempre, poco dopo, mi capitava di incontrarlo sotto casa nel nostro quartiere e di trovarlo in forma. Era come se il suo male fosse altrove. Sguardo acuto, voce ferma, risata tonante, un occhio all’interlocutore e uno a Ronaldo. E quel suo speciale modo sempre identico di riassettare la frangia. Vita allo stato puro. Una delle ultime volte l’ho incontrato per caso in una sera di Agosto: “andiamo a berci una birra?”. Roba rara! Solo lí ci siamo conosciuti un pó di piú, fino a tardi. Peccato davvero.

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