The Long, Hot Summer

(Marina di Pescoluse, Salento)

Questa estate qui non la dimenticherò mai.

Più semplicemente non posso.

Nemmeno volendo.

Mi sono successe talmente tante cose che potrei scriverci un libro su. Un libro talmente lungo che renderebbe “Guerra e Pace” l’inserto di un quotidiano di terza categoria.

Magari lo farò. Ma in fondo, a chi interessa?

Molte delle cose che mi sono capitate sono state bellissime. Davvero. La maggior parte. Altre meno belle. Tante emozionanti. Parecchie divertenti.

Alcune non posso proprio raccontarvele. Mi dispiace.

Se lo facessi non ci credereste nemmeno. Pensereste che io stia scherzando.

E invece.

(Ringo BoysParco Sempione, Milano)

Ho riso, ho riso tanto, fino a farmi venire il mal di pancia. Fino a vomitare. Mi sono disintossicata da persone e situazioni poco gradite. E sono stata davvero bene. Sono scappata, spesso. Troppo.

Ho recuperato gente importante che mi ero persa per strada. Colpa loro, colpa mia. Non importa. Adesso ci sono ed in fondo conta questo anche se a volte mi scopro ancora arrabbiata.

Parecchio.

Ho buttato via persone inutili. Quindi dai, non le ho buttate, il termine esatto è “me ne sono liberata” .

Finalmente il mio cervello ed il mio cuore sono liberi.

Totalmente.

Hanno addirittura ripreso a comunicare  un po’, dopo mesi e mesi di indifferenza totale.

Ho aperto la finestra, ho lasciato uscire l’aria viziata dalla stanza, ho scollinato.

C’era il sole dall’altra parte della collina ed io l’ho preso tutto questo sole.

Mi ha scaldato la pelle. Mi ha sciolto il cuore liberandolo dalla brina che avevo lasciato si accumulasse.

Basta un solo raggio.

Dall’alba al tramonto.

(Torre San Giovanni, Salento)

Mi sono lasciata rincorrere. Un bel po’. Non sono corsa dietro a nessuno stavolta. Ho macinato chilometri. Ho pensato tantissimo. Mi dicono troppo. Mi sono fatta sanguinare il cuore. Quello sempre, per forza. Sono stata zitta. Mi sono morsa la lingua. Ne ho ingoiato un pezzo qualche volta. Ho visto cose ed ho fatto finta di niente. Ma sappiate che le ho notate. Le so.

Le so da prima di voi.

Patetici che non siete altro.

Ho visto decine e decine di volte il sole sorgere sul mare, con la musica che ancora mi risuonava nelle orecchie. Suono di taranta, ballo di San Vito, rumore di onde che si infrangono e sale sulle labbra.

Ho vissuto la notte più bella e folle e nonsotrovareunaggettivoadatto della mia vita.

E ho trovato la meraviglia nel mio stesso stupore.

Ho fatto cose cattive per ottenere reazioni spropositate e fanciullesche.

E le ho ottenute sempre.

Win.

Ho pianto un po’.

Quando ci vuole ci vuole.

Ma sono state lacrime positive perché le ho versate per me stessa. Ho pianto per me finalmente.

Non per te.

Nemmeno per te, non più.

Un pochetto ho pianto per te, ma erano soprattutto lacrime di gioia.

Quindi benvengano.

(Susi and I, Somewhere, Capri)

Ho visto posti bellissimi. Mari lucenti e cieli tersi che sembravano un po’ la stessa cosa. “Un azzurro che fa piangere” canta un gruppo che vorrei vedere debellato dalla faccia della terra.

Se sapessero quanto ho sofferto a causa loro vorrebbero il mio IBAN e ci verserebbero su parte dell’incasso dell’ultimo disco. Che ho ripreso ad ascoltare da poco perché in fondo è bellissimo ed io credo e voglio che la bellezza debba sempre vincere sulle cose brutte.

Anche sui quei ricordi che fanno così male che vorresti metterli in un sacco e buttare via.

