Epifania
Capitano le notti insonni. Fatte di parole che si incrociano davanti agli occhi, la testa che si spacca, i pensieri che si inseguono, i telefilm che non fanno ridere e la musica che non può fare niente.
Nemmeno Rubber Soul è riuscito a fare qualcosa. Damn.
Nemmeno Imagine. (A quel punto ho capito di trovarmi in una situazione drammatica, dunque mi sono alzata e ho mangiato latte gelido e cereali). Gnammi.
Capita che ti venga allora in mente di chiedere ad un amico che non senti da qualche giorno, ragguagli interessanti sulla sua intricata vita sentimentale.
Capita che lui abbia un sonno da morire, ma consapevole di averti lasciato con un minchia cliffangher tre giorni fa per fare una cosa irrilevante quale mangiare, senta il dovere morale di dirti qualcosa e lo fa linkandoti alla pagina del suo blog. Ove ti capita di leggere un post struggente e bellissimo e vero che ti fa spuntare una lacrima agli occhi.
E accendere una lampadina nella testa.
Perchè davvero è ingiusto, è scorretto è crudele e soprattutto E’ STUPIDO avere intorno per tutto il tempo persone che ci amano e trascurarle o ignorarle o comunque snobbarle a favore di persone che vorremmo tanto che ci amassero e che invece, uhm, non lo fanno.
Non ricordo a chi stavo dicendo l’altro giorno che “non si può cavare sangue da una rapa”.
Vale a dire che non si può pretendere da una persona più di quanto quella persona sia in grado di darci. Ostinarsi non serve a niente. Lottare non serve a niente. Ci fa perdere solo la giusta prospettiva. Ci fa dimenticare le meravigliose persone che meritano la nostra attenzione ed il nostro calore. Ci fa immaginare cose che non c’erano o che ci sono state e non ci sono più. E fa male e vabbeh.
Ma farà meno male domani.
E a volte arrendersi è la cosa più coraggiosa da fare. Coraggio, dunque. Lasciatevi il passato alle spalle. Seppellite l’ascia di guerra ma solo se sapete di poterlo fare davvero. Altrimenti fate la guerra. E fatela bene. Perdonate del tutto. O non perdonate. O tutto o niente. Le mezze misure sono per gli sfigati. Mollate il principio e abbracciate la sostanza. Poggiate le vostre croci. Spaccatele. E fumatevi una sigaretta sulla strada del calvario. Pretendete solo se date. Dite le cose come stanno. Sempre. Non giudicate mai. E se proprio dovete farlo, fatevi un esame di coscienza prima.
Oggi è il 31 Dicembre. Ultimo dell’anno. Giorno di buoni propositi e di bilanci.
Ogni anno mi lancio nella lista dei buoni propositi. Quest’anno ne ho rispettato mezzo.
Se non vi mettete a fare i cavillosi.
Altrimenti zero spaccato.
Il mio buon proposito per il 2010 invece sarà solo uno. Questo. Che li racchiude tutti.
Dare importanza solo a chi la merita. A tutti gli altri auguro un fantastico 2010.
Senza di me.
(E adesso riproviamo con Imagine? Riproviamo con Imagine)
(Volete leggere il post meraviglioso? Se il mio amico comparisse da qualche parte e approvasse metterei il link. Ma non si vede. Damn)




