Carpacho!

Li ho sentiti nominare per la prima volta due anni fa.

Un mio amico me ne ha parlato per caso, raccontandomi la strana storia di una mucca che è finita sotto un treno.

Il suo treno.

Quello che lo stava portando da Verona alla Capitale per assistere al loro ultimo concerto che dai suoi racconti è stata una delle cose più emozionanti di sempre.

Nonostante la mucca.

Così ho ascoltato le loro canzoni, ma l’ho fatto accompagnata costantemente da quella malinconia che ti assale quando senti della musica bellissima e pensi che non ce ne sarà più.

E invece no.

Forse la mucca ha rappresentato un sacrificio necessario a qualche dio sconosciuto della musica.

Perché i Carpacho si sono riuniti e hanno tirato fuori canzonette che innamorano e fanno innamorare e insomma stasera dopo due anni di attesa finalmente me li godrò live al Brevevita e di questo sono tanto contenta.

E ringrazio Marco che in chat mi chiede come diamine ci entreremo tutti (risposta: al Breve si sta vicini vicini e ci piace così) e ringrazio i miei amici un po’ folli con i quali puoi parlare di tutto.

Mucche suicide comprese.

Questa è la mia preferita perché ecco. Sembra scritta per me eh! Perché il reale mi fa respirare in un sacchetto la maggior parte del tempo😀


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