Senza freni

Quando mi vedrete passare in bicicletta mi riconoscerete.

In primo luogo sfoggio con malcelato orgoglio un’ olandesina bianca da bambini.

La stessa con cui celebravo le Notti Magiche azzurre del 1990, scorrazzando su e giù per il lungomare felice e vittoriosa (almeno fino alla tremenda Italia – Argentina)  con indosso a giorni alterni la maglia n. 15 e quella n. 13 ( e non serve che io vi dica chi fossero gli illustri possessori delle stesse vero??) con tanto di “Ciao” nel cestino (all’epoca di vimini)  fazzoletto tricolore orgogliosamente allacciato al manubrio, le carte da gioco montate sui raggi per fare quel delizioso rumore che non è riproducibile con un′onomatopea  (se avete letto IT sapete di cosa sto parlando)  e la  targa con la scritta “FORZA ITALIA” sul parafango. Al nefasto 1994 mancavano ancora 4 anni e Forza Italia  era ancora una bella incitazione.

In secondo luogo ho sempre le cuffiette alle orecchie e l’ipod nel cestino impostato sulla funzione random. E canto a squarciagola. Quindi non sento assolutamente nulla di quanto mi accade intorno. Ma zero proprio. Inoltre in bici porto gli occhiali da sole. Questo significa che non ci vedo una mazza. Se mi vedete voi per primi salutatemi ed io essendo educata e vedendo che una persona mi sta salutando vi risponderò sulla fiducia. Ma è solo cortesia nuda e cruda. Non sperate che io vi riconosca. Potete urlare un saluto ed io tra una canzone e l’altra potrei riconoscervi dalla voce. Oppure dovreste strillare più forte della musica. Insomma fate voi. Se non vi saluto non prendetevela però. Non me la sto tirando, sono immersa nella nebbia anche se il sole spacca le pietre.

Ah non faccio la fenomena nemmeno quando mi alzo sui pedali per procedere. Non sto cercando di scolpirmi il fisico e nemmeno di arrivare prima. E’ che le gomme restano normalmente gonfie per circa un paio di giorni dopodichè per procedere bisogna mettersi in posizione spinning numero tre e pedalare. Non metaforicamente ma fino a farsi scoppiare il cuore.

In bicicletta non rispetto alcun segnale del codice della strada. Altrimenti andrei in giro in macchina. Quindi passo con il rosso,  occupo abusivamente i marciapiedi e faccio tutti i controsensi presenti nel centro storico della gloriosa città di Ascoli Piceno che come i cari abitanti sanno è per 3/4 ricoperto dagli odiati sanpietrini che, complice un’amministrazione comunale che evidentemente ama risarcire i danni subiti da tutti coloro che mettono i piedi nelle voragini presenti ovunque, sono ridotti in molti punti in condizioni che farebbero impallidire persino gli abitanti dello slum principale di Mumbai.

Dunque sono sorda, cieca, irrispettosa della legge, in piedi sui pedali ed infinitamente traballante su una bicicletta che mi portava a spasso quando ero una bimba più bassa e magra.

Le persone mi guardano come se fossi una mentecatta e si stupiscono di come io possa ancora essere viva e senza arti frantumati e me lo chiedo anche io.

Specialmente visto che il freno davanti continua a staccarsi continuamente.

Ora come i miei lettori sanno grazie al post sulle mie disgrazie con i mezzi di trasporto, sono sopravvissuta in maniera comica ma gloriosa al distacco contemporaneo di ambo i freni della bicicletta e simultaneo oscuramento di di ambo gli anabbaglianti della macchina in autostrada.

Capirete dunque che il misero freno davanti di una bicicletta mi fa davvero sbellicare dalle risate e quindi per 15 giorni ho resistito frenando con i piedi.  Poi ho deciso che volevo mettermi anche i tacchi qualche volta ( eh sì stavolta la sto facendo la figa) e quindi sono andata da Megnitt, celebrità locale delle riparazioni dei cicli e motocicli e ho aggiustato il tutto per la modica somma di € 2.50.  Comprensive del riaggancio del cestino e del pompaggio delle gomme.

Quando mi ha vista ripartire il Sig. Elia mi ha guardato un po’ perplesso e mi ha salutata con un ” a presto stai attenta!”

Promesso.

😉

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5 pensieri su “Senza freni

  1. meno male che faccio ancora Mountain Bike in settimana e per andare in Università ho la tesserina del Bike Sharing 🙂
    Mi raccomando, attenta ma rimani spensierata 🙂

  2. La spensieratezza è il mio modo di essere 🙂
    La vita è drammatica ed il mondo è pieno di gente stupida. Basterebbe questo per farmi impazzire. Invece ci rido su 🙂
    Grazie a tutti siete dei tesori 🙂

  3. Pingback: The Passenger « Smetto quando voglio

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