Lezioni di diritto #2

Dopo l’immenso successo della prima edizione tornano le mie lezioni di diritto.

Stavolta parleremo del reato che potrebbe essere contestato al Sig. Alessio Burtone e cioè il ragazzo che ha colpito con un pugno una donna nella metropolitana di Roma, mandandola in coma.

Se Maricica Hahaianu non fosse morta staremmo qui a parlare di lesioni e blablabla. La donna però è deceduta il 15 Ottobre e quindi la posizione dell’aggressore è intuibilmente più grave.

I fatti sono molto semplici e tutti li conosciamo ma per comodità ve li riassumo: una lite banale, un gancio volante, una caduta a terra, una donna in coma ed infine un cadavere.

Tutto ciò in termini squisitamente tecnici prende il nome di “omicidio preterintenzionale” disciplinato dall’articolo 584 del codice penale che così recita ” Chiunque con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 e 582 c.p., cagiona la morte di un uomo, è punito con la reclusione da 10 a 18 anni”.

L’omicidio preterintenzionale dunque, è costituito dal fatto di chi, ponendo in essere atti diretti unicamente a percuotere una persona o a provocarle una lesione personale, ne cagioni la morte. L’evento morte dunque rappresenta un quid pluris rispetto all’evento effettivamente perseguito.

In parole semplici commette un omicidio preterintenzionale colui che voleva solo picchiarti a sangue, spaccarti la testa e prenderti a calci nello stomaco ma non ha intenzione di ammazzarti mica! Il fatto che tu, maledetto, sia andato a morire sono fatti tuoi.

Ma anche no.

Perché come potete dedurre dall’articolo che ho sopra riportato le pene sono piuttosto alte.

Più basse di quelle previste per un omicidio volontario (cioè un omicidio secondo l’intenzione del soggetto agente, esempio: voglio ucciderti dunque ti sparo in fronte), ovvio, ma molto più alte di quelle previste per un omicidio colposo (cioè un omicidio contro l’intenzione del soggetto agente, esempio: ti metto sotto con la macchina perchè non ti vedo attraversare la strada) qualsiasi.

Per quale ragione? Semplice. L’omicidio preterintenzionale presuppone una condotta dolosa di base (le percosse o le lesioni) a cui si aggiunge poi l’evento della morte, un evento non voluto e che dunque va oltre l’intenzione del soggetto agente e cioè del picchiatore.

Avete capito tutto?

Ora se voi avete capito tutto, dovete spiegarmi un po’ di cose perché magari io sono di campagna e nemmeno tanto tanto intelligente e pure pazza secondo l’opinione di autorevoli menti illuminate e savie.

Per quale ragione la persona che dopo aver picchiato una donna cagionandole il coma prima e la morte dopo dovrebbe essere fuori dalla galera considerando che lo stesso ha un precedente per lesioni?

Perché il trasferimento in carcere di questa persona viene salutato da ali di folla urlante? Perchè questo tizio viene osannato come una rockstar e celebrato con striscioni che recitano “ALESSIO LIBERO?

Perché continuano a dire “è un bravo ragazzo”?

I bravi ragazzi a casa mia non vanno spaccando la faccia alle tizie che aspettano la metropolitana, no, nemmeno alle tizie moleste e fastidiose e attaccabrighe. Perché dannazione se si potessero malmenare le persone appartenenti alle suddette categorie  io dovrei cominciare a mollare schiaffi e cazzotti a destra e manca ogni week end e commetterei una strage settimanale. Ed io sarei morta sette otto mila volte.

Perché se fosse accaduto l’inverso (romeno ammazza italiana) ci sarebbero state rivolte popolari e gente in piazza ad urlare “ROMENI MALEDETTI ASSASSINI TORNATE A CASA”?

Perché un tizio che scrive una lettera di scuse strappalacrime di trasforma magicamente in coccolino l’orsetto del cuore e deve essere perdonato?

