Fight Club

Ho visto due persone combattere stanotte.

Non era la prima volta in realtà.

Da molto tempo assisto alle loro schermaglie con un malcelato sorriso che mescola invidia e non so cos’altro.

Li ho visti incontrarsi per la prima, maledetta volta.

Li ho visti sorridersi impacciati in mezzo ad una ressa umana incapace di capire il loro autentico, gemello essere.

Li ho visti cercarsi nella moltitudine divisi dalla vita e dalla necessità del dovere.

Li ho visti trovarsi in un lampo e abbandonarsi in un istante.

Li ho visti soccombere alle spietate regole della vita.

Li ho visti fingere un’amicizia che non c’è mai stata.

Li ho visti avvicinarsi impercettibilmente e li ho visti sfiorarsi.

Ho visto scintille.

Ho visto un sentimento crescere indisturbato perché impossibile, sbagliato, negato.

Li ho visti sorridersi mentre cercavano scuse per toccarsi.

Li ho visti fuggire l’una dall’altro perché spaventati da un qualcosa immensamente più grande ed importante di loro.

Incomprensibile.

Li ho visti soccombere alla strisciante e sterile quotidianità delle parole, dei gesti, della normalità.

Li ho visti spaventati davanti all’inevitabile.

Li ho visti innamorarsi di altre persone. Forse più giuste.

Forse.

Li ho visti trovarsi in quel luogo squallido e banale.

L’ho visto trasformarsi nell’alcova idilliaca.

Li ho visti credere nell’illusione perfetta.

Li ho visti amarsi disperatamente. Per poco.

Un poco perfetto.

Fatto di sabbia e sussurri. Fatto di perfezione e sguardi sostitutivi di inutili parole già sentite troppe volte.

Fatto. Di.

Li ho visti riflessi in quello specchio che conserva ancora la loro immagine perfetta. Intatta.

Perché non riesce a concepirne un’altra.

Li ho visti leggersi l’amore negli occhi splendenti come le stelle nelle quali sono immersi.

Li ho visti immersi in una bolla di passione incontenibile.

Li ho visti svegliarsi e sorridere.

Li ho visti reciprocamente nel posto sbagliato.

Li ho visti urlarsi contro la rabbia dell’odio.

Che da sempre è l’altra spietata faccia di una medaglia arrugginita e logora.

Li ho visti abbandonarsi e tornare alla rassicurante vita di sempre.

Li ho visti mentire l’uno all’altra. E a tutti gli altri.

Li ho visti mentire persino a sè stessi.

Li ho visti giocare con il destino. Che non dimentica e che torna sempre a regolare i propri conti.

Sempre.

Li ho visti ignorarsi in maniera certosina e spietata.

Li ho visti gelosi e guardinghi.

Li ho visti soffrire e piangere lacrime asciutte fatte di note e parole.

Li ho visti sfidarsi alla riffa dell’orgoglio.

Li ho visti punzecchiarsi con frecce verbali intrise di cianuro.

Li ho visti logori e stanchi e perduti.

Fino a stasera.

Quando le parole hanno lasciato il passo ai pugni. Quando i silenzi hanno svelato solchi. Quando le ferite si sono fatte reali. Quando la sofferenza dell’anima è stata sostituita da quella del corpo.

Quando il sangue del perdono ha finalmente iniziato a scorrere.

In quel momento.

In quell’abbraccio pesante. In quelle labbra spaccate. In quella voce rotta. In quegli occhi gonfi. In quel lungo addio fatto di un silenzio pregno, li ho sentiti dire l’unica verità.

La confessione di una reciproca, lacerante, inevitabile mancanza.

Finalmente.

 

4 pensieri su “Fight Club

  1. Cara Marissa,
    non ti conosco ma ti leggo: mi piace il modo in cui scrivi, mi piacciono i tuoi pensieri.
    Queste tue parole: bellissime.

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