Smetto quando voglio

Marissa1331

Archivi per il mese di “settembre, 2008”

DEXTER 03×01 “Our Father”

Rivista con i sub.

Mi è piaciuta ma senza entusiasmarmi troppo.

Credo sia assolutamente comprensibile dopo una seconda stagione di altissimo livello e caratterizzata da picchi di tensione assolutamente incredibili. La storia di base, che forse si svilupperà per più episodi non mi ha sbalordita come quella della stagione scorsa: se penso al ritrovamento dei cadaveri in fondo alla baia mi vengono i brividi, qui invece non ho ben capito dove vogliono andare a parare.

Ci sono ovviamente margini di crescita pazzeschi ed io li aspetto fiduciosa. :smt001

Per quanto concerne l’episodio in se, è chiaro che la dicotomia presente nella vita di Dexter si fa sepre più profonda: da un lato abbiamo il menage familiare con Rita, che procede a gonfie vele (anche se la sdolcinatezza della donna diventa a tratti insopportabile). Dall’altro lato parallelamente procede (non senza intoppi) la carriera di serial killer di Dex, non più allievo ma maestro per sua stessa definizione, libero ormai anche dell’ingombrante presenza di Harry e del suo Codice.

Dex è finalmente libero e si sente tale, ma nonostanze la sicurezza ritrovata, commette un errore: uccide per la prima volta una persona non solo innocente ma addirittura degna di pubblica stima: solo apparenza che inganna certo, ma in ogni caso il velo è stato alzato, la superficie umana e fallibile di Dex mostrata. Una fallibilità che sgomenta parimenti il protagonista e lo spettatore, abituato alla perfezione, all’ordine e al calcolo matematico di ogni imprevisto perpetuata delitto dopo delitto, vetrino dopo vetrino da Morgan. Che in questo inizio di stagione si mostra più umano che mai: amando la sua donna e commettendo una sbaglio. Un’umanità che emerge. E adesso Rita è incinta. (Dannazione io passo le mie giornate a mescolare budini).

Per il resto nulla è cambiato: Deb sembro io che faccio i fioretti. lei però ha resistito 27 giorni.

temeraria.

(al terzo succo di mirtilli sarei entrata nella tv per allungarlo con un pò di wodka. Che diamine)

FRINGE 01×03 “The Ghost Network”

Altra bella puntata, altro esperimento interessante.

Questa volta un uomo impazzisce credendo di avere visioni sul futuro, mentre è in realtà una radio umana, programmato per trasmettere informazioni segrete.

Tutto molto semplice, curato nei dettagli (quando Walter gonfia d’enfasi quello che stava dicendo e suona l’attacco della nona di Ludovico Van non sapevo se sorridere di compiacimento o piangere di felicità) come Fringe ci ha (ben) abituato, storie sempre interessanti, mai banali e dialoghi divertenti e ben costruiti, spesso mi trovo a seguire “il caso della settimana” senza pensare per un solo istante alla storyline principale e puntata dopo puntata non riesco ancora a stabilire se questo sia un bene od un male.

Crescono i rapporti umani (comincia ufficialmente il countdown al primo bacio tra Peter e Olivia) mentre i legami tra la Massive Dynamic e il resto dei protagonisti restano ancora oscuri così come il ruolo della società: sono dalla parte dei buoni o degli scienziati crudeli? Anche il capo della MD rimane immerso nel mistero. Mi fa pensare ad un Linderman primo Heroes: mi aspettavo un energumeno nero grosso e cattivo, e mi ritrovo un simpatico vecchietto dagli occhi azzurri, ancora più tenero di Walter.

Walter… parliamone…sempre più di frequente mi trovo a pensare che il cattivo sia lui… solo che non se ne ricorda ancora.

Cmq avere la radio incorporata non è affatto male.

Il tizio, se si annoia, si accende, si sintonizza e via.

Mica brutto.

Cliffangher finale: me l’aspettavo che la storia di Scott non fosse conclusa. Non vedo l’ora che Olivia lo incroci per strappargli gli occhi a quel porco bastardo traditore.

Donna al volante…

Su questo argomento sono state scritte barzellette, trattati, pagine e milioni di banalità.

