Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “giugno, 2012”

“The things I do for love” (cit)

Chissà cosa si prova.

Chissà.

Non deve essere facile ingoiare rospi così grandi e velenosi, vero?

Dimenticare le brutte parole ascoltate, i torti subiti, le mancanze di rispetto, il palese, continuo, umiliante menefreghismo. Deve essere difficile scordare la lacerante amarezza provata, le cattiverie continue, le lacrime amare ricacciate indietro a forza, le attese interminabili.

Per aspettare chi, poi?

Un’idea che esiste solo nella tua testa, un sorriso di convenienza, una carezza rubata che brucia sulla pelle, più cattiva di uno schiaffo, occhi grandi che non brillano per te, mai, occhi dolci solo in apparenza che nemmeno una volta ti hanno guardata con amore, un bacio che sa di veleno, un tempo rubato sottratto all’onestà, una passione malata che ti scava soltanto un buco dentro e ti risucchia in una voragine di menzogne, di segreti malcelati, di bugie crudeli.

Quanto fa male l’indifferenza? Quella cattiva, quella autentica. Fatta, non di mancate parole e di atteggiamenti sdegnosi, ma di esibizione continua, di tacche su una stecca, interminabile e vergognosa quanto vuoi, ma reale.

Come fai a perdonarla?

Deve essere terribile adesso, soprattutto. Fare finta di niente, fingere spudoratamente che tutto vada assolutamente bene, autoconvincersi che le persone non cambino e che, in fondo, se ci piacciono da anni un motivo ci sarà, stamparsi sulla faccia un sorriso che sempre più somiglia ad un ghigno, sopportare gli sguardi di compassione o di derisione di coloro che sanno e nonostante tutto non riuscire a smetterla, non riappropriarsi della propria dignità e della propria integrità, andare avanti così, verso la distruzione perché tanto è sempre stato così e lo sarà sempre.  Per sempre.

Solo che il baratro non è mai stato così vicino. Mai.

Ed io lo che lo sai, in fondo. Lo so perché, non dicendomelo, me lo hai detto tu.

Ma dimmi.

Quanto costa sanguinare dentro? Rinnegare quello in cui si crede? Buttare alle spalle il proprio orgoglio? Calpestare la propria credibilità? Mentire malamente e continuare  a dire bugie sapendo di farlo? Gettare fango gratuitamente addosso a persone che non se lo meritano e lo sai?

Quanto ti pesa farlo? Quanto ti fa male?

Probabilmente nulla. Anche se io credo che male te ne faccia, e tanto.

E comunque, non importa.

Io ti perdono.

Perché tu, tutto quello che fai, lo fai per amore.

E, “cosa non si fa per amore” (cit)

T.

Dedicato in particolare ad una persona che non ha colpe, se non quella di essere innamorata da sempre di una persona sbagliata, anche se leggendo queste righe, spererà profondamente che io non stia parlando di lei. Mi spiace cara. Parlo ESATTAMENTE di te e ti perdono.

Dedicata in generale a tutti coloro che amano la persona sbagliata senza riuscire a smettere. Non vergognatevi, non c’è vergogna nell’amare una carogna. Anche perché poi, passa.

Pretty Little Liars.

“Non dirlo a nessuno, mi raccomando!”

“Guarda che lo sai solo tu, quindi se si viene a risapere ti uccido”

“Non dire mai che te l’ho detto, perché se lo verrà a scoprire mi ucciderà ed io morirò”

Quante volte ho sentito queste parole. Quante volte mi sono state dette. Tante, tantissime, forse troppe. Ed io, per amicizia, per amore, per rispetto, per stupidità o semplicemente per pararmi le chiappe, sono sempre rimasta in silenzio, anche quando avrei avuto mille motivi per parlare, per sputtanare, per ferire.

Non tutti i segreti sono uguali però. Ne esistono di varie tipologie ed ognuna di loro fa caso a sé.

Io che ne so talmente tanti da non volerne più sapere, potrei fare un inventario.

Tipo, esistono quei segreti inconfessabili che non puoi che condividere solo e soltanto con le persone che erano con te, mentre quello che si sarebbe tramutato nel segreto inconfessabile, stava avvenendo. Sono segreti divertenti, gioiosi, che fanno un po’ arrossire e che sfumano quasi nel sogno a volte perché, in fondo, non ne parli mai, non ne parleresti mai e poi mai a nessuno, anche se poi, basta un aneddoto, un gesto, uno status dei tuoi compagni di merende, per iniziare a ridere di nuovo e a scuotere inconsapevolmente la testa, non per dirsi “oh no, che cosa ho fatto” ma per convincersi di non aver sognato, appunto.

Esistono poi i segreti di pulcinella. Quelli che conoscono TUTTI, tranne i diretti interessati. Che magari, pensano anche di essere i fenomeni del caso e di essere riusciti, grazie al loro intelletto sopraffino, a scampare alla allegra gogna nazional popolare. Al chiacchiericcio. Al pubblico ludibrio.Che ingenui! Questi sono i segreti che fanno ridere tutti gli altri, quelli che vengono sussurrati alle spalle dei poveri inconsapevoli e che passano rapidamente di bocca in bocca, spesso coadiuvati dal moijto in più del sabato sera. Sembrano i segreti più innocui ed invece sono i più crudeli in assoluto perché dietro ad un segreto conosciuto da tutti, si cela una persona che, ahi ahi ahi, ha chiacchierato. Ma si vede che ve lo siete meritati.

