“Come aborti di cow boy”.

“La cosa che tormenta di più un uomo è quella che non gli hanno ordinato di fare”

Walt Kowalski non lo puoi amare.

E’ solo un vecchio burbero maleducato che passa le giornate in compagnia della sua vecchia cagna in veranda a bere e fumare come se non ci fosse un domani, a gridare insulti razzisti ai vicini asiatici e a lustrare la sua auto amatissima ed immobile nel garage superattrezzato.

Walt sguazza nella solitudine che si porta dietro dalla Guerra di Corea, imprigionato senza saperlo nella sua casa borghese  con i  soli “tredici morti forse di più” che lo ossessionano a tenergli compagnia, abituato e quasi fiero dell’infelicità e della misantropia che lo attanagliano, fiero ma in fondo smarrito in un quartiere che non riconosce più, circondato da una comunità asiatica  che detesta pur diventandone l’involontario eroe.

Saranno proprio i diversi che ha creduto  di disprezzare per tutta la vita a  smuovere il macigno che opprime il  cuore  di Walt mostrandoci cosa c’è sotto la scorza di gelo e disgusto che lo avviluppa, cioè un brav’ uomo che detesta la società corrotta che lo circonda, priva di valori, coraggio e bellezza.

Saranno i nuovi ed inaspettati amici a regalargli un soffio di vita alla soglia della morte: perchè Clint in fondo è sempre un cow boy pistola in pugno. Sia essa di metallo o di di carne come quella che usano i bambini. Ed è proprio quel gesto infantile e reiterato a fare da presagio al sacrificio finale, quello che il soldato compie in segno di redenzione e di affetto privo di condizioni.

Ciò che le persone fanno per amore è stupefacente. Anche se il più delle volte fa male come una coltellata. Ma  quando lo comprendi è ugualmente meraviglioso.

Come una Gran Torino, protagonista silente, che corre via leggera, costeggiando il mare finalmente libera.

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5 pensieri su ““Come aborti di cow boy”.

  1. Film meraviglioso a mio giudizio, snobbato completamente agli Oscar. Mi sono riguardato il finale. Che gran personaggio Walt Kowalski.

  2. ho appena finito di vederlo per la mia prima volta. E’ una di quelle produzioni che mi piace definire Film con la F. Un grande Clint. Nei tag scrivi “capolavori (per me)”. Beh, lo sono anche per me (e, pardon, per la guida tv che mi ha invogliato a vederlo ;D )

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