Con la propria testa.
Avere una personalità propria è favoloso.
E’ emozionante.
E’ incredibile.
Alzarsi la mattina e sapere cosa fare, cosa dire e come comportarsi. Senza lasciarsi influenzare da nessuno. Ragionando con la propria testa.
Mi rendo conto che in un’epoca come questa, dove tutto è su piazza pubblica e bellamente dato in pasto della folla, rubare un’espressione può capitare. Lo stesso dicasi per nomignoli, metafore, modi di dire e battute. Ci sta!
La prima volta è anche divertente. La seconda diventa quasi gratificante. La terza comincia a farmi ridere. Quando il ladro inizia a pensare di aver “partorito” con il proprio cervello quello che invece è frutto del mio divento isterica.
E per non avvelenarmi il sangue, seguo il consiglio di un amico che non fa altro che ripetermi “Tati l’emulazione è la prima forma di ammirazione”.
Sarà.
La capisco negli adolescenti. Nei ventenni o poco più. Lasciarsi affascinare da qualcuno di più grande, che si vede “già arrivato” e che si ammira indefessamente è naturale (se non si esagera, perchè i cloni sono comici), ma quando si superano i 25 creare il proprio modo di essere e viverlo è indispensabile.
E poi, diciamocelo chiaro. Quello che esce dalla mia boccuccia di rosa è appositamente fatto per me. Sulle vostre boccacce non fa lo stesso effetto nemmeno un pò.
Con affetto eh



vogliamo i nomi hihih
Mannò non servono mica
Hai ragione, tes!