Fortuna.

Grazie Massa.

O meccanico addetto alla pompa.

O meccanico addetto al semaforo.

Sempre che uomo sei.

(Una donna avrebbe aspettato a ripartire per ritirare regolarmente il bollino punti per vincere il set di trolley della Roncato)

FRINGE 01×02 ” The same old story”

Buona la seconda.

Dopo lo stupendo pilot, Fringe continua a crescere e scala velocemente la classifica delle mie preferenze televisive, con un’altra puntata densa e ricca di spunti interessanti.

Lo “schema” comincia a prendere forma: l’esperimento del giorno rappresenta un po’ il pallino della pacifica e pacificatrice America. La creazione del soldato perfetto ed invincibile, tema caro a molti altri Tf (su tutti Dark Angel e Alias).

Le scene della gravidanza rapida e della nascita e morte del super bambino sono forse scopiazzate da Invasion, ma la storia qui è assolutamente di altro livello e si dirige sicura in tutt’altra dimensione. Fringe è forse ispirato ad X files per certi aspetti e ad Alias per altri ma riesce a mantenere una buona identità.

Ottimi i personaggi: Olivia e Peter i due protagonisti sono adatti al ruolo che ricoprono anche se trovo lei un po’ troppo matura e impostata per lui (che nel mio cuoricino sarà sempre Pacey il fallito antieroe che frega la ragazza del protagonista biondo e spaccapalle).

Entrambi però, scompaiono davanti all’imponenza di Walter.

Quell’uomo parla una lingua che non capisco, usa termini che non comprendo e tratta una materia che detesto ma lo adoro. Lo adoro quando guarda il vuoto smarrito. Lo adoro quando il lampo di genio gli attraversa gli occhi. Lo adoro quando la nebbia che gli ottenebra il cervello si dissolve facendogli ritrovare la sua genialità. E’ meraviglioso come un uomo così totalmente immerso nella scienza più sfrenata abbia così tanta fede da chiedere agli altri di averne e a loro volta. Un certo, ottuso Dott. Shepard dovrebbe farci un bel discorsetto, sisi.

Molto tenera la scena finale in cui il figlio canta la ninnananna al padre, più per affetto che per poter dormire.

Ho trovato la trama dell’episodio (scienziato geniale ed impazzito per la sua creatura che per sopravvivere deve uccidere e lo fa ben calandosi nei panni dell’allegro chirurgo sega cranio, alla Sylar) buona e ben inserita nel disegno principale. Un altro tassello del puzzle che compone lo schema generale.

Ed il finale ci regala interessanti spunti di riflessione: se se Olivia fosse stata usata come cavia? E se Peter e la sua eccentrica genialità fossero il frutto di un lavoro in provetta?

Che l’esperimento continui

SUPERNATURAL 04×02 “Are you there God?It’s me Dean Winchester”

Bella puntata.

Bella perchè la resurrezione dei testimoni è stata gestita in maniera impeccabile introducendo il tema della vendetta e della fallibilità dei cacciatori che spesso ammazzano demoni dimenticando che l’involucro a morire è quello di un essere umano. Bella perchè uno scheletro nell’armadio ce lo abbiamo tutti: la perfezione non è di questo mondo. Si sa. Forse non appartiene a nessun mondo.

Interessante anche l’ingresso dell’elemento Mistico nella trama principale: non solo demoni generici. Oggi si è parlato di Lucifero in persona. E di Dio. Mai nominati sinora, i Boss del bene e del male prepotentemente entrano a far parte della storyline gettando le fondamenta di quella che potrebbe essere una battaglia tra bene e male che potrebbe vedere coinvolti i due fratelli.

Da una parte Sam il buono e il suo potere misterioso, sempre più forte e sempre più occulto (visto che il ragazzo lo nasconde anche al fratello maggiore) dall’altra parte Dean, la pecora nera, lo scapestrato Dean che incredibilmente (ed è proprio lui il primo a stupirsene) viene scelto da Dio in persona per una missione di non poco conto. Bloccare l’ascesa di Lucifero. Roba grossa affidata a lui. Che non crede nell’esistenza di entrambe le entità.

