Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “dicembre, 2010”

Ricoveri virtuali

Eh già.

Questo sarebbe il momento del post di fine anno.

E invece no.

Perché quest’anno è stato talmente tremendo e orribile e inutile da non meritarsi nemmeno un post dedicato.

Ne celebrerò la fine (finalmente) pubblicando il collage degli status di Facebook che Facebook ha scelto per me e un video che vi convincerà tutti a cancellarvi da Facebook.

O forse no.

Perché alla fine abbiamo bisogno tutti di postare la canzone che rispecchia il nostro stato d’animo, lo status frecciatina, lo spezzone di film dedicato e la citazione sibillina.

Diciamolo.

Di quella farlocca vetrina dove mettiamo in mostra le nostre ambizioni, dello specchio dei nostri sogni e del nostro pubblico non possiamo fare più a meno.

Possiamo fare finta di essere diversi. Possiamo illuderci di essere superiori. Ma la verità la conosciamo benissimo. Siamo come tutti gli altri.

Internati in un ricovero virtuale.

E adesso sotto con in buoni propositi.

Voi.

Io rileggo i miei status random e mi rendo conto che quest’anno, non ne farò.

Buon anno :)

(è incredibile come nei miei status ci sia proprio io. Incredibile come ci sia una frase che rispecchia esattamente me stessa. Una frase che non ho scritto io. Funny.)

Eh ah, visto che ci siamo, ascoltatevela va :)

 

(Caro Godano, la lingua batte sul dente che duole dunque, ricoverati pure te)


Cambio vita?

Ecco.

E pensare che uno dei miei propositi per il 2011 era seccamente “cambiare vita“.

Niente più aperitivi selvaggi fino alle 23 del Venerdì sera, niente sigarette random, niente alimentazione a base di tartine da aperitivo ma vita sana, acqua liscia e tanto sport (ed un cappio, eventualmente).

Era tutto pronto.

Invece la scienza mi viene in aiuto.

L’intelligenza è un bene prezioso ed elitario.

Io non me la sento di sprecarla.

Poi, fate voi.

 

Politically Incorrect Christmas

Ognuno trascorre il Natale che si merita.

Dicono che oggi dovremmo fumare chilometrici calumet della pace, riempire i nostri cuori di letizia e vestire le nostre bocche di sorrisi.

Dicono che oggi dovremmo essere felici.

Chissà.

Io dopo la notte di Natale più alternativa degli ultimi 10 anni ascolto i Ramones e penso a indirizzi che fanno ridere troppo (e che fan sì che questo post vada inserito di diritto nella categoria “ma perchè capitano tutte a me?”) a corse sui tacchi, a Babbo Natale, a scelte di film non visti e ad una bottiglia di punch.

E Buon Natale ma non a tutti.

Solo a chi se lo merita.

Waiting for

A Natale siamo tutti più buoni.

Però Natale è domani.

In attesa di diventare più buona e più ubriaca (cit) buon ascolto.

Chiudiamo il cerchio.

Di notte.

Di notte dormo e a volte non riesco.

Di notte salgono i pensieri. E mi affollano.

Di notte cresce la marea. E il ricordo.

Di notte mediti vendetta di colore verde acido.

Di notte guardi quella luna. Quella stessa della finestra piccola.

Di notte al buio ricordi silenzi densi.

Di notte mi aspetti.

Di notte duemila sigarette e facciamo l’alba.

Di notte cosa ci succede.

Di notte spegni i Beatles e ascolti sorrisi.

Di notte ho fame.

Di notte teste impazzite e girandole.

Di notte riflettici.

Di notte senza riuscire a staccarsi.

Di notte è inevitabile.

Di notte parole sparpagliate e ce ne stiamo qui senza fare niente.

Di notte capelli sparsi sul cuscino intrecciati alle tue dita.

Di notte carte fisiche e distanze calcolate.

Di notte alcolici ghiacciati.

Di notte film visti a metà.

Di notte musica a caso.

Di notte insetti enormi che sbucano. Ma chi se ne frega.

Di notte è più facile scrivere, pensare, ragionare.

