Non ci resta che piangere.

Ieri mattina quando mi sono svegliata c’era ancora la democrazia in questo paese. Lo so perché ho controllato come faccio sempre, guardando le notizie di Sky tg 24 mentre controllo l’acqua del torrente e mi preparo per andare al lavoro. Ho un occhio aperto e uno chiuso mentre lo faccio, ma le orecchie mi funzionano ancora benissimo.

Durante il pomeriggio però, le mie certezze hanno cominciato a vacillare. Pericolosamente.

Il nostro amato Presidente del Consiglio ha affermato con il solito spiazzante e ipocrita candore di avere l’intenzione di inviare le forze dell’ordine negli atenei per bloccare l’occupazione (pacifica) degli stessi.

“O mangiate questa minestra o saltate dalla finestra” avrebbe detto in buona sostanza Silvio affermando paterno che avremo in ogni caso avuto altri 4 anni per “fare il callo” alla riforma, da lui stesso definita intoccabile.

Parole uscite dalla sua bocca. Documentate. Dalle quali non si scappa. Che non si possono ritrattare. Abbiamo le prove.

http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-polizia-all-univerisita/25439?video

Polizia a sedare una pacifica occupazione studentesca: la scialba pseudo sinistra all’opposizione definisce le parole del premier “soffiare sul fuoco”. Codardi. Io definisco quello che potrebbe succedere “fine della democrazia e della libertà di manifestazione del pensiero”. Prendere la Costituzione e farla in pezzettini piccoli. Mi viene da piangere. E da pensare al Cile di Pinochet e alla Cina di Mao. E non è un bel pensare per chi sa di cosa parlo.

Oggi però è un altro giorno. Un giorno di ordinaria follia, perché Silvio come fa sempre il giorno dopo, quando lo avvertono che l’ha sparata grossa, ha già cambiato idea. “Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realta”.

Ora le cose sono due: o quest’uomo pensa che gli italiani siano un branco di deficienti che pendono dalle sue labbra e che hanno un cervello manipolabile o non ci sta più con la testa.

Io spero che si tratti di Alzheimer altrimenti siamo nei guai fino al collo.

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2 pensieri su “Non ci resta che piangere.

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