Ma anche no, perché in fondo tutte le cose fatte sono importanti. Anche quelle orribili.

Al tempo mi sembravano bellissime. Scema io.

“Ogni cosa è illuminata” in fondo.

Dicono.

(Punta Prosciutto, Salento)

Ho conosciuto gente meravigliosa che non voglio mollare più.

Ho partecipato ad un sacco di matrimoni. Ho tirato riso, soffiato bolle di sapone, mangiato confetti, indossato vestiti eleganti e tacchi antigravità.

Ho anche preso il bouquet della sposa.

Ho ballato in riva al mare e ho ballato alla sagra del pesce salentina e ho ballato nella pubblica piazza di un paese di montagna sotto gli occhi sbigottiti degli autoctoni.

Ho ballato nel bosco, intorno al fuoco, fino a non poterne più.

Ho osservato le stelle cadere da una terrazza sul mare e tra le cime degli alberi. E mi sono addormentata su quella terrazza e in quel bosco.

Ho mangiato montagne di cibo e bevuto damigiane di vino. Non sto scherzando credo di aver fatto fuori un paio di pecore ed un maiale intero.

(Somewhere, Capri)

Mi sono lasciata spuntare una pianta di menta nello stomaco, così per avvantaggiarmi.

Già, perché ho fatto pace con il rum dopo anni di litigio furibondo.

Ed è stato molto bello perché come accade dopo le grosse liti ed i distacchi dolorosi, lui ed io non abbiamo ricominciato da capo. Oh no. Come tutti quelli che si sono molto amati, siamo ripartiti esattamente da dove ci eravamo lasciati ed adesso ci vogliamo più bene di prima.

Molto di più.

Fare pace con “lui” è stato il must di questa estate. C’è una mia amica già si frega le mani perché solitamente gli shottini invernali al bancone del Lorenz doveva farseli da sola. O insieme a me che poi però, diventavo molesta e iniziavo a picchiare. True Story, purtroppo.

(Piazzetta, Capri)

Ho sentito un sacco di musica meravigliosa dal vivo. Tanta davvero. Così tanta da non ricordarmi più neppure tutti i gruppi che ho visto.

Per fortuna la musica non è mai troppa.

Ho vissuto perennemente con la valigia in mano.

Ho preso treni, aerei, metro, autobus, funicolari, traghetti, battelli, aeroplanini a nove posti, tram, funivie, mongolfiere.

Mongolfiere!

Mi manca il dorso di mulo e suppongo di essere a posto per la vita.

“La ragazza con la valigia” mi chiama mia madre.

E adesso?

Beh, intanto devo smetterla di parlare al passato. Perché la mia estate non è ancora finita, anzi.

Tra qualche ora sarà in compagnia delle mie amiche del cuore. Si chiamano valigia e carta di imbarco.

E via verso un’altra avventura. L’ennesima.

(Faraglioni, Capri)

Parto oggi che è ancora estate. Tornerò che sarà autunno.

Ma ecco, nonostante i brutti pensieri, nonostante l’inevitabile nostalgia, nonostante i rimorsi, nonostante i rimpianti, nel mio cuore da 5 mesi, è sempre primavera.

Anche se a volte piove.

(questa era solo l’introduzione. Un pilot diciamo.

Ci vediamo questo autunno con le prossime, appassionanti puntate. Perché questa estate è stata davvero lunga)

(Socia e Socetta, Punta Prosciutto, Salento)

14 pensieri su “The Long, Hot Summer

  1. Hai scritto delle cose bellissime. Hai scritto cose di cui sento terribilmente la mancanza e di cose familiari, che fanno parte anche di me. Come quella valigia pronta, la mia per un lungo viaggio. Aspetto di leggere le prossime puntate🙂

