Smetto quando voglio

Marissa1331

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Letters

Facebook è un social network infame perché una poveraccia romantica come me non può assolutamente mandare un pm per caso e ritrovarsi scaraventati addosso con inaudita violenza, incantevoli messaggi di posta vecchi di anni e anni che non fanno altro che ricordarle la sua stupidità/bipolarismo/follia/maquantocazzoeravamobelli?

Ecco, ora ho la tristezza e non mi passerà più.

Però insomma, belli lo siamo ancora e come diceva un tizio sotto la pioggia “i tempi andati sono stati bei tempi, l’importante è averli vissuti”.

E un richiamino non fa mai male, aggiungo io.

(in onore dell’epoca ascoltatevi questa che fa sempre sussultare il cuore)

(c’erano altre cose scritte originariamente in questo post. Cose cattive dirette a persone cattive di più. Persone che hanno preso il mio cuore e ci hanno giocato a calcetto sul sintetico. Ma uno dei messaggi di cui sopra, scritto da una persona che invece, al contrario, ha sempre raccolto i miei pezzi (con brevi pause) diceva “ti adoro perché sei una persona meravigliosa che sa sempre come comportarsi”.

Facciamo che sia così nonostante tutto quello che è successo nel mezzo.

T

Wet Night

Fa caldo.

Così tanto che pure i pensieri mi si appiccicano addosso e non riescono a scivolarsene via.

E allora me li tengo stretti stretti perché in fondo non sono pensieri brutti, sono solo veri ed in quanto tali feriscono i coraggiosi e spaventano i codardi.

Ed è meglio sanguinare che scappare, no?

Quindi ascolto me stessa un po’ stranita ma felice perché penso che alla fine i pensieri come questi mi servano a capire quanto io sia stata ingenua a poter solo pensare lontanamente e di striscio di disintossicarmi.

Quanto è durata l’illusione?

Uhm, scommettiamo che lo so?

Il tempo di un amore farlocco, di due canzoni sdolcinate, di 4 parole messe in croce che a rileggerle oggi mi fanno ridere e basta perché sono vuote, inutili, non mi appartengono, non le voglio e non le volevo neanche quando pensavo di bramarle più di questa stessa vita.

Avete presente una persona che sta per annegare quanto desideri afferrare quella tavola che spunta tra le onde? Avete presente quanto ne possa avere bisogno? Quanto la ami?

Ecco.

Ero malata, stavo affogando.

Mi sono curata come ho potuto.

Ma solo quello eh guarire è impossibile.

Sciocca io a pensare di potercela fare.

Io NON smetto quando voglio, non quando la posta è questa.

Io non voglio smettere.

Per questo continuo a drogarmi.

Di latte gelido e cereali.

Di questa canzone.

Di te.

Short Message Service

Certi vanno conservati.

Tipo questo.

Ti adoro perché mi basta pensarti per sorridere. Quando sono in mezzo alla merda e mi vengono i pensieri orribili ti penso e sorrido. Non so perché, anzi, non voglio pensarci al perché. Voglio solo continuare a sorridere”.

Cioè, <3.

Little Crazy Thing <3

“Quante cose si fanno per amore … “

(J.L.)

Praticamente tutte.

Anche odiare di riflesso.

Vi riporto l’odierno scambio di sms con una grande amica che mi ha fatto ridere per mezz’ora

Io (affranta) “Insomma sono convinta del fatto che Tizio si sia preso una bella cotta per Caia. Che palle. Lui è mio.”

Lei (senza fare una piega) Quindi adesso Caia non ci piace più?

That’s amore, non micio micio bau bau.

T.

Ps: Comunque devo dire che con gli amici mi è andata parecchio bene eh.

Sia maschi che femmine. Un’adorabile banda di fuori di testa che farebbe un sacco di cose per me.

Menare e forte compresa.

Uno una volta mi ha scritto il seguente sms “Tu sei il loft nel condominio del mio cuore” e un altro “se non fosse che ti tromberei a sangue, ti amerei come una sorella” e un altro ancora”più mi racconti cose di questo idiota, più mi viene voglia di salire in macchina, venire giù e di cavargli gli occhi con un cucchiaino”.

