Il “vecchio” Holden.

SE NON AVETE LETTO “IL GIOVANE HOLDEN” DI J.D. SALINGER E AVETE VOGLIA DI FARLO NON ANDATE OLTRE.

Holden ha solo 17 anni. Ma ha capito qualcosa che molte persone non razionalizzano a 80.

“La gente non si accorge mai di niente”.

Va dritta per la propria strada e nota solo quello che vuole notare. Pensa quello che è meglio pensare. Crede quello che gli fa comodo e quando capisce che c’è qualcosa che non va in voi, cerca di intuire se può avere la responsabilità del vostro stato d’animo e se si rende conto di non entrarci nulla (o se voi volete farglielo credere) passa oltre perchè in fondo, di voi non gli interessa.

Le persone sono troppo innamorati di sè stesse per preoccuparsi veramente di voi.

Holden lo ha capito e ha deciso che fare buon viso a cattivo gioco a lungo andare è logorante. E dunque si concede un week end di fuga in cui scappa e affronta la solitudine e il nichilismo, piuttosto che una falsità che ormai lo soffoca.

Holden sembra vuoto e viziato ma non lo è.

Le sofferenze del suo vissuto trapelano da poche parole ma sono ben evidenti. La perdita del fratello, affatto superata, le liti tra i genitori, le esperienze poco piacevoli e a suo dire frequenti, con persone che hanno manifestato nei suoi confronti “attenzioni particolari”

Holden non sa cosa vuole perchè non vuole nulla. Quello che  vede intorno a sè lo disgusta. La società che lo circonda è troppo farlocca e spietata per un ragazzo che da grande, sogna di acchiappare dei bambini in un campo di segale per non farli precipitare nel vuoto di un burrone. E per colmare il vuoto che lo opprime e lo soffoca si rifugia nella letteratura e nel mondo infantile della sua sorellina minore. Nei libri che divora e nella giostra di Pheobe, unici contatti con il mondo circostante che lo fa soffrire così tanto e che dunque rifugge.

Mi è piaciuto Holden?

Per amarlo, e questo è certo, è necessario essere simili a lui. Soffocati dal conformismo, anelanti della verità e disgustati dal mondo circostante.  Non perfettamente a proprio agio con le persone che si affollano intorno a voi ( non vi è mai capitato di pensare – ma sono io o siete voi? – ).

E con le rotelle non perfettamente collocate al posto giusto.

Lascio dunque giudicare a voi.

Spero solo di non fare la stessa fine.

PS: una frase meravigliosa che riassume quello che penso io della letteratura

” Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e per tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”

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Un pensiero su “Il “vecchio” Holden.

  1. Io l’ho letto poco più di un mese fa. Mi è piaciuto molto. Per come è scritto, per una descrizione notevole dell’America anni ’50, per i personaggi che si susseguono senza sosta, uno via l’altro, sempre ben descritti e “visualizzabili”.
    L’unico dubbio, non secondario, è molto pratico.
    Ma se non fosse stato un alto borghese, e non avesse avuto in mano tutti quei soldi… che fine avrebbe fatto un tipo così distante dalla realtà?
    Ciao
    Skeno

    p.s.
    Tempo fa ho letto Guerra agli umani di Wu Ming 2. Al termine ho scritto all’autore per un chiarimento e… mi ha risposto. Non è certo amicizia per la pelle ma mi ha fatto immensamente piacere!

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