Il lupo e l’agnello.

Quando sento parlare di Craxi generalmente la mia vena dell’incazzatura posizionata al centro della fronte comincia a pulsare. Se poi sento quell’uomo definito “vittima” o “agnello sacrificale” rischio di trasformare questa tranquilla serata in una sorta di Profondo Rosso Sangue. Il mio.

Craxi era un delinquente. Condannato. Latitante.

Quando è stato condannato mio padre ci ha portati a cena nel miglior ristorante di pesce di San Benedetto del Tronto. Una magnata eccezionale.

Quando è morto ho festeggiato. Cosa? La fine di una persona spregevole che ha portato un Paese alla rovina. Fregando una marea di gente che aveva fiducia in lui, lasciando a noialtri una sola amara soddisfazione. Il famigerato “te l’avevo detto”.

Non venitemi a dire che è stato un ottimo politico. Un economista. Uno statista.  Sareste come i poveretti che ancora ripensano ai ponti e alle case popolari di Mussolini. Come  Benigni ci ricorda “pure Hitler in vita sua buongiorno a qualcuno l’avrà detto”. E magari Mao era un ottimo musicista, Stalin sapeva disegnare e Bush aveva insegnato al cane a riportargli indietro il bastone, ma tutto ciò non rende questi tizi brava gente.

Non venitemi a dire che “ha pagato lui per tutti”. E allora? Se Tizio ed io andiamo a rubare insieme, la complicità non ci rende meno ladri. Lo siamo entrambi. E andiamo puniti entrambi. Ma se Tizio la scampa non vuol dire che io non debba essere punita. Non ci vuole uno scienziato a capirlo.

Craxi ha danneggiato l’Italia più di qualsiasi altro politico mai esistito. E’ morto da delinquente non da esule. Ed in qualità di italiana onesta, mi vergogno a pensare che oggi un ladro sia stato commemorato in Senato quando eroi della Patria (avete mai sentito parlare di un paio di giudici saltati in aria, si) sono praticamente dimenticati dalle istituzioni.

Vergogna. Vergogna. Vergogna.

(Stasera vado a fare una rapina in banca. Se mi prendono gli mostro il video di Schifani che parla in Senato. Oppure la lettera che Napolitano ha inviato alla famiglia Craxi. Sto in una botte di ferro).

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13 pensieri su “Il lupo e l’agnello.

  1. Parole sante! È una vergogna quello che hanno fatto all’Italia e agli italiani onesti. Stanno riscrivendo la storia come in “1984” di Orwell. E continuano a votare Silvio! Bah.

    • Sarebbe stato di necessità Lele 😦
      Ora che ho scoperto che oggi sarebbe il compleanno del giudice Borsellino mi sento ancora più incazzata.

  2. Sono perfettamente e completamente d’accordo su tutto!
    E tutt’ora rimango stupefatta che ci sia gente, in buona fede, che lo commisera!!! Siamo ben oltre ogni umana immaginazione.

    Grazie Marissa! 😀

  3. Grazie a tutti ragazzi 🙂
    Sono felice davvero di scoprire che c’è un sacco di gente munita di cervello pensante in questo paese alla deriva.
    Grazie!

  4. Pingback: Si fa quel che si può « Marissa1331 – Smetto quando voglio -

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