FRINGE 01×02 ” The same old story”

Buona la seconda.

Dopo lo stupendo pilot, Fringe continua a crescere e scala velocemente la classifica delle mie preferenze televisive, con un’altra puntata densa e ricca di spunti interessanti.

Lo “schema” comincia a prendere forma: l’esperimento del giorno rappresenta un po’ il pallino della pacifica e pacificatrice America. La creazione del soldato perfetto ed invincibile, tema caro a molti altri Tf (su tutti Dark Angel e Alias).

Le scene della gravidanza rapida e della nascita e morte del super bambino sono forse scopiazzate da Invasion, ma la storia qui è assolutamente di altro livello e si dirige sicura in tutt’altra dimensione. Fringe è forse ispirato ad X files per certi aspetti e ad Alias per altri ma riesce a mantenere una buona identità.

Ottimi i personaggi: Olivia e Peter i due protagonisti sono adatti al ruolo che ricoprono anche se trovo lei un po’ troppo matura e impostata per lui (che nel mio cuoricino sarà sempre Pacey il fallito antieroe che frega la ragazza del protagonista biondo e spaccapalle).

Entrambi però, scompaiono davanti all’imponenza di Walter.

Quell’uomo parla una lingua che non capisco, usa termini che non comprendo e tratta una materia che detesto ma lo adoro. Lo adoro quando guarda il vuoto smarrito. Lo adoro quando il lampo di genio gli attraversa gli occhi. Lo adoro quando la nebbia che gli ottenebra il cervello si dissolve facendogli ritrovare la sua genialità. E’ meraviglioso come un uomo così totalmente immerso nella scienza più sfrenata abbia così tanta fede da chiedere agli altri di averne e a loro volta. Un certo, ottuso Dott. Shepard dovrebbe farci un bel discorsetto, sisi.

Molto tenera la scena finale in cui il figlio canta la ninnananna al padre, più per affetto che per poter dormire.

Ho trovato la trama dell’episodio (scienziato geniale ed impazzito per la sua creatura che per sopravvivere deve uccidere e lo fa ben calandosi nei panni dell’allegro chirurgo sega cranio, alla Sylar) buona e ben inserita nel disegno principale. Un altro tassello del puzzle che compone lo schema generale.

Ed il finale ci regala interessanti spunti di riflessione: se se Olivia fosse stata usata come cavia? E se Peter e la sua eccentrica genialità fossero il frutto di un lavoro in provetta?

Che l’esperimento continui

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