Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivio per la categoria “Cose fighe”

Spinoza (e tre)

Vi aspetto tutti!

L’uccellino mi ha detto che dopo la presentazione del nuovo Spinoza, presso la stand Aliberti ci sarà la festa de “Il Male” con Vauro e Vincino e tutti noi dello staff.

Vauro firmerà le copie di Vade Retro e Vincino parlerà un sacco dei bei tempi andati.

Noialtri saremo quelli con il bicchiere in mano.

A domani (se non mi chiederete un autografo vi spaccherò il bicchiere in testa)

Marissa.

Santa sia la musica (Perturbazione live al Concordia di San Benedetto del Tronto, 22.04.2011)

Concerto di Venerdì Santo.

Perturbazione davvero magnifici.

Una meraviglia.

Nonostante io come al solito abbia pescato la carta “imprevisti”.

E non avevo nessuna probabilità dalla mia parte.

E invece vedi, la gente ti stupisce. Sempre.

Vabbeh.

Scegliamo 3 canzoni per celebrare l’evento.

Questa la scelgo perché

Se non è vero che hai paura 
non è vero che ti senti solo 
non è vero che fa freddo 
allora perché tremi in questo agosto?” (aprile, maggio giugno luglio?)

Questa perché i sogni sono liberi sì, ma un fuoricampo capita una volta sola. E come ti giustifichi se è capitato a te? E quali regole ti dai? Giochi o non giochi?

Questa perché in fondo ne abbiamo bisogno tutti. Di fortuna certo. Ma anche di qualcuno che ci dica semplicemente “buongiorno”.

Grazie mille all’associazione Occhio per Orecchio che ci organizza sempre questi eventi qui ( e a Giulia che ci tiene sempre i biglietti, così sulla fiducia)

We love you guys <3

Freaky Friday

La croce.

Potentissimo simbolo di dolore e supplizio.

Ognuno ha la propria croce caricata sulla schiena e lentamente percorre l’impervia salita che porta in cima alla collina.

Ognuno la trascina lungo il Calvario.

C’è chi ne è pienamente consapevole.

C’è chi fa finta di niente.

C’è chi vorrebbe mollarla ad ogni passo. Ma sa che non può farlo.

C’è chi la abbandona e senza rendersene conto ne abbraccia una ancora più grande e pesante.

C’è chi alla fine arriva ad amare la propria croce. A non sentirne più il peso. Dimenticandosi cosa voglia dire “essere leggeri”

Pure Gesù ogni tanto poggiava la sua croce lungo il cammino.

Fatelo anche voi. Fumatevi una sigaretta sulla strada del supplizio. Scambiate 4 chiacchiere con gli altri. Magari vi renderete conto che la vostra croce non è poi così pesante.

Alla fine arriverete in cima alla collina.

Scollinate.

Dall’altra parte c’è il sole.

Perchè, in fondo, l’unica cosa bella che c’è in una crocifissione è la speranza della resurrezione.

E quella nessuna croce ce la porterà via. No?

Ps: io stasera celebrerò il Venerdì Santo come lo scorso anno.

Niente via crucis, niente adorazione della croce, niente processione del Cristo Morto.

Solo bella musica. E tante risate si spera.

Perché angustiarsi in fondo, a cosa serve?

Lo sappiamo tutti come andrà a finire.

Bene.

The Passenger

Oggi ho rimesso in uso la bicicletta.

No, non quella storica di cui vi ho parlato qui , non la mia mitica olandesina bianca compagna di mille avventure, complice di duemila fughe, assistente in centomila marachelle. Quella lì me l’ha rubata un ladro stronzo e senza cuore a cui non ho mancato di augurare le peggio cose.

Da oggi vado in giro con una bicicletta seria.

Così seria che quando Elia mi ha vista (una pompatina alle gomme è d’obbligo) mi ha detto “ohhh finalmente c’ha na bicicletta normale!”.

