Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “dicembre, 2011”

Merry Blablabla

Buon Natale a tutti quelli che non me l’hanno detto.

Anche se muoiono dalla voglia.

I don’t know

Mi hai chiesto come si fa a smettere di essere innamorati.

Non potevo vederti mentre me lo stavi chiedendo, è un mondo fatto per lo più di parole il nostro, quel nero su bianco che fa tanto spietato ma onesto. Incancellabile ed inequivocabile.

Non potevo vederti ma ti immaginavo arricciare il naso, guardare in basso e poi soffiare via il fumo mentre guardi fuori con aria distratta, aspettando che io sfili via dal cilindro la risposta esatta alla fantomatica domanda da un milione di dollari.

Ho temporeggiato, non ho risposto, ho digitato due punti e una parentesi aperta che vuol dire “mi dispiace” o “sono triste” o “non posso farci niente”.

E mi spiace, sono triste e non posso davvero farci niente perché non so nemmeno se ci sia la risposta alla tua domanda e se esiste la risposta io non la conosco, non so dove sia quell’interruttore altrimenti l’avrei schiacciato prima per te e poi per me, non so dove trovare la ricetta per la pozione altrimenti l’avrei cucinata e bevuta d’un fiato, non so come ci si strappa il cuore dal petto altrimenti lo avrei fatto e poi l’avrei infilato in un tritacarne e avrei girato la manovella fino a che non fosse rimasto più niente se non un mucchietto rosso ed insignificante.

Io non lo so come si fa a smettere di essere innamorati.

Però se vuoi, ti dico quello che so.

So che non è vero che ti alzi un giorno e non ci pensi più.

So che non è vero che chiodo scaccia chiodo.

So che non è vero che chiusa la porta si apre un portone.

Io so che vado a dormire e mi sveglio con lo stesso pensiero che mi pulsa nella testa e poi me lo ritrovo a pulsare nella pancia e nei piedi quel pensiero lì, perché l’amore è infettivo, si espande, è come un virus, non se ne sta buono e circoscritto al posto suo ma vaga per il corpo e se glielo permettiamo, devasta tutto quello che incontra.

Io so che voglio tenermi in tasca il mio chiodino arrugginito e non voglio trovargli un rimpiazzo come fanno tutti. Io amo il mio chiodo vecchio e sporco e continuo a lasciarmi pungere.

Io so che non voglio tappeti rossi e grossi portoni spalancati. Mi basterebbe una stanzetta piccola e angusta, di quelle che devi arieggiare ogni 5 minuti ma che importa se entra aria gelida quando ci sono due braccia calde che ti stringono?

E allora, se ci penso bene la risposta forse la so ma non te la devo dire mica perché se ci pensi, come la so io la sai tu.

Quindi ti ho risposto, o forse ancora no.

Tu però siediti sullo sgabello, appoggia i gomiti sul ripiano e prenditi la faccia tra le mani, poi spalanca i tuoi occhioni e guarda oltre la finestra. E chiediti se davvero vuoi smettere di sentirti così.

E non serve che tu risponda a me.

Perché io lo so già.

T.

Vade Retro!

 

Vi aspetto questa sera alle ore 18:00 presso la

“Libreria Arion

Palazzo delle Esposizioni

Via Milano 15 – Roma”

per la presentazione del nuovo libro della cricca di Spinoza :)

Noi lo abbiamo scritto, Vauro lo ha disegnato e se lo comprerete entro Natale, sarete scomunicati da un autorità religiosa a vostra scelta.

Vi aspetto lì.

Ci riconoscerete perché siamo i più belli.

Tati

Che giorno è?

Mi sono appena ricordata che giorno è oggi.

Quello in cui pensavo che non avrei mai più sorriso.

Quello in cui ho deciso che sopra di noi c’è solo il cielo.

Quello in cui ho dovuto imparare ad essere una persona migliore.

Quello in cui non ho potuto avere coraggio.

Quello in cui ho imparato che esiste un solo “mai più”.

Quello in cui ho perso te.

Troppo presto.

Non so nemmeno quanto tempo sia passato. Un giorno è uguale ad un anno e uguale a 10. Non li conto più, sarebbe come contare le lacrime versate e le stelle nel cielo e i granelli di sabbia e le foglie di un bosco.

Non li conto perché non serve.

Non ti trovo dentro ad calendario a te.

Ti trovo nel bagliore che squarcia il buio e ti vedo in riva al mare, nell’erba verde e in mezzo ad una bufera di neve come quella in cui ci siamo salutate, e nell’aria sei, nell’aria fresca che mi arriva in faccia quando volo sull’ottovolante come l’ultima volta.

Ma in una lacrima me l’hai vietato e quindi lì, non ti cercherò mai.

Ciao.

T.

 

 

 

 

Portami

Ci sono i buoni propositi e le ottime intenzioni.

Non fare quello, non dire quest’altro, non uscirtene così, non indossare quella maglietta, non bere quel bicchiere, non rispondere a quel messaggio, non ascoltare quella canzone, non leggere quella mail, non fare quel pensiero, spegni quel maledetto telefono, vai a dormire che è tardi.

Stai zitta.

C’è il buonsenso, tanto buonsenso.

Quello che ti fa fa riflettere, che ti districa i nodi nel cervello, che ti fa pensare a quello che è giusto e a quello che giusto non è poi tanto, quello che ti fa provare empatia, che tiene alto il vessillo dell’orgoglio, che ti sigilla le labbra e un po’ anche il cuore.

Poi ci sei tu.

E allora, ciao.

T.

 

 

Con un peso così sopra il cuore

C’ è uno scrigno nel mio cervello.

Che racchiude solo i bei ricordi e annienta quelli che belli non lo sono.

Se penso a te ad esempio, ricordo solo l’erba fresca di rugiada e le stelle che cadono a mucchi.

Ed il palpito del mio giovane, innamorato cuore.

Se penso a te* invece, ricordo un sacco di sigarette e partite a biliardino e l’incoscienza e le litigate furibonde ed un paio di occhi blu in cui annegare ogni volta.

Quando penso a te** mi vengono in mente gli shottini al peperoncino e Bologna, le sbornie clamorose e un sacco di cose non dette e luci basse e le candele e i Nirvana, sempre.

Se mi torni in mente tu *** ricordo la consapevolezza del vero presunto amore, ed i progetti ed il sentirmi al sicuro.

Sempre.

Poi mi torni in mente tu**** e penso alla paura, al caldo, ad un sacco di musica, ad una moltitudine di parole, all’incessante suono delle risate, alle decisioni da prendere in fretta, alle domande senza risposta, alle bugie dette non so ancora bene perché e allo smacco di averti perso senza averti mai avuto.

Ma è quando penso a TE che tutto si azzera, nella tristezza della consapevolezza di un qualcosa che è perfetto e lo sarà per sempre.

Ma.

T.

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