L’impiccato

C’era una volta una corda.

Era una corda elastica e resistente, capace di sopportare allungamenti, piegamenti e distorsioni.

Una corda che le aveva viste tutte.

Una corda che ne aveva sopportate tante.

Troppe.

Di più.

Una corda che aveva lasciato riempire la caraffa della sua sopportazione fino all’orlo, goccia dopo goccia.

Prese in giro, silenzi, maltrattamenti ingiustificati, prese di posizioni inutili.

Tutte le aveva viste la povera corda.

E nonostante tutto era rimasta lì, in silenzio, regale nella sua classe, imperturbabile d’orgoglio.

Fino ad oggi.

Fino all’ultima avvelenata gocciolina.

Apparentemente piccola. Innocua. Non peggiore di tante altre.

Ma aveva una caratteristica fondamentale quella gocciolina.

Era assolutamente l’ultima.

Perché oggi la corda, si è stuccata*

E tu che l’hai tirata così a lungo, sei rimasto solo e povero e spiazzato.

Arido e incredulo.

Con una sciocca ed inservibile estremità nelle tue mani.

Forse te lo aspettavi. Forse lo volevi. Sicuramente te lo meriti.

Solo una cosa puoi fare adesso con quel pezzetto di corda.

Passarci del sapone e farci un cappio.

Per te.

E per quelli come te.

Che rimarranno sempre così.

Inutili.

Con qualcosa di inservibile tra le mani.

E se ti senti solo fai bene.

Perché lo sei.

T.

*Stuccata = spezzata

7 pensieri su “L’impiccato

  1. Dapprima avevo pensato alla corda elastica del bunging jumping, che dopo infiniti sali e scendi, tira e molla, si ‘stuccasse’, lasciando la vittima cadere verso l’abisso, con un po’ di lacci legati al petto.

  2. Anzichè commentare, siccome leggo spesso post fighi che voglio “opinionizzare” e anche condividere, ho aperto nel mio blog un angolino dove linko i post più belli trovati in giro e li commento a modo mio.
    Ecco, per dire che questo post è una figata ed è pregno di troppa verità, ti ho infilata lì dentro……
    In poche parole, rifletti con queste parole il mio stato d’animo, ciò che vorrei dire per spiegare Perché. Perché l’ho lasciato, perché per me è finita.
    A volte ci sono spiegazioni come “Mi hai tradita e non ti perdono”, ma io non posso dire questo. A me è capitato proprio come dici tu, è arrivata la goccia che inesorabile ha riempito la coppa… ed è scoppiato tutto, la corda si è rotta e Lui è rimasto solo con quell’esteremità inutile e monca.
    Solo.
    Sei da brividi quanto ti ci metti…. oddeo santo -.-“

    • grazie cara per me è un onore❤
      Questo post non è per una persona che ho lasciato. Nè per una persona che ha lasciato me. E' dedicato ad una persona che ha lasciato perdere sè stesso.

  3. Beh, le tue parole mi vestono perfettamente, anche se non parli esattamente della situazione che sto vivendo.
    Perché forse una rottura come la mia ha origine proprio nel momento in cui l’altra persona si è abbandonata, o non si è mai “seguita” davvero e i risultati sono saltati all’occhio improvvisamente.
    Per altro sei freddamente sadica.
    E lo trovo pure giusto.
    Se ci si abbandona, se si dimentica di curare se stessi in qualche modo, capire chi lo fa, commiserarlo significa fare il suo gioco… e soprattutto significa non aiutarlo per niente.

  4. Pingback: Giornalista Chiacchierona » Tirare la corda

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