Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “giugno, 2010”

Lezioni di diritto # 1

In questi giorni mi sento tanto professoressa, si sa.

Quindi stasera ho deciso di spiegarvi il dispositivo della sentenza oggi emessa dalla Corte d’ Appello di Palermo.

Astenersi perditempo e se non avete capito dovete dire “non ho capito” non dite “ho capito” e invece non avete capito.

Che dopo succede come per la battuta spinoziana meravigliosa sui bambini del Niger che per colpa di un sacco di persone che, poverini, non l’hanno capita, è stata cancellata.

Grr. Vi odio.

Ma non perdiamoci in chiacchiere.

I protagonisti di questa avvincente storia giudiziaria, condannati in primo grado e appellanti sono Marcello Dell’Utri, senatore della Repubblica Italiana e Gaetano Cinà, boss della famiglia Malaspina. Che già vederli appellare la stessa sentenza dovrebbe far ridere abbastanza. O piangere a seconda dei punti di vista. Ma vabbeh, andiamo avanti.

Confido che alla fine di questa “lezione” scoprirete (se non lo sapete già) perché il TG1 è un giornale vergognoso, pilotato e di regime. E che quelli che vi lavorano sono giornalisti esattamente quanto io sono Sandra Bullock.

Il dispositivo cioè la decisione che i giudici della Corte di Appello di Palermo hanno preso nei confronti dell’appello presentato dai condannati in primo grado è il seguente:

“dichiara non doversi procedere nei confronti di Cinà Gaetano in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per morte del reo”.

Facile facile. Non si possono processare e condannare i morti. Ci penseranno altri più in alto (o in basso) a farlo. Quindi nei confronti di Cinà non si procede. Il reato è estinto. Il reo è morto. Addio. Confido nel fatto che Berlusconi ricorra a questo espediente per non essere processato e condannato. Ma sono una ragazza ottimista. Si sa.

“assolve Dell’Utri Marcello dal reato ascrittogli limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoca successiva al 1992, perché il fatto non sussiste e per l’effetto riduce la pena allo stesso inflitta ad anni 7 di reclusione”

Dell’Utri è stato assolto LIMITATAMENTE ai fatti che gli sono stati contestati (cioè attribuiti) nel capo di imputazione e relativi a condotte (cioè a comportamenti) tenute DOPO il 1992.

DOPO Dio! DOPO! Prima lui quei fatti li ha commessi. E la sentenza è chiara sul punto infatti

Conferma nel resto l’appellata sentenza.

La sentenza di primo grado è CONFERMATA.

Vale a dire che la Corte d’Appello di Palermo ritiene pienamente provato che  Dell’Utri ha intrattenuto stretti rapporti con la vecchia mafia di Stefano Bontade e poi, dopo il 1980, con gli uomini di Totò Riina e Bernardo Provenzano.

Tutte belle pezze insomma. Brava gente.

Vale a dire che è pienamente provato che il boss mafioso Vittorio Mangano è stato assunto da Silvio Berlusconi, che per chi vivesse nel favoloso mondo di Amelie è IL PRESEDENTE DEL CONSIGLIO, come stalliere di Arcore, grazie alla mediazione di Dell’Utri e Cinà. “Assunzione” sancita con un accordo di tutto rispetto stipulato da Berlusconi e i capimafia palermitani Stefano Bontade e Mimmo Teresi, nella sede della Edilnord.

Così come è ritenuto provato che Dell’Utri negli anni 70 ha fatto da tramite e da appoggio  a Stefano Bontade, all’epoca uno dei padrini più importanti di Cosa nostra  che era, all’epoca, era alla ricerca di aziende pulite del Nord Italia in grado di ripulire e riciclare  i soldi sporchi provenienti dal traffico internazionale di droga.

Un consulente per gli investimenti della mafia insomma.

Negli anni in cui qualcuno comprava TV e immobili. A tutto spiano. Espandendosi e prosperando.

Ora le coincidenze esistono ed io ci credo da sempre. Ma questa coincidenza è STUPEFACENTE. Anche per me.

Degna di essere ricordata (quantomeno per il coraggio) la richiesta del Procuratore Generale Nino Gatto che ha chiesto una condanna anche più alta di quella inflitta in primo grado e cioè 11 anni di reclusione.

E che ha concluso la sua arringa con un appello ai giudici della Corte che qui copio e che è da applausi:

“E’ il potere a essere giudicato (…) Voi potete contribuire alla costruzione di un gradino, salito il quale forse, e ripeto forse, si potranno percorrere altri scalini che potranno fare accertare le responsabilità che hanno insanguinato il nostro Paese. Oppure lo potete distruggere questo gradino”.

Quel metaforico gradino è stato costruito a metà ma è viscido (come Minzolini) e traballante.

A salirci sopra si rischia la vita.