Così figa che il mio amico L.C. vedendomi sfrecciare in Piazza Arringo (facevo le prove perché questa bicicletta qui è talmente cool che ha le marce ed io momenti non mi appiccico un paio di volte stamattina) mi ha guardata perplesso e poi mi ha detto “Oh Tati ma con ssà bicicletta non ti avevo riconosciuta. Ammazza non è da te!”.

Naturalmente, essendo io una romantica nostalgica, odio la mia bellissima bicicletta e rivorrei la mia, scassata piccola e arrugginita.

Perché le cose nuove fiammanti magari offuscano per un po’ i bei ricordi ma mica per sempre eh.

I ricordi belli sono indelebili e rimangono lì piantati nel tuo cuore. Non vanno mica via.

Quindi la mia bicicletta io la ricorderò per sempre.

Adesso le cose sono cambiate però.

Adesso ho una bicicletta nuova che imparerò ad amare.

L’ho inaugurata nel migliore dei modi. Cantandoci sopra questa canzone a squarciagola.

E’ proprio la fine del mondo

Io nel 21.12.2012 ci spero.

Tanto.

La selezione naturale è indispensabile.

Ci rafforza fisicamente ed intellettivamente. Ci rende più belli, più sani, più svegli.

Migliori.

Io do per scontato di sopravvivere alla temibile profezia Maya.

Ne sono certa. Anche perché sono perfettamente qualificata alla sopravvivenza. So fare una tracheotomia d’urgenza con una penna a sfera, mangio qualsiasi cosa compresi altri esseri umani (morti) all’occorrenza, so guidare bene, mi adatto a dormire ovunque e basta che mi si dia qualcosa da leggere o della musica da ascoltare e sto anche parecchio zitta.

E non dimentichiamoci nemmeno che ho letto “L’Ombra dello Scorpione” non si sa quante volte.

Per sopravvivere dunque, sopravvivo. Ed il più è fatto.

La compagnia è un altro discorso.

La mia fortuna nei rapporti umani è notoria.

Vale a dire che ad Ascoli rimarremo io e qualche fan sfegatato di Vasco Rossi scampato non si sa come all’ecatombe che mi costringerà ad un litigio furibondo condito da una reciproca “stizza” dopo averlo sentito canticchiare per la milionesima volta il solito “va beh, eh beh”.

Oppure sul cumulo di macerie, ci ritroveremo io ed un tizio qualsiasi che per qualche ragione odio, mi sta sulle palle e vorrei vedere morto. Invece no. E’ sopravvissuto. E continuerà ad irritarmi.

Per sempre.

Comunque guardiamo al lato positivo suvvia.

Sono sopravvissuta! E vi dirò, se il mio compagno irritante è moderatamente figo potremmo anche avere una storia di ripiego. Una botta e via eh niente di serio. Posso dimenticare quanto è odioso, ma solo per qualche minuto.

Se invece è fan di Vasco, beh mi dispiace ma non ha proprio nessuna chance.

Comunque, la fine del mondo sarà una bella cosa. Ricominceremo tutto da capo e buonanotte al secchio.

Peccato che tutti i miei piani siano stati sconvolti dal mio amico Andrea che di stelle ci capisce e che l’altro giorno, sul suo blog,  con le sue dotte spiegazioni, ha incasinato tutto quello che in maniera certosina avevo già programmato.

Già, perché io sono talmente secchiona che nemmeno dalla fine del mondo posso farmi cogliere impreparata.

Ps: Amici e lettori fan di Vasco in realtà io vi amo. Soprattutto apprezzo la vostra tenacia nonché la resistenza al sonno <3

Ps: Vasco non lo metto nei Tag che il pensiero che qualcuno digitando il suo nome capiti nel mio blog mi toglie il sonno, mi toglie. E questo post volevo intitolarlo “A che ora è la fine del Mondo” ma non l’ho fatto. Indovinate perché?

Fresh Start!

Come ben sapete ho la fortuna e l’onore di essere un’autrice di Spinoza.

Mi rifiuto di pensare che non sappiate di cosa io stia parlando perché ne ho scritto qui e qui ma anche qui e qui e soprattutto ne ho scritto (e documentato con bellissime foto) qui.