Ci sono poi i segreti pesanti. Quelli che non vuoi sapere e che invece ti raccontano lo stesso. Sono quei segreti insanguinati che lacerano le certezze, che distruggono amicizie che a volte non sono immediatamente creduti, perché prima devono essere metabolizzati, spesso con grande fatica e con estremo dolore. Sono formati dalle grevi parole che non vuoi ascoltare, suscitano immagini che non potevi immaginare anche se in fondo, ripensandoci, sono il tassello che spiega quello che non capivi, la chiave di volta dei tuoi sospetti, che infine crolla, portando con sé il castello della fiducia, maniero di quello che ti avevano fatto credere e che invece, non era.

Esistono, infine, i segreti che vuoi rivelare. Perché nel tuo profondo, sai che tutti dovrebbero conoscerli. Che tutti meriterebbero di sapere. Sono quei segreti saltellanti che insistentemente battono sulla punta della tua lingua,  che continuamente solleticano le tue labbra e che sono sempre lì per lì per uscire. Sono i segreti più pericolosi, quelli che troppo spesso non vengono fuori solo perché le conseguenze sarebbero disastrose per un bel po’ di gente, e perché, in fondo, noi che li conosciamo e che potremmo raccontarli a tutti, non abbiamo nessun interesse a distruggere una persona gratuitamente. Ma potremmo farlo, in qualsiasi momento e se non lo facciamo è solo perché siamo delle brave persone. Un consiglio però: non sfidateci perché la bontà non è eterna.

E nemmeno la pazienza.

T.

Ps: Insomma, ognuno ha i propri segreti. Anche io ne ho ma sono ben custoditi. Perché sono conosciuti solo da persone di cui mi fido come la mia vita. Persone che chiamerei se dovessi nascondere un cadavere.  E che non mi hanno mai, mai delusa. Nemmeno una volta. Quanto a voi, sappiate che per ora, ho deciso di continuare a conservare anche i vostri, di segreti.  Anche se, francamente, non so come facciate a dormire la notte, viste le cose che so di voi.

(Grazie a C.M. che mi ha ispirato questo pezzo. Lo dedico a lei perché sa un sacco di segreti e non li racconta. Ancora).

T.

Grazie a voi.

Dice sempre mia mamma che nei momenti brutti della vita, bisogna consolarsi guardando chi sta peggio di te.

Ed io l’ho sempre fatto.

Pensando che, in fondo, cosa mi manca?

La casa ce l’ho ed è bella grande, adatta per le feste e le cene sul terrazzo, gli amici pure, sono piuttosto spettacolari e quelli rimasti sono anche quelli veri, anche perché quelli che veri non erano si sono auto – eliminati e amen, peggio per loro,  l’amore va benissimo nonostante i gufi, grazie, Beatles mi morde ma lo fa perché mi vuole bene la mia adorata palla di pelo cicciona, viaggio un sacco e vedo talmente tanti posti meravigliosi che dovrò un secondo fermarmi perché sono arrivata al punto che il mio cuore non riesce a contenere bene tutto, mangio e bevo come una dannata ma nonostante questo resto ancora discretamente figa, lavoro un sacco e se tutti mi pagassero regolarmente sarei anche piuttosto ricca ed il sabato sera riesco a divertirmi con un 4 amici, qualche mojito e un po’ di risate.

Sono obiettivamente una persona molto fortunata.

Nonostante questo però, capitano quelle settimane un po’ così, in cui in fondo non succede niente di grave però accadono tante piccole cosette che, messe in fila, ti fanno venire voglia di alzare gli occhi al cielo e dire al Padreterno “cazzo sono stata appena ora in Terrasanta, pure l’acqua del Giordano ho bevuto, che vuoi da me? Perché non te la prendi con Tizia che è una brutta strega falsa che fa le corna al povero fidanzato inconsapevole???”

Eh già, capitano quelle settimane in cui cadi dalla bicicletta, spacchi il pc e non hai i soldi per comprarne uno nuovo, il cane ti mangia le adidas nuove, devi pagare l’IMU, sai che tra poco ti arriveranno 1.000 euro da pagare alla cassa forense maledetta, vai al mare e non superi la prova costume ed infine ti fregano i secchielli dell’umido e quest’ultima minuscola goccia ti fa inferocire a tal punto da costringerti, tuo malgrado, a lanciare anatemi mortali al ladro da tutti i social network al quale sei iscritta.

Allora, in quei momenti di scazzo, quando la rabbia ti fa salire i lucciconi agli occhi, ricordi la saggezza materna e mentre respiri, tentando di sciogliere il grumo di sangue che ti intasa la vena sinistra della tempia, inizi a pensare a quelli che stanno peggio di te.

Solo che rivolgere il pensiero alle persone afflitte da malattie mortali, o ai bimbi dell’Africa pare eccessivo e allora io ho deciso di pensare a tutti Voi, “amici” miei.

Un minuto di silenzio, dunque, per tutti quelli che sono troppo impegnati a macchinare, mentire, manipolare e fregare gli altri e che hanno da lungo tempo dimenticato cosa voglia dire essere felici:

uno per quelli che, troppo presi a fare la coda di pavone, non si rendono conto di quanto la stessa sia spelacchiata;

uno per per coloro che sono fidanzati con persone che palesemente non amano;

uno per quelli che devono esorcizzare la noia, il mal di vivere e l’insoddisfazione, frequentano posti “inn” annoiandosi a morte;

uno per tutte le persone false e bugiarde, quelle che fanno i sorrisi a 47 denti e che poi ti vorrebbero affondare un bel pugnale acuminato dietro la schiena e che, ops, lo hanno fatto;

uno per quelli che perdono il loro tempo, le loro energie e la loro salute ad odiare. Amate. E’ gratis. E se amerete, qualcuno amerà voi;

un minuto per te, uno per te e un altro per te. Per Voi tutti che mi fate sempre ricordare di quanto io fortunata, intelligente, magnifica e amata sia.

Grazie.

A tutti voi.

T

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