E adesso basta, altrimenti tracimo nel true love.

O nel porno :D

T.

Ps2: Amicizia. Una delle forme più perfette di amore. A parte questa. Per la quale ci vuole una sola cosa. Coraggio. E anche un gran culo, via.

T.

I can’t take my mind.

“Si odia chi si teme, si ama chi si vuole, si dimentica chi si può.”

(certe cose dovrebbero essere conservate in una teca di vetro infrangibile e lasciate lì. Così non sarebbero costrette a cambiare. Resterebbero sempre uguali a sè stesse cioè perfette. Come lo erano quando sono nate. Certe cose vorrei metterle lì e guardarle fino a diventare cieco).

<3

Sweet Sweet

Sweet sweet sweet sweet little agony 
I don’t know just where you’ve been 
But I’ll take take take 
All that you have for me 
In sin 
Where are we going? 

(Ma quanto è bello tornare a respirare dopo una lunga apnea? <3 )

Due?

 

Siamo esseri imperfetti che anelano ad una sciocca quanto scontata perfezione.

La rincorriamo follemente per tutta la vita, cerchiamo di ghermirla con il cuore gonfio di speranza e la testa piena di volontà cieca.

Scendiamo a compromessi con la nostra felicità pur di conquistarla.

Il lavoro perfetto per noi.

L’amico del cuore, quello che c’è sempre.

L’amore della vita. Quello che non ci abbandonerà mai.

Non esistono. O forse sì. Ma non è quello il punto.

Non per me.

Perché io ho avuto la fortuna di trovare te.

Che sei me.

Non perfetto per me.

No.

Semplicemente me.

Con la mia catasta di difetti. Le mie mancanze. I miei dolori. Le mie gioie. Che sono i tuoi. E i miei. Che si confondono e si accavallano e si intrecciano e si intersecano.

E’ amicizia? Oh no. Allora è amore? No.

E’ molto di più. E’ tutto.

So quello che pensi perché è quello che penso io. So come ragioni, so cosa vuoi, so quello che fai e che farai.

So come sei.

Perché lo penso, perchè ragiono, perchè lo voglio, perché lo faccio, perchè lo farò.

Perché lo sono.

Fa paura eh. Lo so, lo sai.

Ma siamo esseri coraggiosi, noi. Ci chiamano spavaldi. Temerari. Folli a volte. Lo siamo? No.

Siamo solo gente che vive io e te. Non che tira a campare. Siamo privi di abulia. Non abbiamo tutte le rotelle al posto giusto. Non siamo dotati di pazienza. A volte invece ne abbiamo troppa. E come dici sempre tu “il nostro cervello gira più veloce e non c’è niente da fare. Non sono loro ad essere così stupidi e inetti e ignavi. Siamo noi ad essere fatti diversi”

Idioti? Tanto.

Ci perdiamo in un bicchiere d’acqua.

Ma ci ritroviamo in uno sguardo, in un sorriso, in un abbraccio.

In un bacio.

Non servono parole. Non a noi. Quelle lasciamole a chi non ha altro da dare.

Per noi basta una canzone.

Quale?

La so, la sai. La sappiamo.

Perché darla in pasto a tutti gli altri?

Buon ascolto.

A me, a te.

(sono le 7 del mattino, fa un freddo boia ed è stato bellissimo fare l’alba insieme. Ancor più bello è stato scrivere questo testo. Che leggerai un giorno ma non adesso. Che poi ti monti la testa.)

T.

<3

“Sarebbe stato bello invecchiare insieme”.

E invece …

Auguri baby. Mi manchi. Sempre.

Io e mia nonna #2

Sono sicura di avervi già parlato di mia nonna.

Mia nonna è un soggetto.

Una donna di quelle di “una volta”, di quelle che “non ne nascono più”, le casalinghe dedite al marito e alla casa. Quelle donne gioiose senza rimpianti o frustrazioni.

Mia nonna conosce qualsiasi film western esista, e per “li conosce” non intendo “ne conosce la trama” ma vuol dire che se tu le chiedi “nonna che cosa succede se un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile?” lei ti risponde pronta “l’uomo con il fucile è un uomo morto”!

