Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “novembre, 2011”

(ponti d’oro al nemico che fugge)

Finiscila.

Tutti gli aerei che prendi, i treni su cui sali, gli autobus che rincorri e le distanze che frapponi, non basteranno a tenerti davvero lontana.

Al sicuro.

Impegnati quanto ti pare, macina migliaia di chilometri, scappa un po’. 

Tanto nessun posto è abbastanza lontano. 

Ti sei mai chiesta quanto deve andare lontano una persona per fuggire veramente?

Anche la Cina è troppo vicina.

Non credere.

Affannatevi pure eh, fatelo entrambi.

Tanto non ci riuscirete mai.

(mail ricevuta il giorno in cui ho comunicato ad una persona cara la mia prossima meta)

Dai

Dai.

Raccontami una favola.

Quelle favole che parlano di principesse e di draghi, di principi azzurrissimi e di castelli che si confondono con le nebbie.

Quelle storie che sai raccontarmi solo tu e che tradiscono un’innocenza che vuoi nascondere ad ogni costo.

Dai.

Cantami una canzone.

Quelle melodie che sussurrano di amore e di solitudine, di abbandono e di paura di speranza e di sospiri.

Cantami quella ballata che ci aggroviglia sempre lo stomaco e che suona anche quando non vuoi perché quando smette di risuonare nella stanza continua indomita nella testa.

Dai.

Scrivimi una poesia.

Una storia che racconti di me. E di te. E di quello che ci spaventa. E del milione di cose che ci uniscono e di quel paio di dettagli che ci dividono, raccontami quello che ci fa amare e che ci fa lasciare e che ci fa ritrovare e che ci fa riprendere.

Narrami tutto quello che ci fa odiare. E che non ci fa dimenticare.

Butta giù i fiumi di inchiostro e poi tirali via con la scolorina della paura e riscrivici sopra con la penna della speranza.

Dai.

Prendimi la mano.

Stringila forte anche se ti fa male.

Più forte anche se fa male a me.

Lasciami il segno. E un altro e poi ancora. Stringimi la mano e chiedimi di abbracciarti più forte e di continuare ancora e ancora, chiedimi di stritolare il tuo guscio fino a spezzarlo, fino a tirare fuori ogni molecola di te.

Dai.

Guardami negli occhi.

Apri la bocca per dire una parola e poi ripensaci. Sospira e arriccia il naso, sospira di nuovo ma continua a stare zitto, ti prego.

Guardami negli occhi e continua a guardarci dentro.

E non chiedere nulla perché non ti serve, e non chiedere scusa perché non ne hai motivo e non chiedere perché. E non chiederlo nemmeno a te.

Perché è così.

Dai.

Ti prego.

Dimmi addio.

Dillo soprattutto a te.

T.

(io penso che certi fili siano invisibili ed eterni. Però è bello illudersi di poterli spezzare)

Things

Ho acceso il Mac perché volevo scrivere delle cose.

E’ tutto il pomeriggio che ho voglia di scriverle.

Erano belle cose, belle davvero.

Poi come sempre prima di fare il resto, ho curiosato un po’ intorno e mi è venuta quella vertigine che mi ingarbuglia i pensieri e mi blocca le dita e mi fa porre delle domande a cui  non voglio rispondere.

Ho deciso di lasciare perdere per questa notte.

Ho deciso di lasciarle nascoste quelle cose, celate nel mio cuore e dietro al cursore che spietato lampeggia e ride di me e della mia codardia.

Ce l’ho con te. E con me. Perché sono troppo felice di te.

E leggo il libro e ascolto la canzone.

E penso a dove potrò scappare quel giorno.

T.

Ailoviu

Mi hai chiesto se ti amo, ed io ti ho detto sì.

Tu non sai di avermelo chiesto ma io ti ho detto sì lo stesso perché ti conosco tanto da sapere che questa è una delle cose che il tuo cervello difettoso elabora di notte, nel buio della tua stanzetta.

Una delle cose, che poi sarei io.

Mi hai chiesto se ti amo mille volte e me lo hai chiesto in mille modi, con le parole, con gli occhi, con i baci, con i gesti. Io mille volte ti ho risposto, ho detto sì, ho detto no, ho detto non lo so, ho riso e chiuso gli occhi, ho pianto e li abbassati,  ho mentito la metà delle volte, perché la risposta in fondo, era sempre la stessa.

Mi sono chiesta un milione di volte se ti amo e per un milione di volte il mio cuore rispondeva “troppo” mentre il mio cervello si ostinava in un “non più”.

Mi hanno chiesto se ti amo.

Ho risposto di no.

T.

(dedicata ai miei stalker. Loro sanno)

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