Perché i suoi amici e parenti ci stanno facendo fare queste figure di merda davanti a tutto il mondo?

Io non lo so. Illuminatemi voi. Ed intanto ripetete con me.

– non si prendono le persone a pugni nella metropolitana

– non si prendono a pugni le persone nemmeno se si tratta di saccenti attaccabrighe sputasentenze e fastidiosi. Al massimo uno schiaffone ma piano. Se riuscite ,non lasciate nemmeno il livido.

– se si vede un matto che picchia una donna nella metropolitana si deve intervenire con il rischio di prendere una pizza in faccia

– se si vuole evitare la pizza in faccia ci sia avvicina e si chiama aiuto a squarciagola

–  se una persona colpisce un’altra con un pugno e la uccide, questa persona ha commesso un omicidio

– non si può ammazzare una persona e poi chiedergli scusa con una lettera strappacuore

– la legge è uguale per tutti.

Ma anche no.

(Ps: Nuovo Film, Nuova Nota di cinema dal deserto 🙂 E’ il turno di Buried. Enjoy)

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6 pensieri su “Lezioni di diritto #2

  1. Le carceri sono piene di rumeni finiti in galera (per ragioni più o meno valide) anche a causa delle “preferenze elettorali” di Alessio e dei suoi amici che ora gli scrivono striscioni con carattere “Littorio bold italic” in corpo 900.
    E tu non hai idea di quanto i reclusi (rumeni ed extracomunitari in genere ma anche no) siano ansiosi di dare il benvenuto ad un bel ragazzotto sano, palestrato e con la coscienza sporca.
    La differenza è che vorranno distribuire con calma i festeggiamenti durante il corso della reclusione, quindi, nel caso di una pena “esemplare” da 18 anni, Alessio potrebbe persino godere di alcuni lunghi periodi di calma, tranquillità e felice convivialità con gli altri ospiti del suo nuovo alberghetto.
    Diversamente, qualora dovessero sospettare che un giudice possa velocemente rivedere la sua posizione e concedere gli arresti domiciliari, concentreranno tutte le loro attenzioni su “coccolino l’orsetto del cuore” in poche settimane. Forse giorni.
    In ogni caso, puoi scommettere che mr. “gancio facile” si divertirà moltissimo con i suoi nuovi amichetti.

    • Non credo nei massacri del carcere.
      Credo nella giustizia e nella legge uguale per tutti.
      Peccato che nel nostro paese questo non accada mai.

      • Ti dirò… anche io credo in quello (oltre che nel diritto all’istruzione, al lavoro, alla casa, alla salute e ad un sacco di altre bellissime cose), ma a quei 4 ex-papponi infoiati che hanno già messo la foto di Alessio nel portafogli, di quello che crediamo noi, frega pochissimo.

        Altro che “massacri del carcere”; Alessio implorerà di essere soltanto massacrato.

        Ti assicuro che sarei il primo ad urlare “Alessio Libero” (anche in malafede) incatenandomi al cancello del penitenziario se solo avessi il dubbio che lui o un membro della sua famiglia si siano sforzati, almeno una volta in vita loro, di far in modo che l’Italia NON diventasse “quel paese in cui certe cose non accadono mai”, ma fra i tanti dubbi che ho questo mi manca.

  2. “- se si vede un matto che picchia una donna nella metropolitana si deve intervenire con il rischio di prendere una pizza in faccia”

    Beh, calma, qui c’era una matta che picchiava un ragazzo e questo ha avuto un gesto di reazione…

      • No, cioè, hai perfettamente ragione, ma su questa frase non sono d’accordo. La gente che era lì ha visto un tizio che camminava inseguito da una che continuava ad aggredirlo, e per due-tre minuti non ha reagito. Poi si è girato e le ha tirato un pugno.
        Quindi o intervenivano prima, per fermare lei, oppure non avevano nemmeno la possibilità di intervenire, dato che non è che l’ha picchiata per chissà quanto.

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