Non finisce qui.

Se la gente sapesse potrebbe farsi un’idea sensata di quanto accaduto. Invece non sa e non viene messa nella condizione di sapere. Perché la stragrande maggioranza delle persone non legge il giornale e non si informa in rete. La massa guarda il telegiornale.

Ed il Telegiornale del Servizio Pubblico oggi ha dimenticato di raccontare ai cittadini che lo guardano e che purtroppo sono molti molti di più di quelli che leggeranno questo blog e i blog di tutti gli altri che scriveranno di questa vergogna, che Dell’Utri E’ STATO CONDANNATO A SETTE ANNI DI RECLUSIONE PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

Quel telegiornale ha chiamato “vincitore” e ha definito “assolto” una persona che è ritenuta a tutti gli effetti un collaboratore della mafia, e ha parlato senza vergogna di “costrutto accusatorio distrutto” , di “pena ridotta” e di “pentiti non creduti”.

Quel telegiornale vi tratta come idioti. Come cerebrolesi. Come marionette che si sono bevute il cervello e che credono che una cosa sia vera solo perché la vedono in tv. Quelli che credete giornalisti non esistono più. I giornalisti del TG1 sono tutti morti. Dimenticate le Busi, le Gruber, i Frajese, i Longhi,  i Morrione, i Fava, i Giuntella.

Ripetete con me.

Dell’Utri è un mafioso e non dovrebbe essere Senatore della Repubblica.

Dell’Utri è stato condannato a sette anni di reclusione.

Il TG1 lo guardano i minorati mentali e quelli che vogliono farsi 4 risate. Solo che i primi credono che sia un telegiornale.

Un uomo che è coinvolto in tutto questo, perché lo è cazzo, lo è, non dovrebbe essere Presidente del Consiglio. Non dovrebbe esserlo nemmeno a Macondo o a Neverland o a Paperopoli o a Shangri La. Tantomeno dovrebbe esserlo nel Paese di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Che sono saltati per aria a causa di questa gente qua.

Non ce lo dimentichiamo.

E se fate i bravi domani vi spiego la prescrizione. Che, sorpresa!, è diversa dall’assoluzione.

Ecco.


Di più.

Mai

si può sapere come mai

sai, pensavo di essere di più

così non sono venuta

ma si può sapere come fai?

mi puoi spiegare come fai a difenderti?

(mai, pensavo di essere di più, pensavo di essere di più, così non sono venuta)

Ti sei mai chiesto se era utile farmi del male?

E’ facile.

(e’ facile è facile)

Click

Certe immagini ci accompagnano da tutta una vita con la loro forza, bellezza e perfezione.

Attimi “rubati” e proprio per questo autentici e preziosi che da sempre abbiamo sotto gli occhi senza averli mai realmente visti.

In tanti anni non mi sono mai chiesta chi fossero questi due ragazzi sotto la coperta a Woodstock, a chi appartenessero questi meravigliosi occhi verdi

e chi urlasse tutta questa disperazione

Oggi però, ho scoperto chi è Edith Shain.

Anzi chi era. Perchè domenica è morta.

E pensare che la invidio da tutta una vita per tutta questa travolgente, immensa, meravigliosa passione.

E per questo bacio.



A volte ritornano

E’ una promessa.

Buon ascolto!

Adeus

Ieri quando sbirciando Twitter dall’ Iphone ho appreso della morte di Josè Saramago ho imprecato, mi sono alzata dal letto e precipitata a tirare fuori dalla mia borsa il suo “Viaggio in Portogallo”.

E mi è venuta giù una lacrima.

Non devo dire niente su questo artista premio Nobel.

Solo che se non lo conoscete dovreste recuperare e se lo conoscete dovreste rileggerlo.

Cecità è il libro più bello che io abbia letto nel 2009.

Il vangelo secondo Gesù Cristo il più bello che io abbia letto nel 2008.

Non credo sia un caso.

Fatevi un piacere, mollate le porcate che state leggendo e dateci sotto con un libro capace di farvi pensare.

Suvvia.

(Invece i giornalai che scrivono sull’Osservatore Romano che non hanno aspettato nemmeno che il corpo si raffreddasse prima di gettare merda sul cadavere dovrebbero morire tutti, tipo ora fulminati dal Dio che fingono tanto di amare)

True Blood – Season 3

Vi sto per dare tre ottime ragioni per vedere True Blood. Si, so che ve ne avevo parlato già, qui ma vi prego di ascoltarmi ancora.

Questa è la prima ragione per non perdervi la 3×01 di questo serial tv.

Poi vi prego di non trascurare questo ulteriore motivo qui

e se ancora non vi ho convinti, vi prego di vagliare con attenzione questo motivo qui che mi pare di importanza vitale

Ok. Se siete sopravvissuti tutti ricordatevi di due cose ancora.