Mia nonna quei film li conosce perché piacciono a mio nonno e vederli insieme era un modo di renderlo felice. Non credo che i miei nonni abbiano mai visto la televisione separati in 57 anni di matrimonio.

Mia nonna pulisce la casa come uno specchio ogni giorno, stira qualsiasi superficie di stoffa stirabile compresi gli strofinacci e le mutande, mette a bollire il sugo la mattina alle 8 (se si tratta di ragù anche il giorno prima) e cucina sempre per il doppio o il triplo delle persone previste perché “non si sa mai”.

Mia nonna mi ha regalato la chiacchiera, la saggezza, una vena di pazzia ed il mio metabolismo incredibile, allenato da 31 anni di pranzi composti da 4 portate più dolce e caffè con la panna.

Mia nonna mi ha cresciuta così a suon di sberle, prediche infinite, odio antifascista, disprezzo per Berlusconi, tagliatelle fatte in casa, olive ascolane, crostate di pastafrolla e lezioni di vita, spesso racchiuse in un pugno di detti popolari venuti da chissà dove che io uso quotidianamente.

Eccone una sparuta rappresentazione.

1) Male non fare e paura non avere.

Comportati sempre bene e sii a posto con la tua coscienza. Così facendo non dovrai avere mai paura di nulla nè sentirti in colpa per niente. E se gli altri si comporteranno male con te, non ci farai nemmeno caso perché è un problema loro. (Sperimentato quotidianamente. Funziona.)

2) Fai del bene e scordati, fai del male e pensaci.

Non fare del bene pensando che ti possa tornare indietro. Fallo e dimenticatene. Se invece fai del male alle persone, pensaci su. Perché ti tornerà indietro sicuramente (testata personalmente. Tutto vero).

3) Non discutere col porco perché perdi tempo e infastidisci il porco. Rivisitazione della più famosa “A lavà la testa de lu somare pierde tiempe e sapò” (A lavare la testa all’asino perdi tempo e sapone).

Non perdere tempo a discutere con le persone che non vogliono (o non possono) capire quello che tu vuoi dire loro. Tu perdi tempo e loro si infastidiscono e basta (la regola aurea consiste nel ragionare solo con coloro che hanno un quoziente intellettivo pari o superiore al vostro. Gli stupidi ignorateli. Vi inquinano).

4) Fai del bene al porco che ti rivolta il trocco.

Non importa quanto tu possa trattare bene certe persone. Loro continueranno a non apprezzarlo (quindi direi che sia il caso di smettere e di cominciare a prenderli a pizze in faccia, o no?)

5) Ci siente cerqua ‘nda tona? O anche “ce siente cerqua n’da tagghia ssa’ccetta? (Senti, quercia come tuona? Senti quercia come taglia questa ascia?)

E’ la variante ascolana del più classico “te l’avevo detto!” (la frase che preferisco dire e quella che maggiormente odio sentire)

6) Lu munne è rotondo e gira. Somare miè qua dovrai ripassà. (Il mondo è rotondo è ruota in continuazione. Asino mio prima o poi dovrai ripassare qui).

Non importa quanto tu mi abbia fatto male. Non importa cosa tu mi abbia fatto. Prima o poi tornerai da me (e pagherai tutto e caro).

7) Pè conosce bene na persona ci dive magnà insieme sette sacchi de sale. (Per dire di poter conoscere una persona devi mangiarci insieme sette sacchi di sale)

Non potrai mai essere sicuro di conoscere davvero una persona. Le persone non finisci mai di conoscerle. (Quanto è vero).

Mia nonna spacca.

E se solo potesse, vi inviterebbe tutti a cena.

Sarebbe un momento bellissimo per voi, vi assicuro.

T.

Spatapapam

I miei amici Fabio e Lella si sentono un po’ emarginati e soli ultimamente perchè mancano di una cosa ormai essenziale per il progresso dell’umanità tutta.

Il blog.

Ma dove vai se il blog non ce l’hai?

Ti compri un paio di mutande nuove e vuoi farlo sapere a tutti? Apri un fashion blog.

Viaggi come un pazzo e vuoi che tutti ti lancino macumbe e ti  provochino un uragano a gennaio a Zanzibar? Apri un travel blog.

