‘nGè più :D

Da oggi l’ Italia si libera di una minuscola parte del giogo che il Vaticano continua a imporci da centinaia e centinaia di anni, rendendo il nostro Paese molte cose ma non uno Stato Laico, come doverebbe essere.

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo infatti ha definito la presenza di crocifissi nelle aule scolastiche “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”.

Tutto assolutamente giusto. Sacrosanto.

Ma la bigotta e scialba Italia, quella delle tradizioni e del Family Day farlocco, quella che permette ad una ragazza di starsene attaccata alle macchine per vent’anni e chiama assassino il padre che stacca la spia, l’Italia che boccia il referendum sulla procreazione assistita e sull’utilizzo delle cellule staminali,  l’Italia che applaude vescovi e cardinali e altri stregoni che affermano che il preservativo non protegge dall’Hiv, quell’Italia  lì annuncia battaglia.

Il Governo farà ricorso, il ministro Gelmini si sente offesa senza immaginare quanti italiani si sentano offesi da lei, la CEI è scandalizzata e pure Bersani non è tanto convinto di urlare “Yeah!”.

Perchè i cattolici sono tanti, incazzati e dirittodivotomuniti.

E le amministrative pericolosamente vicine.

Ora. Io non ho nulla contro il crocifisso. Non mi piace particolarmente  come simbolo religioso perchè in fondo rappresenta un uomo che crepa in mezzo a mille sofferenze. Un uomo inchiodato a dei pali. Non ce lo scordiamo. Pali che in fondo non erano esattamente così in realtà,  corpo che non era  crocifisso così perchè non sarebbe possibile, ma che è stato adattato per esigenze di copione. Al crocifisso siamo abituati ormai eh oh. Ma pensate quanto sarebbe macabra una ghigliottina appesa al muro con tanto di testa salterina nel cesto. Brr.

Non l’ho mai usato nemmeno come gioiello. E’ come appendersi un cappio intorno al collo. No? E non credo che  Gesù Cristo e la Madonna  siano stati interpellati in merito alla presenza del crocifisso in Chiesa. Maria specialmente.

Lo sanno tutti che non si parla di corde in casa dell’impiccato suvvia.

Scherzi a parte il crocifisso è ormai diventato ovunque, un complemento d’arredo. Nemmeno i cattolici lo notano più ormai. C’è sempre stato e la sua presenza è sempre stata priva di significato. Una volta a scuola una classe mise il pupazzo di Quelo al posto del crocifisso e la suora non se ne è minimamente accorta.

Ora, con le mille etnie che circolano nelle nostre città e le mille fedi religiose diverse, il crocifisso diventa addirittura fastidioso. Perchè un ebreo vorrebbe vedere forse un rotolo della Torah appeso al muro, un musulmano un versetto del Corano e un induista la dea Calì.

A ragione aggiungo.

Quindi o tutto o niente. Una parete bianca e vuota non offende nessuno. Una parete piena di simboli religiosi appartenenti ciascuno ad una diversa religione non offende nessuno. Tanti simboli o nessuno.

Tutto o niente.

Che è il mio motto attuale, aggiungo.

Ps: in merito al titolo. Per i non ascolani. n’Gè vuol dire “non c’è “in dialetto parlato veloce.

Narra la leggenda che un ragazzo era a scuola con i suoi compagni di classe durante l’ora di religione. Colto da noia mortale, il ragazzo, secondo cronache venute da chissà dove, avrebbe deciso di burlarsi della suora titolare della cattedra. Si sarebbe alzato in piedi, avrebbe indicato il crocifisso e avrebbe chiesto “chi è quello?” e la suora, prontamente “GeSù”. Il ragazzo , soddisfatto, avrebbe preso il crocifisso e lo avrebbe messo sottosopra. “E adesso?”  avrebbe chiesto ancora.

La suora era giustamente incredula ed una ragazza  (ovviamente complice)  avrebbe risposto per lei “GèGiù!

La leggenda dice che la suora  sarebbe diventata rossa in faccia. Parecchio rossa.

Il ragazzo allora, a quel punto avrebbe preso in mano il crocifisso e lo avrebbe lanciato fuori della finestra. “E adesso”? avrebbe chiesto ancora.

La suora era ormai paonazza. Secondo alcune versioni semi infartuata.

La ragazza e il ragazzo, indefessamente ed in coro avrebbero risposto ancora per lei.

“nGèPiù” ovviamente.

Io non c’ero ma suppongo che sia stata una scena esilarante. Si narra  che alla fine che ridesse anche la suora.

(Qui per l’articolo completo)

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4 pensieri su “‘nGè più :D

  1. La cosa che trovo più sconcertante è che tutte le sentenze più innovative in materia di libertà civili arrivino sempre dalla Corte di Giustizia e mai da un nostro tribunale…
    A ben vedere è decisamente triste pensare che non ci sono giudici minimamente coraggiosi, almeno nelle “alte sfere”…

    • Il coraggio purtroppo è una cosa che davvero non trovo, pur lavorando nell’ambiente. Ma proprio zero 😦
      Cmq questo è un passettino avanti. Minuscolo. Ma almeno in avanti.

    • Il fatto che una sentenza del genere esista è una cosa che può essere valutata solo in maniera positiva.
      E ci tengo a dire che crederei in quello che ho scritto anche se fossi cattolica.

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