Letters
Facebook è un social network infame perché una poveraccia romantica come me non può assolutamente mandare un pm per caso e ritrovarsi scaraventati addosso con inaudita violenza, incantevoli messaggi di posta vecchi di anni e anni che non fanno altro che ricordarle la sua stupidità/bipolarismo/follia/maquantocazzoeravamobelli?
Ecco, ora ho la tristezza e non mi passerà più.
Però insomma, belli lo siamo ancora e come diceva un tizio sotto la pioggia “i tempi andati sono stati bei tempi, l’importante è averli vissuti”.
E un richiamino non fa mai male, aggiungo io.
(in onore dell’epoca ascoltatevi questa che fa sempre sussultare il cuore)
(c’erano altre cose scritte originariamente in questo post. Cose cattive dirette a persone cattive di più. Persone che hanno preso il mio cuore e ci hanno giocato a calcetto sul sintetico. Ma uno dei messaggi di cui sopra, scritto da una persona che invece, al contrario, ha sempre raccolto i miei pezzi (con brevi pause) diceva “ti adoro perché sei una persona meravigliosa che sa sempre come comportarsi”.
Facciamo che sia così nonostante tutto quello che è successo nel mezzo.
T



Ragazza, sconosciuta, donna…
son capitato qui perché ho trovato il link sul tuo profilo G+…
Ho avuto un po’ di tempo libero per leggere qualcosa di quello che scrivi e ci ho travato dentro rabbia, delusione, forte introspezione, tristezza, fortezza, difesa…
Ho dovuto smettere di leggerti e in fretta.
I tornado emotivi che scrivi… spero si spengano presto dentro di te.
Io spero che non si spengano mai altrimenti smetterei di scrivere e mi dispiacerebbe. Molto.