Pensi si essere un novello Leopardi, sei sempre depresso e canti alla luna? Apri un blog di poesia.

Vuoi lanciare frecciatine odiose al tizio che ti piace tanto e che esce con quella bionda insulsa con le gambe che le arrivano al mento, sì, ma che non sa nemmeno cosa sia un blog? Fagli sapere quanto sei felice con il figo intelligente, ricco e bello con cui stai uscendo tu.

Faglielo sapere dalle pagine del tuo blog, ovviamente.

Ora voi potrete obiettare che per tutto questo c’è il semprecaro Facebook.

E invece no.

Perchè su Facebook, le foto, gli status frecciatina, le canzonidedicanascostamanontroppo, gli sberleffi e le note  andranno perdute come le famosissime lacrime nella pioggia. Sul blog  invece rimane tutto, nero su bianco e se aggiungi tra le opzioni un bel tasto “search” ci metti anche un istante a trovarlo.

I blog sono belli perchè significano soprattutto una cosa: libertà di dire quello che ci pare, quando ci pare e come ci pare. Quelli che leggo assiduamente li trovate nel mio blogroll a destra ma oggi voglio evidenziarvene 4.

In rigoroso ordine alfabetico:

“Ci ho il bloggo esistenziale”

Pensate che me ne capitino di tutti i colori? Che io sia una pazza scatenata?  Una cazzona isterica ma in fondo meravigliosa? Soprattutto, vi piace il mio blog? Allora amerete questo qui. Riderete fino alle lacrime ve lo garantisco grazie alla Cocchi e alle sue mirabolanti disavventure. Eccezionalmente, adesso in diretta da Londra.

E c’è anche tanta bella musica che non guasta mai.

“Due ricche porzioni”

Abitate da soli? Siete single? Le buste di risotti liofilizzati e  i vasetti di sugo pronto sono i vostri migliori amici? La cucina sana non sapete nemmeno cosa sia? Mangiate velocemente davanti alla tv? Soprattutto, non sapete cucinare o non ne avete il tempo o la voglia? Questo è il vostro blog. Il suo proprietario è un martire che quotidianamente si immola per voi e assaggia tutto l’assaggiabile. A patto che sia racchiuso in una busta, un vasetto, una latta o una scatola. Imperdibile.

“L’angolo di Andrea”

Pensate che il vostro pessimo umore sia dovuto al famigerato Saturno contro? Che la luna influenzi le vostre giornate? Che il sole stravolga il vostro segno? Per voi la casa non è fatta solo di 4 mura, i gemelli non sono solo due persone uguali e i pesci non stanno nella boccia? Bene, siete capitati nel posto giusto e con la persona giusta. Che di astrologia ne sa perchè ne studia. E che ha il merito di avermi fatto leggere il primo oroscopo della mia vita. E che non vede l’ora di farmi il quadro astrale per dirmi che la mia sfiga finirà a gennaio e che entro breve incontrerò il principe non azzurro ma turchese con la quale vivrò felice e contenta tra un piatto volante e l’altro.

Non perdetevi i suoi oroscopi trisettimanali (più o meno).

“Quando si spara si spara, non si parla”

Vi piace il cinema? Le luci che si spengono, l’oscurità della sala, i trailer prima del film ed infine quel paio d’ore che sono un condensato di emozioni, risate, lacrime, orrore, spavento, amore, morte o oblio? Vorreste qualcuno con cui condividere le vostre sensazioni una volta concluso lo spettacolo? Se la risposta è sì, siete fortunati perchè avete trovato qualcuno che vuole condividere le sue con voi. Da un punto di vista  solitario e originale. Se non è una recensione quella che state cercando ma un condensato di sentimenti che traboccano trasformandosi in parole, se non volete sapere perchè la trottola gira ma vi emozionate quando passa il treno, se non cercate soluzioni e razionalità ma sensazioni che non hanno nè un nome nè una spiegazione, fermati e leggete.

In ogni caso, buon divertimento.

PS : Fabio e Lella sono due persone sagge. I pazzi siamo noi. E loro lo sanno ma ci vogliono bene lo stesso. Forse ci vogliono bene per questo.

T.

 

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