Splendidi gli ultimi 5 minuti, il dialogo tra Dean e Castiel è da antologia: l’angelo parla per bocca di Dio esponendo un disegno vasto ma immerso nella nebbia che prevede sacrificio e dolore senza alcuna spiegazione.

Dean, il solito Dean, lo sbertuccia pronunciando ad alta voce le parole che tutto il mondo ha pensato almeno una volta “delle tue vie misteriose, caro Dio, a noi non importa un cippalippa. A volte di cazzate, grosse, ne fai anche tu. Poi tiri fuori la scusa delle vie misteriose e a noi incomprensibili. Troppo facile”.

FRINGE Series Premiere

Promosso.

Promosso a pieni voti.

Pilot stratosferico, meriterebbe un 10 che non metto per paura di rimanere delusa in futuro, ma è bastata una mezz’ora per capire che questo prodotto ha tutte le potenzialità per essere il capolavoro della nuova stagione televisiva.

Un’ora e venti che passa in fretta, ottanta minuti di ritmo, azione, mistero e ironia sapientemente mescolati.

Si inizia con un aereo che attraversa una tempesta. Un uomo che si inietta una sostanza che lo fa impazzire trasformandolo in un mostro dal volto liquefatto. Un virus probabilmente perché infetta in pochi istanti tutti gli altri membri dell’equipaggio.

Lo ritroviamo vivo a Boston qualche ora dopo (e l’idea del gemello, poi confermata dal prosieguo, mi ha subito sfiorata, altrimenti sarebbe stato tremendo).

L’aereo è atterrato e non ci vuole uno scienziato per capire che sono tutti morti trasformati in scheletri ricoperti da uno strato di pelle trasparente. Consumati da un virus sconosciuto e letale.

Se a ciò si aggiunge una storia d’amore che sembra perfetta tra due colleghi belli, biondi e innamorati, uno scienziato pazzo assolutamente adorabile (quando con candore dice al figlio “andiamo a fare un po’ di LSD” come un altro padre direbbe “andiamo a fare due lanci” sono letteralmente morta dalle risate), uno scapestrato scavezzacollo 50 punti sopra ad un normale genio e “il mondo intero utilizzato come laboratorio” si ha solo un assaggio di Fringe.

Tanta, tantissima carne al fuoco, ma il cuoco è un perfezionista e la porta a cottura senza bruciarne nemmeno un po’, regalandoci una storia perfettamente calibrata in cui ogni pezzo si incastra perfettamente nell’altro.

Perché in realtà la storia inizia davvero quando l’agente speciale Scott viene contagiato a causa dell’esplosione di un magazzino, cagionata volontariamente dal gemello dell’untore in volo e l’agente Duhnam, amante di Scott e agente dell’FBI a sua volta, si lancia di testa in un vortice di follie pur di salvare l’uomo che ama dalla tremenda morte che ha annientato i passeggeri dell’aereo amburghese.

Molto ben fatta ed emozionante, l’intera sequenza dell’incontro mentale tra i due amanti: atmosfere oniriche ed irreali, luoghi sconosciuti che diventano improvvisamente familiari proprio come accade nei sogni e mitico Bishop senior che li lascia baciare senza fare la spia.

Intelligente anche l’epilogo che crea i veri, sconvolgenti interrogativi: Broyles rivela ad Olivia che eventi di calibro mondiale sono in realtà il frutto di esperimenti. Qualcuno utilizza l’intero mondo come proprio laboratorio seguendo uno schema che deve essere scoperto, studiato e debellato. Olivia è spinta a bordo della barca con forza e qualcosa mi dice che i Sig.ti Bishop dovranno mettere i propri scintillanti neuroni a bordo.

Sembrerebbe tutto finito: invece la delizia sta proprio nel cliffangher finale che mescola le carte in tavola. Scott è un traditore e muore ucciso indirettamente dalla sua amata, lasciandole in eredità un cumulo di dubbi e tutta la tristezza e la disperazione che c’è in ogni amore sprecato.

Un plauso alla magnifica rappresentazione dei personaggi: sono tutti perfettamente caratterizzati senza apparire stereotipati come accade ad esempio in Lost.