Di notte è tutto vero.

Di notte parlo. E ascolto ciò che non vorrei.

Di notte ti sveglio mentre dormi e non mi sai dire di no.

Di notte sospiri.

Di notte quasi casco dal letto.

Di notte farfalle gialle dentro la pancia.

Di notte parole scarabocchiate.

Di notte cosa facciamo adesso.

Di notte respiri all’unisono.

Di notte quel coraggio che i codardi chiamano incoscienza.

Di notte fuoco e ghiaccio.

Di notte vattene via o forse resta.

Di notte scarpe in mano e forcine sparse e pezzi dimenticati.

Di notte io e te e un lago di stelle.

Di notte basta.

Stanotte. Noi. Ognuno al suo posto. Sbagliato.

(grazie S. Accetta il mio consiglio anche se io ho sbagliato)

(e adesso The Beatles perché stanotte ho sorriso anche troppo)


La somma dei giorni

Mi hanno detto che il tempo cura ogni ferita e lenisce ogni dolore.

Io dico che il tempo è relativo.

Per me, è sale.

Ancora conto i giorni. Siamo a 1.095 e non passa mai.

Forse è meglio così.

Ciao <3

 

Tomorrow never knows

“Ehi Mr Lennon. Sta per entrare nella storia!”

Bang, bang, bang, bang, bang.

30 anni.

E per la cronaca c’era già entrato nella storia, maledetto.

 

 

 

 

Due?

 

Siamo esseri imperfetti che anelano ad una sciocca quanto scontata perfezione.

La rincorriamo follemente per tutta la vita, cerchiamo di ghermirla con il cuore gonfio di speranza e la testa piena di volontà cieca.

Scendiamo a compromessi con la nostra felicità pur di conquistarla.

Il lavoro perfetto per noi.

L’amico del cuore, quello che c’è sempre.

L’amore della vita. Quello che non ci abbandonerà mai.

Non esistono. O forse sì. Ma non è quello il punto.

Non per me.

Perché io ho avuto la fortuna di trovare te.

Che sei me.

Non perfetto per me.

No.

Semplicemente me.

Con la mia catasta di difetti. Le mie mancanze. I miei dolori. Le mie gioie. Che sono i tuoi. E i miei. Che si confondono e si accavallano e si intrecciano e si intersecano.

E’ amicizia? Oh no. Allora è amore? No.

E’ molto di più. E’ tutto.

So quello che pensi perché è quello che penso io. So come ragioni, so cosa vuoi, so quello che fai e che farai.

So come sei.

Perché lo penso, perchè ragiono, perchè lo voglio, perché lo faccio, perchè lo farò.

Perché lo sono.

Fa paura eh. Lo so, lo sai.

Ma siamo esseri coraggiosi, noi. Ci chiamano spavaldi. Temerari. Folli a volte. Lo siamo? No.

Siamo solo gente che vive io e te. Non che tira a campare. Siamo privi di abulia. Non abbiamo tutte le rotelle al posto giusto. Non siamo dotati di pazienza. A volte invece ne abbiamo troppa. E come dici sempre tu “il nostro cervello gira più veloce e non c’è niente da fare. Non sono loro ad essere così stupidi e inetti e ignavi. Siamo noi ad essere fatti diversi”

Idioti? Tanto.

Ci perdiamo in un bicchiere d’acqua.

Ma ci ritroviamo in uno sguardo, in un sorriso, in un abbraccio.

In un bacio.

Non servono parole. Non a noi. Quelle lasciamole a chi non ha altro da dare.

Per noi basta una canzone.

Quale?

La so, la sai. La sappiamo.

Perché darla in pasto a tutti gli altri?

Buon ascolto.

A me, a te.

(sono le 7 del mattino, fa un freddo boia ed è stato bellissimo fare l’alba insieme. Ancor più bello è stato scrivere questo testo. Che leggerai un giorno ma non adesso. Che poi ti monti la testa.)

T.

<3

“Sarebbe stato bello invecchiare insieme”.

E invece …

Auguri baby. Mi manchi. Sempre.

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