
NON CONTIENE SPOILER SULLA TRAMA.
Immaginate un Regno. Anzi no.
Immaginatene Sette.
Immaginate un territorio sconfinato che si estende per centinaia di migliaia di chilometri dalla grande Barriera ghiacciata, confine estremo del mondo conosciuto, attraversando i boschi innevati e le gelide terre del Nord in un percorso costellato da fitte foreste, alberi diga, sentinella e del cuore, fiumi tumultuosi e castelli da fiaba, fino alle dorate spiagge di Dorne , in un Sud infuocato e languido, circondato da un mare scuro e misteriososo che lambisce territori fantastici e selvaggi, abitati da popoli fieri e ancestrali.
Immaginate estati lunghi intere generazioni, autunni dorati che durano anni, trascorsi ad accumulare provviste in vista di infiniti inverni rigidi, che gelano anche il respiro.
Immaginate Case Nobili e gloriose, che si fregiano di stemmi variegati e di motti ad effetto, popolate da uomini d’onore e di spada ma anche da bastardi, assassini, traditori e spie. E immaginate congreghe di mercenari e Confraternite di Cavalieri e mantelli neri e cappe bianche e cappe dorate. E una cucciolata di metalupi trovati da sei fratelli, nella neve d’estate a Grande Inverno. Ricordatevi soprattutto di loro.
Immaginate una guerra sanguinaria combattuta per un Trono di Spade che versa il sangue di coloro che non lo meritano e la violenza dei tempi, gli stupri, i saccheggi, la fame, le battaglie gli intrighi, i tradimenti, le alleanze, le pugnalate alle spalle metaforiche e non. E gli amori occulti, quelli doverosi, quelli puri, quelli impossibili, quelli dolorosi e quelli incestuosi.
Mescolate questi elementi ed otterrete una storia avvincente, un’avventura entusiasmante un thriller mozzafiato che si dipana in 9 libri (il prossimo è atteso per il Settembre 2010) incapaci di annoiare ed in grado di lasciare il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina. Personaggi perfettamente delineati, dialoghi densi , atmosfere degne del meraviglioso Follett dell’eccelso “I Pilastri della Terra” e una minuzia descrittiva che ricorda il miglior King ( e che gli amanti del Re, dei quali faccio parte dall’infanzia, non potranno fare a meno di amare) rendono questa opera una imperdibile perchè capace di farsi amare anche da quelli che, come me, odiano visceralmente il fantasy.
Perché (e questo forse deluderà gli amanti de “Il signore degli Anelli”) di fantasy c’è solo l’ambientazione che è comunque meravigliosa: i manieri incredibili (vi innamorerete dell’inespugnabilità di Nido dell’Aquila, dell’austerità di Grande Inverno, del languore di Delta delle Acque, della maledizione di Harrental e del fasto della Fortezza Rossa) gli animali immaginari, i popoli misteriosi e i riti magici non disturbano affatto. Rimangono semplicemente sullo sfondo, al mero servizio di personaggi numerosi e maestosi, descritti nei minimi dettagli e con la meravigliosa capacità di incantare il lettore. Di ingannarlo.
Amerete chi odiavate, proverete compassione per quelli che credevate i nemici e piangerete per le perdite. Che saranno numerose. Perchè Le Cronache, sono spietate. Sono crudeli. Raccontano una storia dolorosa. E non risparmiano nessuno, nemmeno coloro che credevate al sicuro. Perchè i morti nei Sette Regni restano tali.
A meno che non vadano a fare una passeggiata oltre la Barriera.
(Ehi, inizia anche il telefilm. Leggete qui.)