  2. Bel post, davvero vibrante e poetico come tuo solito.
    Tuttavia, tra tutte le emozioni che ci hai trasmesso la più grande e la più prepotente, che caccia tutte le restanti in un angolo, è l’invidia. Del tipo più rabbioso.
    Invidia perchè evidentemente tu hai il tempo, i mezzi e la possibilità di essere sempre “con la valigia in mano”. Perchè tu puoi viaggiare, vedere posti, assaggiare culture e bagnarti di ogni tipo di mare e di lacrima.
    Anche a noi piacerebbe scrivere libri, anche solo nella nostra mente, su ogni esperienza vissuta in mesi e mesi di viaggio. Ma noi non abbiamo denaro per viaggiare. Nemmeno per una puntata a Capri. Non abbiamo tempo per passare notti insonni a piangere per noi stessi. Nemmeno per fare il conto delle persone ritrovate, perse o abbandonate.
    La nostra vita è fatta di levatacce, di paghe agognate e di vacanze vissute solo attraverso post come questo.
    Non è colpa nostra. Non è colpa tua. Certamente se fossimo al tuo posto cercheremmo le tue stesse, toccanti emozioni.
    Ma la nostra vita è arida.
    Non scriviamo questo commento come critica, ma solo per aggiungere un sentimento nuovo ai mille che ci hai appena trasmesso. Ed è invidia. Senza neanche un pizzico d’odio per te, che ci fai sempre sorridere e sognare. Ma con tanta, tanta rabbia.

    • Innanzitutto grazie per il complimenti, sempre ben accetti🙂
      Immagino che dovrei dire “grazie a tutti voi” visto che parli costantemente al plurale.
      Giusto?
      Detto questo, beh, sbagli a provare invidia nei miei confronti.
      Mi sono laureata molto giovane e quindi sono diventata avvocato molto giovane, a 27 anni: questo mi ha permesso di iniziare a guadagnare ad un’età in cui la gente è appena uscita dall’università e di “crescere” professionalmente. E anche economicamente.
      Fortuna?
      Credo di no, concedimelo.
      Lavoro cinque giorni su sette, ma anche sei su sette e sette su sette quando serve. Io non ho una paga né l’ho mai avuta visto che non ho la fortuna di avere un lavoro dipendente.
      E ti assicuro che di questi tempi non è facile farsi pagare dai clienti. Assolutamente no.
      Gestisco il mio tempo. Più lavoro più guadagno.
      Preferisco vivere.
      Non sono sposata, non ho nessuno da mantenere né un mutuo da pagare. Questo mi permette di spendere i miei soldi come meglio credo.
      Amo viaggiare e lo faccio in maniera assolutamente low cost. B&B a poco prezzo, prenotazioni fatte mesi e mesi prima, voli di ogni genere: a Capri sono andata per il matrimonio della mia migliore amica che ha deciso di sposarsi lì, in caso contrario l’avrei visitata a 60 anni forse, visto che il mio genere di viaggio è zainetto in spalla e Converse ai piedi.
      Scrivere libri piacerebbe tanto anche a me, purtroppo non lo faccio, forse non ne sono capace: in ogni caso non credo che le lacrime e le notte insonni siano da invidiare. Tu non hai tempo per piangere? Non hai tempo per pensare? Non hai tempo per ricordare?
      Sei sicuro di essere un umano e non un cylon?😛
      C’è sempre tempo per provare emozioni, fidati.
      Sono loro che trovano il tempo di cercarti. Non devi farlo tu.
      Sono certa che se hai trovato il tempo per leggere il mio blog (e ti ringrazio tanto) e di scrivere questo commento, avrai anche il tempo di sorridere e fare la conta delle persone che ami. O che odii.
      La conta delle persone che hai perso, invece, ti auguro di non doverla fare.
      Mai.
      Con affetto.
      Tati

  3. Non ti conosco, sono capitata nel tuo blog casualmete qualche mese fa.
    Leggendo i tuoi post in questo tempo, ho riconosciuto una donna in rinascita come me.
    E’ bello sapere che anche tu hai trascorso un’estate meravigliosa dopo la catastrofe. Eggià…quest’estate non la scorderemo mai, neppure volendo.
    Complimenti!!!

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