Ritorno

Non ho paura della solitudine.

Ho il mio universo privato di note e personaggi e sogni e ho quell’ inchiosto nero che imprime vita  al foglio  candido e anche se sembra poco, a me basta per non farmi sentire mai spaurita e sola e abbandonata.

Non ho paura delle lacrime perchè mentre gocciolano e scavano invisibili solchi bruciando e urlando,  lavano via  l’angoscia e ripuliscono la coscienza  fuligginosa e accartocciata facendomi sbocciare di nuovo cristallina e fresca.

Non ho paura del dolore quando è mio, non mi fa paura anche se pulsa vivo e strazia e torce e toglie il fiato perchè è sempre e solo mio e posso controllarlo e soggiogarlo e piegarlo. Dimenticarlo persino a volte.  Non come quando a soffrire è qualcuno che amo. Non quando a soffrire sei tu. Che non lo dici ma lo scrivi e lo canti e lo urli anche se fai finta che non ti senta nessuno. Perché sai che io le sento le tue urla silenziose. E la mia mano è invisibile ma tesa.

Non ho paura del silenzio quando va goduto e rispettato, quando è salvifico e ristora l’anima come un balsamo e allevia la pena e l’inutilità del dover parlare senza scopo ed ad ogni costo.

Non ho paura dell’orgoglio quando regge  e quando serve e quando è l’unica cosa alla quale è possibile appigliarsi per conservare almeno un brandello di dignità nella giungla delle scuse sussurrate, dovute, imposte e urlate.

Non ho paura del perdono se è vero, reale e tangibile. Quando non assume i toni spregevoli della pietà o del dovere o dell’opportunità.

Non ho paura del ricordo quando serve a conservare la perfetta bellezza di quelle cose che dovrebbero essere messe lì in un cantuccio e rimanere semplicemente identiche a sè stesse. Per sempre.

Non ho paura della mia fragilità, della mia capacità di dissimulare e di respirare sott’acqua e di voltarmi dall’altra parte per non mostrarmi, per celare per ingannare forse. Ma chi?

Non ho paura della mia solitudine, delle mie lacrime, del mio dolore, dei miei silenzi, del mio orgoglio del perdono e dei ricordi.

Non ho paura di me.

Ma ho paura di te.

Che tu possa fare ritorno.

(in diretta da non so quando e dal disco esterno del PC per Benedetta che non me ne ha ispirato la stesura. Ma il ricordo. Wubb 🙂 )

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3 pensieri su “Ritorno

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