Come ama ripetere il mio amato capo “qualche tempo fa qui era tutta campagna”.

Beh, direi che tra poco verrà a cercarci la forestale perché stiamo decisamente disboscando.

Perché in poco tempo Spinoza è cambiato. Cresciuto. Migliorato e maturato.

La struttura è sempre la stessa non temete. Perché noi siamo rimasti il solito branco di amici cazzoni (muniti anche di minibiografia) che amano ridere ( e deridere) di tutto e tutti e che cazzeggiano in allegria su Skype, cercando di sfornare quella satira dissacrante che non fa sconti a nessuno dedicata a persone dotate di sagacia.

Dedicata a voi.

A tutto ciò abbiamo aggiunto una manciata di rubriche che vi faranno ridere, incazzare e riflettere.

Ed è solo l’inizio. Stay tuned.

 

Do you remember?

“Fa male respirare”

” Mi siedo e mi chiedo << cosa ci faccio qui?>>”

Stanotte ho sognato di guardare il tramonto dal molo di Santa Monica.

Poi mi sono resa conto che non si trattava di un sogno ma di un bellissimo ricordo.

Dannazione.

(vi prego, notate tutti la fantastica maglietta “The Goonies”. Eccezionale.)

e visto che ci siamo

 

 

Ricoveri virtuali

Eh già.

Questo sarebbe il momento del post di fine anno.

E invece no.

Perché quest’anno è stato talmente tremendo e orribile e inutile da non meritarsi nemmeno un post dedicato.

Ne celebrerò la fine (finalmente) pubblicando il collage degli status di Facebook che Facebook ha scelto per me e un video che vi convincerà tutti a cancellarvi da Facebook.

O forse no.

Perché alla fine abbiamo bisogno tutti di postare la canzone che rispecchia il nostro stato d’animo, lo status frecciatina, lo spezzone di film dedicato e la citazione sibillina.

Diciamolo.

Di quella farlocca vetrina dove mettiamo in mostra le nostre ambizioni, dello specchio dei nostri sogni e del nostro pubblico non possiamo fare più a meno.

Possiamo fare finta di essere diversi. Possiamo illuderci di essere superiori. Ma la verità la conosciamo benissimo. Siamo come tutti gli altri.

Internati in un ricovero virtuale.

E adesso sotto con in buoni propositi.

Voi.

Io rileggo i miei status random e mi rendo conto che quest’anno, non ne farò.

Buon anno :)

(è incredibile come nei miei status ci sia proprio io. Incredibile come ci sia una frase che rispecchia esattamente me stessa. Una frase che non ho scritto io. Funny.)

Eh ah, visto che ci siamo, ascoltatevela va :)

 

(Caro Godano, la lingua batte sul dente che duole dunque, ricoverati pure te)


Cambio vita?

Ecco.

E pensare che uno dei miei propositi per il 2011 era seccamente “cambiare vita“.

Niente più aperitivi selvaggi fino alle 23 del Venerdì sera, niente sigarette random, niente alimentazione a base di tartine da aperitivo ma vita sana, acqua liscia e tanto sport (ed un cappio, eventualmente).

Era tutto pronto.

Invece la scienza mi viene in aiuto.

L’intelligenza è un bene prezioso ed elitario.

Io non me la sento di sprecarla.

Poi, fate voi.

 

Politically Incorrect Christmas

Ognuno trascorre il Natale che si merita.

Dicono che oggi dovremmo fumare chilometrici calumet della pace, riempire i nostri cuori di letizia e vestire le nostre bocche di sorrisi.

Dicono che oggi dovremmo essere felici.

Chissà.

Io dopo la notte di Natale più alternativa degli ultimi 10 anni ascolto i Ramones e penso a indirizzi che fanno ridere troppo (e che fan sì che questo post vada inserito di diritto nella categoria “ma perchè capitano tutte a me?”) a corse sui tacchi, a Babbo Natale, a scelte di film non visti e ad una bottiglia di punch.

E Buon Natale ma non a tutti.

Solo a chi se lo merita.

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