Pane e Gesù.

Era un pò di tempo che non lo nominavo. Forse per una sorta di istinto di conservazione. Oggi però non posso esimermi perchè tutti i giornali, cartacei e non, parlano di lei, la fiammante, inutile, ridondante e assolutamente boriosa enciclica papale.

Che il Papa parli di economia, mi urta già assai. Che cosa vuole saperne di fame nel mondo, sindacato, globalizzazione e crisi, uno che in vita sua non ha mai lavorato nemmeno mezza giornata e che si presenta tra i popoli affamati, benedicendoli con una mano che indossa un anello che darebbe da mangiare a tutti loro per un anno? (per non parlare di quello che è ormai un tormentone mediatico, ovvero “l’orrido catenone da settechili che quasi gli spezza l’osso del collo)

Criticare una cosa senza conoscerla però, non solo non è da me in particolare ma lo ritengo davvero da idioti in generale, quindi ho cercato di spogliarmi per in istante dei panni della scettica impunita e ho letto qui i punti salienti dell’enciclica “Caritas in Veritate”.

Prima incazzatura quando scopro che c’è un ritardo nella pubblicazione perchè il latino è troppo difficile da tradurre. Conscia del fatto che purtroppo è solo un ritardo, penso che il Papa il latino potrebbe evitarlo. Poi mi ricordo che più le cose sono difficili da capire più il popolo rimane bue ed ignorante e questo oltre a lui lo sanno tutti i più grandi dittatori della storia, che dell’ignoranza hanno fatto baluardo di repressione e orrore e , ahimè, vado avanti, o meglio, inizio.

Vado avanti cercando di districarmi come meglio posso in un testo oscuro e difficilissimo nonostante il mio grandissimo amore per la letteratura difficile e impegnata, in cui si  blatera di solidarietà, di crisi e di globalizzazione in maniera assolutamente utopica e astratta, un testo antipatico perchè sembra più un esercizio di stile che una critica e soluzione ad un problema globale,  in cui vengono proposte delle soluzioni irrealizzabili e nel quale si riesce incredibilmente a dare addosso ancora una volta, alla contraccezione e all’aborto, ovvero a degli strumenti di controllo delle nascite che sono indispensabili specialmente in quei paesi flagellati da quella fame che, afferma il Papa, va combattuta con ogni mezzo, anche se non si riesce in nessun modo a capire quale.

Forse lui spera ancora nell’intervento del Capo. Io ho smesso.

(Volevo mettere una foto ma il mio stomaco ha reclamato. Forte)

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4 pensieri su “Pane e Gesù.

  1. Il Papa (o la sua cricca 🙂 ) di economia ne sa più di quello che si crede. Basta leggersi La Questua di Maltese e l’accapponamento della pelle sarà la logica conseguenza.

  2. Ma loro di economia ne possono anche sapere. Solo 1) non ne devono parlare 2) se si prendono questo disturbo devono farlo senza prendere per il culo la gente. Questa enciclica scopre l’acqua calda.
    😀

  3. Del papa o del papi???
    😀
    Cmq guarda di cazzate ne ho lette scritte da Ratzi ma un cumulo di luoghi comuni come questo non lo leggevo dal famigerato contratto con gli italiani.

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