A me piacciono i mori.

La sigla spacca.

Dire, fare, baciare

Stanotte ho fatto un sogno che è sbiadito al risveglio.

C’ero io e c’era qualcuno con me, e parlavamo come se fosse la prima volta dopo tanto tempo. O forse l’ultima. Non ricordo.

Però ricordo la colonna sonora di quel sogno.

Che faceva così

(si nota tanto che sto facendo di tutto per NON scrivere un post sulle intercettazioni?)

Mucchio Selvaggio

Le parole sono come vento, forti e sprezzanti, ironiche e petulanti. Travolgenti. Parole di infatuazione e di passione, parole che sgorgano senza logica, parole di cuore e pancia, parole che mirano e colpiscono il bersaglio, parole compiaciute ed emozionate, parole urlate e soffocate, parole strafottenti e lussureggianti, parole che ticchettano ed esaltano, parole che ti lasciano in compagnia di palpitanti farfalle. E che tornano.

Le parole sono come neve che cade indiscriminatamente sulle cose, silenziosa ma non muta, delicata ma incisiva. Splendente. Sono parole d’amore che non ti stanchi mai di ascoltare, parole sussurrate, parole baciate, parole strozzate e confuse, parole pericolose, parole che ti lasciano scivolare e annegare in una bianca oscurità che avvolge e confonde e stordisce. E innamora.

Le parole sono come lame che accarezzano la pelle, sfiorandola e graffiandola, lasciando segni impercettibili prima e affondando poi, intagliando solchi perlacei di stupore pronti a eruttare il sangue denso e bruciante della consapevolezza. Parole di verità, parole che non ti aspetti, parole che non vuoi sentire ma che nemmeno puoi ignorare, parole che riempiono la testa di ovatta bagnata e che pungolano il cervello, parole che vuoi dimenticare, parole che ti assordano. E che restano.

Le parole sono come proiettili che lacerano la carne e penetrano in profondità e schiantano e stritolano e spaccano ed esplodono. Parole crudeli, parole che accecano, parole che gelano, mortificano, umiliano. Parole dalle quali non si può tornare indietro, nemmeno volendo. Parole definitive, parole che soffocano, parole che sanguinano che trasudano che piangono. Che poi, forse, si pentono.

Sono le parole dell’addio.

Ed una volta pronunciate, non resta più niente da dire.

Perchè …

Mi perdoni signora, ma quando uno è colpito da una pistola, sanguina (cit)


Che il Messia ti Benedica

Oggi nel municipio di Lisbona due donne si sono sposate.

In Italia non accadrà mai.

Non ci sarà mai una ricerca come si deve in materia di cellule staminali, le giovani coppie saranno costrette per sempre a recarsi all’estero e a spendere cifre assurde per aggirare la folle e restrittiva legge sulla procreazione assistita, l’aborto è considerato una pratica assassina, farsi prescrivere la pillola del giorno dopo è un’impresa titanica e i medici obiettori sono abominevolmente sempre di più.

Alla faccia di Ippocrate.

Indovinate di chi è la colpa.

Sìsì, proprio di quel piccolo, ricchissimo e ipocrita Stato che risponde al nome di Città del Vaticano.

Ognuno ha la sua croce.

L’Italia ha la Chiesa ed il suo monarca che deve quotidianamente rompere le palle e mettere becco in questioni che non può e non deve conoscere.

(Poi come se non bastasse un Dio stronzo e vendicativo ci ha dovuto mandare pure Berlusconi ma vabbeh noi siamo evidentemente il nuovo popolo eletto  e quello che è successo agli Ebrei è noto a tutti quindi tremate gente).

Ringraziando gli dei però siamo sempre italiani e riusciamo a ridere anche di questo. E a prendere per il culo tutto l’ambaradan, annessi e connessi.

Libri sacri compresi.

O meglio lo fa lui. Ovvero il Messia. E lo fa egregiamente.

Momentaneamente cercatelo su Facebook ma è sul sul suo blog che troverete le magnifiche perle del passato.

Fateci un salto e vi garantisco un sacco di risate.

Soprattutto non sentitevi in colpa di ridere di queste cose.

In fondo loro ci prendono per il culo da 2010 anni.

Sapeste quante risate si sono fatti.

Prima di mezzanotte.

Me ne vado a dormire. E no non sono arrabbiata, o malata, o triste, o scazzata.

Ho solo sonno.

Quindi per una notte andrò a letto quando vanno a letto le persone normali.

Buonanotte e buon ascolto ;)

(e comunque mio padre sta riguardando Lost in italiano ed io non voglio rivederlo ancora. Uno perché senza le voci originali fa cagare. Due perché non voglio ricominciare a piangere. Notte! Domani succede qualcosa sicuro)

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