
La perfezione non esiste o almeno, non mi è mai capitato di incontrarla.
Siamo esseri assolutamente fallibili, sbagliamo in continuazione e dopo tanti abbondanti shampoo di cenere, infiammazioni serie della trachea a forza di chiedere scusa e un distacco della retina a furia di lacrime siamo capacissimi di sbagliare un’altra volta. Ed un’altra volta. E ancora ed ancora.
Tanto sappiamo che le persone che ci amano sul serio sono sempre lì, ad ascoltarci fino a farsi sanguinare le orecchie, a consolarci con la spalla inzuppata dalle nostre lacrime di coccodrillo, ad incazzarsi come iene per le nostre follie ed infine, ad ingoiare il rospo e a perdonare. Again and again.
Tutto ha un limite però. Le riserve di pazienza non sono infinite nemmeno per i discendenti di Giobbe che sopportava di tutto e di più. Ad un certo punto arriva il momento di dire basta. Per tutti.
Anche per me che sono tipo la persona più paziente e buona del mondo. Di quella bontà che confina pericolosamente con la fesseria.
Quella che fa la postina del cuore. Che ha l’sms buono per tutti e che scrive la mail calumet della pace, che fa buon viso a cattivo gioco, che per il quieto vivere si farebbe tagliare un dito del piede e che non ha praticamente il permesso di sclerare e mandare affanculo la gente. Anche se vorrebbe tanto.
Arrivo al punto che inizio a odiare pure io credetemi. Anche se vi sembra impossibile
Esiste una sola categoria di persone che ha più pazienza e capacità di sopportazione di me.
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