Adoravo Pacey Winter e non posso non amare di già Peter Bishop… ma so già che Walter mi darà delle grandissime soddisfazioni

SUPERNATURAL (Season Premiere) “Lazarus Rising”

Inizio scoppiettante condito da terribili flash dall’inferno per un incipt che fa tanto Dario Argento vecchio stile; poi subito messo in piazza l’incubo peggiore di tutti: svegliarsi sei piedi sotto terra nel claustrofobico spazio di una bara. Fortuna che non si tratta di un modello superlusso con chiusura in zinco rinforzato, ma di qualche asse di pino sgarrupata inchiodata all’altra con chiodi di marzapane.
Dean, novello Black Mamba, esce in fretta dal luogo dell’eterno riposo e si trova nella realtà. L’ambientazione è volutamente onirica, forse per trarre in inganno lo spettatore: colori sfumati, atmosfera sospesa, ambienti reali ma apparentemente “sbagliati”, tutto appare in bilico tra sogno e realtà, tranne il vecchio Dean più vivo che mai che non tradisce se stesso portandosi via il giornaletto hot e svaligiando la cassa di un minimarket. Un attimo di quiete, spezzato subito dal Supernatural che lo cattura: interferenze agli apparecchi elettronici risvegliano il cacciatore che è in lui, quindi buona caccia a tutti. Non ce n’è bisogno però: solo tanti vetri infranti ed un entità che se ne frega bellamente dell’abbondante sale sapientemente distribuito lungo gli infissi.
Subito dopo il primo contatto con la realtà: una telefonata a Sam. Che ha cambiato numero. E poi a Bobby. Che non gli crede. E che quando se lo trova davanti, sguardo impertitente e boccuccia a cuore, fa quello che tutti avrebbero tentato di fare: ucciderlo.
Poi, dopo la lotta e le scenette di riconoscimento di rito, la gioia: Dean è tornato. Minimo. Io Supernatural lo vedo solo per quelle labbra che fanno un picco (broncio) al quale nessuno e dico nessuno e ribadisco nessuno potrebbe resistere.
Convinto Bobby adesso si va a caccia di Sammy.
Incontro commovente, condito dalla solita gradevole ironia alla Supernatural (con la ragazza nella stanza di Sam che si chiede se i due fossero fidanzati) inframezzato dai rimbrotti del fratellone al fratellino: Dean sa che Sammy lo avrebbe strappato dall’inferno anche con le pinze, utilizzando qualsiasi metodo, intelligente o stupido e vuole sapere cosa suo fratello ha venduto per riaverlo.
La risposta è nulla. E si poteva immaginare. Un Sam che baratta la sua anima per quella del fratello, sarebbe stato di una banalità e di una noia sconcertanti. Ma chi allora vuole Dean vivo e vegeto, in carne ossa e testosterone?
Un indizio importante ce lo offre la bella medium che dopo la seduta spiritica vorrebbe organizzare al volo un threesome con i due fratelli (e come non capirla). Il nome del “demone” molto poco demoniaco e gli occhi bruciati, sono un chiaro indizio della natura di Castiel. Idem per la paura che la sua presenza suscita nei demoni che infestano la tavola calda (che non so per quale strano motivo mi ha ricordato una bella novella di King intitolata “You Know They Got A Hell Of Band” contenuta nella raccolta “Incubi e Deliri”).
Grosse rivelazioni finali: se da una parte scopriamo che Sam ha acquistato un potere psichico immenso, riuscendo a esorcizzare demoni con la sola imposizione delle mani e che è in combutta con Ruby, demone pentito, che è migrata in un altro corpo (mai che scegliesse quello di una brutta eh) dall’altra conosciamo meglio Castiel. Angelo di Dio (meravigliosa la scena delle grandi ali che proiettano la loro ombra sul muro) dallo sguardo strafottente, ispira pensieri non esattamente santi e puri e confessa a Dean di averlo riportato alla vita su ordine diretto dei piani alti.
Altissimi.
Il Boss di Castiel ha una missione per Dean.
Poi venitemi a dire che chi beve, fa sesso e dice parolacce sprofonderà all’inferno.
Tze.

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